Servillo-Piovani, il 28 giugno al Teatro Romano di Verona la prima nazionale di "Padre Cicogna"

 


Domenica 28 giugno alle ore 21.30 il Teatro Romano di Verona ospita, nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese diretta da Fabrizio Arcuri, la prima nazionale di Padre Cicogna, nuova creazione realizzata appositamente per il festival e coprodotta da Ravenna Festival ed Estate Teatrale Veronese.

Il racconto sinfonico ideato da Nicola Piovani a partire dal testo di Eduardo De Filippo riunisce sulla scena alcune tra le maggiori personalità del teatro e della musica italiana: Toni Servillo, voce narrante dello spettacolo, lo stesso Piovani alla composizione e alla direzione musicale, le voci di Sara Di Fusco, Pino Ingrosso, Tony Nežić e Susy Sebastiano, insieme all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.

Attraverso l’incontro tra parola teatrale, musica e interpretazione, Padre Cicogna restituisce al pubblico una delle pagine più profonde dell’universo eduardiano, trasformando il Teatro Romano in uno spazio di ascolto e riflessione in cui il dramma umano, la dimensione spirituale e la forza della poesia si fondono in un’esperienza scenica di rara intensità.

Alla sorgente del teatro di Eduardo De Filippo si ritrova sempre quel nucleo profondo di sapienza umana capace di interrogare il dolore, la fragilità e i modi attraverso cui gli esseri umani tentano di sopravvivere alle proprie sconfitte. L’incontro tra la parola sacra di De Filippo, il genio musicale di Nicola Piovani e l’intensità magnetica di Toni Servillo: Padre Cicogna non è solo teatro, e un rito sinfonico che scava nella sapienza umana, interrogando il dolore e la fragilità con uno sguardo compassionevole verso gli ultimi. Al centro della vicenda, scritta da Eduardo nel 1969, arde la storia lacerante di un sacerdote che sceglie di abbandonare l’abito per amore. Un uomo che, nudo di fronte

alla croce, pronuncia un voto solenne che non riuscirà a mantenere, finendo stritolato dall’isolamento di una comunità spietata. Nel 2009, grazie alla collaborazione con Luca De Filippo, Nicola Piovani ha sublimato questo testo in un racconto di intensa forza lirica. La musica non è un semplice fregio, ma voce che dialoga con le tensioni interiori, amplificando l’umanità dolente dell’universo eduardiano. A dominare la scena e Toni Servillo, interprete monumentale capace di abitare il rigore di Eduardo con una profondità senza eguali. Accanto a lui, un cast d’eccezione e l’energia dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, diretta dallo stesso Piovani. Il risultato e unesperienza narrativa totale, dove teatro e musica si fondono in un connubio di rara bellezza. Un appuntamento imperdibile che celebra la forza della poesia e la maestria di artisti che hanno fatto la storia dello spettacolo mondiale.

 

TONI SERVILLO Volto monumentale del teatro europeo, maestro che ha rigenerato la scena italiana attraverso il rigore assoluto e la potenza della parola, con il suo stile, sospeso tra cinema e palcoscenico, offre una costante unindagine viscerale sull’animo umano. In Padre Cicogna, la sua voce narrante si fa materia pulsante, intrecciandosi alla musica di Piovani con una sensibilità rara. Un artista totale, capace di trasformare il rigore in pura emozione e la scena in un incanto senza tempo.

NICOLA PIOVANI Compositore, pianista e direttore d’orchestra, Premio Oscar per La vita e bella e icona della musica mondiale, e il sommo maestro del dialogo tra note e narrazione. La sua cifra stilistica, intrisa di un lirismo unico, intreccia i suoni al destino dell’uomo, restituendo una forza poetica travolgente e universale. Un’architettura sonora dove la musica non è semplice accompagnamento, ma si fa corpo del racconto, elevando l’esperienza scenica a una dimensione pura e profondamente umana. Un genio che trasforma ogni battuta in emozione eterna.

Prime, riletture, danza, musica e performance compongono un progetto unitario che non conserva i classici, ma li attiva nel presente, mettendo in relazione parola, corpo e spazio. L’Estate Teatrale Veronese 2026 si afferma così come un festival capace di coniugare tradizione e ricerca, radicamento territoriale e visione internazionale.

 


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