La Camera turca e lo studiolo 29 Inaugurazione nel 2027 India Mahdavi, architetto, designer e scenografa, Parigi, FR Partner: Craman Lagarde (arredamento), Pierre Frey (tessuti), CC Tapis (tappeti), Gebrüder Thonet Vienna (arredamento), TRECA (materassi e biancheria da letto). In collaborazione con: Atelier d’Offard (carta da parati artigianale), Hermine Torikian (artigiana specializzata in ebanisteria artistica e intarsio), Lesage Intérieurs (ricamo a mano), Pascal Michalon (falegnameria ed ebanisteria) Elenchi completi in arrivo | La Camera turca prima della ristrutturazione |
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India Mahdavi è stata invitata da Sam Stourdzé, direttore di Villa Medici, a riallestire la Camera Turca e lo studiolo 29 situato al piano inferiore. Nell'ambito del programma Restituire l'incanto a Villa Medici, India Mahdavi prosegue il dialogo avviato con il suo primo intervento al piano nobile. Laddove il progetto precedente si sviluppava attraverso una successione di stanze en enfilade concepite come un percorso, questo nuovo capitolo si inscrive in una delle due torri di Villa Medici. In cima, la Camera Turca, concepita nel 1833 da Horace Vernet, incarna un Oriente immaginato, ricomposto a partire da molteplici riferimenti. Frutto dell'immaginario romantico, mescola liberamente motivi arabo-andalusi, vocabolario ottomano ed elementi naturalistici, in una composizione che appartiene più al collage che alla restituzione fedele. Più che una testimonianza, questo spazio costituisce una proiezione, una scenografia di finzione in cui si esprime una fascinazione per un altrove ricostruito. Nel corso del tempo, la camera non ha cessato di essere reinterpretata, con ogni epoca che vi ha impresso i propri immaginari e i propri desideri. Questo nuovo progetto si inscrive nelle stanze adiacenti, situate sotto il tetto spiovente, dove il vincolo dei volumi e della geometria del tetto richiede una scrittura più intima. Di fronte a questa eredità, India Mahdavi non cerca né di cancellare né di ricostruire, ma di prolungare. Il suo intervento si inserisce in un dialogo con l'esistente, che concepisce come una “appropriazione dell'appropriazione”. A partire dai motivi e dall'intensità decorativa della camera originale, compone un universo personale, nutrito dalla propria eredità culturale e dalla sua memoria plurale. Colori, materiali e motivi vi si sovrappongono fino a una forma di saturazione consapevole, che afferma una lettura contemporanea di questo Oriente soggettivo. Laddove Horace Vernet proiettava uno sguardo esteriore, India Mahdavi sviluppa una visione interiore, attraversata da un'esperienza vissuta, in cui la densità visiva diventa linguaggio. Non si tratta né di un restauro né di una citazione, ma di una risposta sensibile a uno spazio che non ha mai rivendicato l'autenticità. Al piano inferiore, lo studiolo 29 prolunga questa riflessione in una forma più essenziale, quasi condensata, offrendo un contrappunto alla ricchezza decorativa degli spazi superiori. Nel prolungamento del suo primo intervento a Villa Medici, India Mahdavi si circonda di artigiani e maison d'eccellenza francesi ed europee, proseguendo un lavoro stretto attorno ai savoir-faire e alla messa in opera dei materiali. *** India Mahdavi Architetto, designer e scenografa, India Mahdavi vive e lavora a Parigi. Il suo studio, fondato nel 2000, si distingue per l’eterogeneità dei progetti internazionali che, dall’architettura all’interior design, dalla scenografia al design di mobili e oggetti, manifestano una vera e propria trasversalità. Una particolare attenzione è rivolta all’artigianato e ai saperi tecnici, intesi come un modo per esaltare i legami che uniscono il gesto, la memoria, l'immaginazione, l'occhio e la materia. Nota per i suoi ambienti unici, che celebrano a loro modo un'arte di vivere cosmopolita, India Mahdavi esprime una visione moderna del comfort e dell'eleganza, intrisa di un certo senso dell'umorismo. Poliglotta e policroma, India Mahdavi è diventata un punto di riferimento, sviluppando attraverso ciascuna delle sue realizzazioni un linguaggio espressivo singolare. |
