Nove, Sanders contro Trump: “Non rappresenta l’America, è pericoloso per la democrazia”

 


“La prima cosa da dire è che, per quanto riguarda l'Europa - e anche per quanto riguarda molte altre problematiche - Donald Trump non è la voce del popolo americano. Ci sono milioni di americani che hanno genitori, nonni, bisnonni che sono venuti dall'Europa. Mio padre venne negli Stati Uniti migrando dalla Polonia. La stragrande maggioranza degli americani rispetta l'Europa e noi faremo qualsiasi cosa sia possibile per riuscire a mettere una pezza a tutti i danni che Trump ha fatto nell'ambito dei nostri rapporti. Ed è un fatto assolutamente improrogabile. E Trump è una persona che grazie al suo essere autoritario, non crede alle regole costituzionali o allo stato di diritto, e sta molto meglio con i dittatori dell'Arabia Saudita rispetto ai suoi rapporti con tutti gli altri paesi democratici europei”. Così il Senatore degli Stati Uniti Bernie Sanders ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, rispondendo alla domanda sull’America di Trump, sempre più aggressiva con l’Europa.
 
Su come sia possibile che sia stato rieletto un presidente che ha appoggiato l'assalto a Capitol Hill: “Ah, ci vorrebbe un sacco di tempo, sa, per riuscire a parlare della politica americana, ma mi limito a dire questo: Due cose. Numero uno, il Partito Democratico negli Stati Uniti ha di fatto girato la schiena, da molti punti di vista, alla classe lavoratrice del nostro Paese. Quindi abbiamo una situazione dove i ricchi diventano sempre più ricchi e il 60% dei nostri americani riescono a malapena a, come dire, passare il mese. E noi siamo l'unico Paese grande che non garantisce la sanità. Quando uno si ammala qui in Italia non si preoccupa dei costi, noi sì perché non possiamo permetterci le cure. E sfortunatamente il Partito Democratico in una campagna corrotta da un sistema finanziario corrotto ha dato troppa attenzione alle grandi corporation rispetto alle classi lavoratrici. E adesso gli americani dicono: dov'è l'alternativa? E quello che stiamo facendo adesso negli Stati Uniti d'America, sempre più positivamente, è fare un movimento progressista che sta con la classe lavoratrice e che sta contro gli oligarchi e crea un governo che funzioni per tutti noi e non solo per pochi”
 
Sul suo libro “Contro l’oligarchia”, rispondendo alla domanda su chi siano gli oligarchi americani:
“Proprio ora negli Usa abbiamo una situazione sul reddito e sul patrimonio che non si è mai verificata prima nella storia degli Stati Uniti. L'1% dei ricchi guadagna più del 93% (dei soldi). E la cosa ancora più folle è che un uomo, Elon Musk, il più ricco al mondo, un uomo solo ha più patrimonio del 53% delle famiglie americane più povere. E questo è da folli. Ma non è solo Musk, Zuckerberg, Bezos, Ellison.. E quello che abbiamo visto negli Stati Uniti d'America, e io credo anche in Italia e anche in altri paesi del mondo, è che miliardari si arricchiscono sempre di più e invece la classe lavoratrice deve combattere per riuscire a mettere il cibo sulla tavola. E i loro figli hanno un sistema di vita, una vita che è più povera di quella dei genitori”
 
Sul perché le classi lavoratrici, non solo in USA, votano per chi non dà loro l'assistenza medica: “Beh guardi per tutta una serie di motivazioni. Numero 1: nel mio paese abbiamo un sistema finanziario corrotto. In altre parole, per esempio, se uno si candida al Parlamento americano, al Congresso oppure al Senato, benissimo, però se di fatto vai contro gli oligarchi, forse Bezos e gli altri magari non dovrebbero più pagare poco ma pagare di più, dovremmo regolare l'intelligenza artificiale per proteggere chi lavora. Ebbene, quando si dice questo, questi miliardari metteranno lì davvero delle somme gigantesche a favore dei tuoi avversari. Non so se gli europei si rendano conto di questo. Bezos, Elon Musk, possono spendere 290 milioni di dollari che hanno speso per eleggere Trump”. “Dobbiamo assolutamente fare una riforma sul finanziamento delle campagne elettorali. E quindi, per quanto riguarda questo, negli Stati Uniti d'America ci stiamo dando davvero molto da fare”.
 
