In occasione dell'uscita del suo nuovo singolo "Dissolvimi", disponibile dal 27 marzo 2026 per PLUMA Dischi, abbiamo incontrato Samuele CYMA, producer e sound artist romano che fonde la sua formazione jazzistica con una sperimentazione elettronica viscerale.
Nato da un'improvvisazione in aeroporto e cresciuto tra le influenze di Radiohead, Arca e Floating Points, il brano rappresenta il primo tassello di un nuovo LP che esplora il confine tra minimalismo e "massimalismo saturo". In questa intervista, l'artista ci racconta la genesi della sua musica, il profondo legame con il territorio di Campo Imperatore scelto per il videoclip e la sua costante ricerca di un suono puro e instabile.
Parliamo del tuo nuovo singolo,
"Dissolvimi". Sappiamo che è nato da un arpeggio di synth scritto
quasi per caso in aeroporto: ci racconti come si è evoluto quel momento di
improvvisazione fino a diventare un brano così stratificato e viscerale?
Sì, quell'arpeggio l'ho scritto in aeroporto a Zagabria tre anni fa, se non sbaglio. Ricordo che volevo fare una cosa simile a Like Spinning Plates dei Radiohead. Poi, quando sono tornato a Roma, ci ho rimesso mano improvvisandoci una linea vocale, molto libera e distesa; la melodia del ritornello è uscita subito così. Poi, negli anni, l'arrangiamento è cambiato varie volte: ci sono entrate varie idee diverse, da diversi musicisti con cui mi sono confrontato, e forse per questo è uscito così stratificato.
Il videoclip è stato girato tra le
montagne, tra strutture abbandonate e un senso di isolamento quasi magnetico: a
quale idea visiva vi siete ispirati per tradurre in immagini il contrasto tra
la tecnologia e la natura selvaggia?
Abbiamo girato quel video a Campo Imperatore, insieme a Matteo Berruto. È un luogo a cui sono molto legato: ci andavo sin da bambino coi miei genitori, in estate, a fare le grigliate. Tornarci in inverno, soli nell'altopiano innevato, dà ovviamente tutta un'altra visione del luogo: si ricrea quel senso di isolamento che si trova nel brano. Comunque, è uno dei miei posti preferiti sulla terra.
Le tue influenze spaziano dal jazz
contemporaneo studiato al Conservatorio Saint Louis fino all'elettronica
sperimentale di Arca e Floating Points: come riescono a convivere queste anime
così diverse nel tuo modo di comporre?
Non lo so, in effetti non me lo sono mai chiesto! Però penso sia abbastanza naturale farli convivere: è quello che mi piace ascoltare e lo butto dentro le mie produzioni. Penso sia così per ogni artista che ha diverse influenze.
Sei cresciuto letteralmente
"dentro" un home studio grazie a tuo padre. Come e quando hai capito
che la tua passione per gli strumenti si stava trasformando in una necessità di
manipolare il suono attraverso il sound design?
Sì, devo davvero ritenermi fortunato ad essere cresciuto in mezzo agli strumenti: non è assolutamente scontato, è un'enorme fortuna e mi piace metterla a disposizione come posso. Diciamo che la necessità di scoprire di più il suono 'puro', il timbro, è arrivata più o meno a 16-17 anni, quando ho iniziato ad appassionarmi di musica elettronica e di effettistica per chitarra elettrica. Poi piano piano mi sono appassionato di tecniche di registrazione e di sintesi. Però non mi considero un mega nerd: ignoro tantissime cose, sono molto pigro in realtà; mi è sempre piaciuto più che altro suonare e cercare di raggiungere il suono che cercavo, con l'obiettivo di usarlo nelle canzoni.
Nel brano spingi un sax baritono fino ai
suoi limiti strutturali: con quale artista della scena sperimentale o jazz
internazionale ti piacerebbe collaborare per esplorare nuovi confini sonori?
Il sassofonista è Federico D'Angelo, secondo me uno dei più forti in Italia: sono fortunato a suonare con lui. Domanda difficile! Se devo scegliere, mi vengono in mente subito Nils Petter Molvær e Eivind Aarset, oppure Marina Herlop e Tarta Relena.
"Dissolvimi" è il primo
tassello di un nuovo LP. Quali sono i tuoi progetti futuri? Dobbiamo aspettarci
un album che manterrà questa tensione tra minimalismo e "massimalismo
saturo"?
Sì, esatto! Vediamo che succede: nei prossimi
mesi usciranno altre cose e piano piano sveliamo il lavoro completo.