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La camera 27 Progetto Lo Scrigno Inaugurazione nel 2027 Studio Edgar Jayet, architetto, Parigi, FR, e Venezia, IT Rinck, arredatore d’interni, Parigi, FR E tre vincitori del Prix Liliane Bettencourt pour l’Intelligence de la Main®: Nicolas Marischael, orafo, Parigi, FR Nicolas Pinon, laccatore, Parigi, FR François-Xavier Richard, Atelier d’Offard, artigiano specializzato in dominoteria (l’arte della carta decorata a mano) e nobilitazione della carta, Tours, FR Partner: Sofa Industries (rubinetteria/lavabo), ClassICon (applique da bagno/specchi), Meljac (interruttori/prese), Anna Lari (lampade da comodino), TRECA (materassi/biancheria da letto) In collaborazione con: Chiarastella Cattana (tessuti e biancheria), Cosi Tabellini (accessori da bagno). |
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| La camera 27 prima della ristrutturazione. |
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Edgar Jayet è stato invitato da Villa Medici a riallestire la camera 27. Incastonata nella torre sud di Villa Medici, affacciata su Roma come un segreto ben custodito, la camera 27 – simmetrica allo studiolo 29 – possiede il fascino di un luogo discreto. Il progetto Lo Scrigno nasce dall’incontro di artigiani d’eccezione e si pone in ideale continuità con la storia di Villa Medici, evocando lo studiolo come luogo di introspezione dove meditare, riposare e creare – fonte costante di ispirazione per l’artista al lavoro. In cima alla torre, resta vivo il ricordo delle passeggiate nel giardino. È attraverso la linea del progetto e la sua materialità, arricchita da foglie d’acanto e altre suggestioni botaniche, che si disegna un paesaggio interiore capace di dialogare con lo spirito del luogo. Per il progetto Lo Scrigno, Edgar Jayet ha collaborato con Rinck, arredatore d’interni, nonché con tre professionisti dell’artigianato artistico insigniti del Prix Liliane Bettencourt pour l’Intelligence de la Main®: Nicolas Marischael, orafo (premio 2015), Nicolas Pinon, laccatore (premio 2020) e François-Xavier Richard per l’Atelier d’Offard, creatore di carte da parati artigianali (premio 2009). *** Edgar Jayet Vincitore del Grand Prix Van Cleef & Arpels nel 2021, Edgar Jayet ha fondato uno studio di architettura d’interni e design con sede tra Parigi e Venezia. Lo studio colloca i propri progetti in continuità con la storia e le tecniche tradizionali, coltivando un dialogo con artigiani d’eccezione. Propone spazi e ambienti senza compromessi in termini di qualità e tecnica, lavorando fianco a fianco con laboratori francesi. Questa ricerca dell’eccellenza ha portato alla creazione di collezioni acquisite dal Mobilier national e ha favorito l’assegnazione di prestigiose commissioni istituzionali per la Fondazione Carmignac o il Castello di Chantilly. Rinck Arredatore e decoratore francese, Rinck progetta e realizza interni d’eccezione e pezzi da collezione, una tradizione di prestigio che risale al 1841. Rinck svolge la propria attività attraverso il proprio studio di architettura d’interni e design, nonché i propri laboratori di arredamento e allestimento. Il presidente e direttore artistico di Rinck è Valentin Goux. Nicolas Marischael Fondata nel 1924 da Édouard Marischael, la Maison Marischael Orfèvre porta avanti una competenza artigianale d’eccezione. Le sue creazioni dal design essenziale si affiancano a oggetti preziosi e antichi riportati al loro splendore originale. Forte di una solida esperienza, Nicolas Marischael perpetua una maestria artigianale al servizio dei più grandi musei e collezionisti. Nicolas Marischael è il vincitore dell’edizione 2015 del Prix Liliane Bettencourt pour l’Intelligence de la Main®. Nicolas Pinon Diplomato all’École Boulle, Nicolas Pinon si è formato alle tecniche tradizionali prima di specializzarsi nell’arte della lacca giapponese urushi. Il suo apprendistato in Europa e in Giappone, in particolare presso il maestro Nagatoshi Onishi, gli ha valso una competenza unica. Pinon è oggi un laccatore indipendente che coniuga restauro, creazione contemporanea e innovazione tecnologica; nel 2020 si è aggiudicato il Prix Liliane Bettencourt pour l’Intelligence de la Main®. François-Xavier Richard, Atelier d’Offard L’Atelier d’Offard perpetua i saperi tradizionali della carta da parati realizzata a mano e del cartone pietra. Fondato nel 1999 da François-Xavier Richard, coniuga creazione contemporanea e conservazione del patrimonio. È la passione per la carta a guidare l’attività dell’atelier, che ne esplora ogni ricchezza e potenzialità. François-Xavier Richard è il vincitore dell’edizione 2009 del Prix Liliane Bettencourt pour l’Intelligence de la Main®. |