Su cosa si aspetta accada in Iran: “Beh, la guerra in Iran, dal mio punto di vista è illegale e non costituzionale. Sulla base dei dettati costituzionali degli Stati Uniti d'America Il presidente non può fare la guerra dove e come vuole, deve avere l'approvazione del congresso degli Stati Uniti d'America e Trump non l'ha fatto per niente. E questa idea che gli Stati Uniti d'America insieme a Netanyahu in Israele improvvisamente, nel bel mezzo della notte, bombardino un altro paese è una cosa che la stragrande maggioranza degli americani non vuole approvare. E allora si dice in questo momento che la popolarità di Trump si abbassa sempre di più, perché le persone davvero ne hanno abbastanza. Di vedere quelle cose terribili che ci sono state a Gaza. Sono assolutamente preoccupati della situazione libanese attuale, come lei ha citato, per esempio per quanto riguarda la previdenza e la sanità americana, che significa come dire far morire milioni di bimbi al mondo. E quindi il nostro movimento fa di tutto per riuscire a sconfiggerlo”
 
Se secondo lui può accadere la stessa cosa a Cuba: “Sì, tristemente sì. E le dico una cosa: sono stato disgustato da ciò che ha fatto 4 anni fa Putin in Ucraina. Dopo 75 anni di pace in Europa, ecco, lui ha iniziato da dittatore questa guerra e io credo che questo ha dato il via a Netanyahu, che ha fatto poi le cose terribili che ha fatto, e anche il verde a Trump per fare ciò che ha fatto in Venezuela e adesso sta facendo in Iran. E io spero di no, ma forse a Cuba. E vorrei che tutti voi pensaste a ciò che questo significa. Significa che non c'è più il diritto internazionale, che ogni paese che voglia attaccare un altro paese per qualsiasi motivazione può pensare di poterlo fare. Questa anarchia internazionale è, dal mio punto di vista, estremamente pericolosa.”
 
Se è adeguata secondo lui la reazione dei democratici americani alla politica del presidente Trump: “Non come vorrei io. Io credo che praticamente qualsiasi democratico al Senato capisca che questa guerra non è in linea con i dettati della Costituzione. Stiamo facendo progressi nel cercare appunto di tagliare gli aiuti militari a Israele, siamo molto attivi, ma c'è molto ancora da fare”
 
Sulla compattezza del fronte repubblicano: “Ebbene, io credo, quello che gli europei non capiscono relativamente ai repubblicani è che in passato i repubblicani erano, diciamo, un partito di centrodestra, non diversi da quello che c'è qui in Europa, ma con Trump sono diventati degli estremisti di destra, e da molti punti di vista anche il partito del culto dell'individuo. E quindi se un repubblicano va contro Trump e dice: «Sa una cosa? Beh, questa guerra iraniana non è in linea con la Costituzione», lui dirà: «Bene, sei finito politicamente, ti distruggo». Ieri, di fatto proprio ieri, un senatore della Louisiana che ha votato per l'impeachment di Trump qualche anno fa è stato davvero mandato a casa”
 
Sulle elezioni di midterm come unica speranza: “Beh, insomma, Trump sta di fatto svolgendo un ruolo negativissimo perché sta cercando di creare un sistema dove sarà poi difficile essere membri del congresso repubblicani. Ma io dico anche un'altra cosa: la popolarità di Trump è in discesa e io credo le elezioni apriranno ai democratici, vinceremo la House of Congress e siamo in linea anche per vincere nel Senato”
 