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Camera 19 Progetto Still life Presentazione nel 2027 Acte Deux, Hugo L’ahélec e Johanna Lapray, designer e architetti d’interni, Parigi, FR Craft, Centre de recherche sur les arts du feu et de la terre, Limoges, FR Manufacture de Digoin, fabbrica di gres e ceramiche, Digoin, FR Partner: Atelier de la Boiserie (falegnameria ed ebanisteria artistica), Kann (progettazione e produzione di mobili), Laurent Juteau x MAAS (rivestimenti decorativi), rvb® (rubinetteria), Viabizzuno (soluzioni di illuminazione), TRECA (materassi e biancheria da letto). In collaborazione con: Atelier Tras - Naïs Campedel (tessuti per tappezzeria), Kvadrat (tessuti per tende), Giovanni Capuano (confezionamento tende). |
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| La camera 19 prima della ristrutturazione. |
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Hugo L'ahélec e Johanna Lapray (Acte Deux) sono i vincitori del concorso per il riallestimento della camera 19. Con il progetto Still Life, lo studio Acte Deux reinterpreta il genere pittorico della natura morta. Il duo di designer mette in onore la ceramica attraverso un progetto artigianale di ampio respiro, che comprende rivestimenti, mobili e accessori. Il loro intervento dispiega una successione di inquadrature e attenzioni visive che instaurano un gioco di sguardi con il visitatore. Dalle superfici piastrellate agli smalti brillanti, dai drappeggi in bassorilievo alle curve generose, oggetti e dettagli tra trompe-l’œil e motivi astratti giocano con le rappresentazioni classiche quanto con un quotidiano quasi triviale. “Still Life” è l'espressione anglosassone consacrata per designare la natura morta. Letteralmente significa “vita immobile”, ma Acte Deux ne suggerisce un'altra traduzione: “ancora della vita”! I diversi elementi che compongono la camera 19 cercano di dare al visitatore la sensazione di entrare in un luogo abitato. Il loro progetto intende così inscriversi nel prolungamento dei diversi interventi che hanno avuto luogo a Villa Medici a partire da Balthus, in una tensione tra fantasmi artistici del passato e creazione contemporanea. *** Acte Deux Acte Deux è uno studio di design di oggetti e spazi con sede a Parigi. Hugo L’ahélec e Johanna Lapray sviluppano una pratica trasversale, fondata su un costante e talvolta ludico dialogo con le arti visive e la loro storia. La loro pratica gioca sulla giustapposizione di riferimenti, tra astrazione ed evocazione, tra raffinatezza e spontaneità. Più che semplici utilizzi, cercano di immaginare situazioni d’uso, domestiche o professionali, in cui le funzioni si inseriscono in una narrazione fatta di forme, materiali e dettagli che richiamano il ricordo, la sensazione e persino l’emozione. CRAFT Il CRAFT (Centre de Recherche sur les Arts du Feu et de la Terre) è stato creato nel 1993 su iniziativa del Ministero della Cultura francese. Laboratorio di creazione ceramica contemporanea, il CRAFT accoglie creatori della scena artistica internazionale e li invita a sviluppare progetti sperimentali all’interno del proprio laboratorio a Limoges. Superando sfide artistiche e coniugando creatività, innovazione e collaborazione con l’industria locale, il CRAFT è diventato un punto di riferimento per la ceramica contemporanea. Per la camera 19, il CRAFT ha realizzato i bassorilievi in gres, le applique, lo specchio e altri accessori in porcellana di Limoges. Tristan Dassonville, ceramista, ha realizzato i modelli preliminari dei bassorilievi. Manifattura di Digoin Fondata nel 1875 in Borgogna, la Manufacture de Digoin è una realtà storica dell’artigianato, rinomata per la sua competenza nella lavorazione della ceramica di Borgogna. Da quasi 150 anni progetta e produce oggetti di uso quotidiano destinati all’arte della tavola, al giardino e all’arredamento d’interni, perpetuando una maestria artigianale d’eccellenza. La Manufacture si distingue per la completa padronanza della propria catena di produzione: formula infatti la propria pasta di gres e i propri smalti. Oggi i suoi artigiani mettono la loro esperienza al servizio di marchi prestigiosi, coniugando tradizione e innovazione nell’ambito di collaborazioni di prestigio. Per la camera 19 di Villa Medici, la Manufacture de Digoin ha realizzato le piastrelle, il lavabo, il lavello e il tavolino. |
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