Sull’ipotesi che Trump potrebbe anche inventare qualcosa per cui non si vota: “No, le elezioni di midterm ci saranno. Il problema è quello che sta accadendo adesso, è che i repubblicani per esempio hanno fatto in modo che la Corte Suprema di fatto abbia sconvolto la legge sui diritti del voto e quindi per esempio i rappresentanti di colore al congresso, e perché sperano di guadagnare insomma. C'è questo sforzo per rifare i confini dei vari distretti elettorali a vantaggio dei repubblicani, ma nonostante questo credo che Trump sia così impopolare.. L'idea che per esempio dà degli incentivi di 1 trilione di dollari all'1% e che poi ci sono milioni di persone che invece hanno fame, e lui ha iniziato la guerra in Iran, che dà un balzo verso l'alto al prezzo per esempio del petrolio, renderà infelici tantissime persone”
Sull'attacco a Papa Leone XIV: “Quello che ha fatto Trump al Papa è difficile dire, perché lui è molto impulsivo, prende decisioni alle 3 del mattino e le mette sui media, sui social. Però io sono convinto che gli americani, non solo i cattolici, siano stati grandemente offesi dall'immagine di Trump travestito da Cristo. E i suoi attacchi contro il Papa. Ecco, il Papa che per noi americani insomma ci rende orgogliosi, lo amiamo perché difende i poveri, i migranti ed è contro la guerra, e quindi assolutamente popolare negli Stati Uniti d'America”
 
Sui rapporti con l’Italia ultimamente incrinati: “Ebbene, non è semplicemente che ce l'abbia con l'Italia. Io credo che per quanto riguarda l'Europa e anche il resto del mondo c'è davvero una delusione, una rabbia profonda, e il presidente ha messo in gioco qualsiasi cosa che gli Stati Uniti d'America invece in passato hanno sostenuto. Io sono orgoglioso di essere americano, sono orgoglioso del nostro sistema, però l'America non dovrebbe essere un paese che sostiene attività militare a Gaza, che poi provoca un genocidio senza essere provocati, che ignori i cambiamenti climatici, che ci si basi sempre di più sui combustibili fossili, che di fatto arricchisce di più i più ricchi a scapito dei poveri. Ecco, l'America non è questa cosa”
 
Su qual è la convenienza politica di Trump ad aver scelto la Russia e la Cina anziché l'Europa: “E anche l'Arabia Saudita. Perché a Trump non piace l'Europa? Le dico il perché. Perché in tutta Europa i governi nel corso degli anni hanno fatto in modo di garantire per esempio la sanità come diritto umano a tutti, giusto? Allora non è un'idea radicale dire che tutti, per esempio in Italia, possono andare dal medico indipendentemente dal loro reddito. Ecco, lui non ci crede, Trump, e allora per lui l'Europa è un esempio negativo. L'Europa per esempio deve fare di più per regolare l'intelligenza artificiale, perché ciò che Trump crede è che lavorare con gli oligarchi Musk e Bezos e lasciar loro fare quello che vogliono, indipendentemente dal numero di milioni di posti di lavoro che verranno eliminati o l'invasione della nostra privacy, il governo dovrebbe poter fare qualsiasi cosa, che sia una minaccia esistenziale a quello che succede a causa dell'intelligenza artificiale che diventa più furba del cervello umano e quindi fa del male agli esseri umani. Ecco, lui dice ai suoi oligarchi: fate quello che volete. Ecco, l'Europa - non abbastanza - ma si sta muovendo in una direzione diversa e questo lo odia. A lui invece piace l'Arabia Saudita, c'è un re dittatore, è una famiglia ricchissima. Allora, sediamoci, facciamo un affare, prendiamo il Golfo, eccetera”
 
Su Trump e se gli fa paura: “No, no, paura no. Pericoloso, però ecco, credo una cosa: un mese fa, ecco, nel corso del nostro paese abbiamo, ecco, organizzato le marce famose del No Kings, senza re. L'America di fatto è nata dopo una rivoluzione che ha sgominato un re. 8 milioni di persone sono andate per strada”
Fattitaliani

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