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| Foto di Tommaso Le Pera |
L’omaggio al teatro-canzone di Gaber e Luporini diretto da Giorgio Gallione, con gli arrangiamenti inediti per quattro pianoforti di Paolo Silvestri
Venerdì 8 e sabato 9 maggio, ore 21.00
Domenica 10 maggio, ore 17.30
È un omaggio al sodalizio tra Giorgio Gaber e Sandro Luporini lo spettacolo Gaber – Mi fa male il mondo, che vede protagonista Neri Marcorè nel suo atteso ritorno al Teatro Celebrazioni di Bologna. Dopo aver celebrato, due anni fa, De André con La Buona Novella, l’artista si confronta nuovamente con il teatro-canzone: l’appuntamento è per venerdì 8, sabato 9 (ore 21.00) e domenica 10 maggio (ore 17.30).
Sotto la guida del regista Giorgio Gallione, che ne firma anche la drammaturgia, Marcorè dà voce ai brani intramontabili dei due autori, accompagnato sul palco dal talento dei pianisti Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri.
Per Marcorè e Gallione – che con spettacoli come Un certo Signor G ed Eretici e Corsari hanno segnato tappe fondamentali nella rilettura dell’opera gaberiana – questo ritorno rappresenta una vera necessità etica e artistica: un momento di profonda maturità per riabbracciare l’universo creativo di Gaber e di Luporini.
Lo spettacolo si avvale della direzione musicale e degli arrangiamenti inediti per quattro pianoforti di Paolo Silvestri, delle scene e dei costumi di Guido Fiorato e del disegno luci di Marco Filibeck.
«Mi ha sempre colpito e affascinato la regolarità di Gaber che ogni estate, insieme a Luporini, scriveva le canzoni dello spettacolo successivo – riflette Silvestri –. È un modo di operare che mi ricorda quello dei compositori classici. Per questo motivo, anche se le sue canzoni sono nate alla chitarra, quando penso al suo lavoro mi viene in mente il pianoforte, che nella storia è stato lo strumento dove i musicisti hanno scritto per orchestra e per ogni sorta di formazione strumentale e vocale, e naturalmente, dove hanno immaginato il teatro musicale. Il pianoforte è come la macchina da scrivere per uno scrittore. In questo spettacolo ce ne sono addirittura quattro: abbiamo moltiplicato quest’idea, formando una vera e propria orchestra di pianoforti».
La narrazione musicale si sviluppa come un vero e proprio viaggio nell’opera di Gaber-Luporini, intrecciando i capolavori del repertorio in un crescendo che alterna introspezione e impegno civile: dalle ferite esistenziali di Mi fa male il mondo sino alla poetica apertura di C’è solo la strada.
«Assieme a Giorgio Gallione – dice Marcorè – abbiamo scelto di incentrare lo spettacolo su monologhi e canzoni politiche, nel senso più ampio di questo termine. Ma non mancano ovviamente profondità rivestite di leggerezza, come in La nave o L’odore. I contraltari sono La peste, Non è più il momento, Io se fossi Dio, dove sono presenti messaggi di ribellione anche rabbiosa di fronte al panorama decadente e deprimente di quando scrivevano, nel quale non è affatto difficile riconoscerci anche oggi. Anzi, per quanto possano essere stati controversi e violenti gli anni ‘70, quella coscienza critica diffusa era gigantesca rispetto a quella di adesso».
Per anni, Gaber e Luporini hanno sezionato con acume e spietata ironia le mutazioni della società e dell’individuo, senza mai rinunciare a una profonda partecipazione emotiva.
Come racconta Gallione: «Gaber ci ha accompagnato nel cammino zoppicante verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità, del conformismo e della perenne autoassoluzione. Lo spettacolo vuole ritornare alle radici dell’ispirazione di queste opere in musica, entrando metaforicamente nello studio-laboratorio dove Gaber e Luporini hanno prodotto pensiero per più di quarant’anni».
Con onestà intellettuale e una sapiente vena ironica, Gaber amava definirsi un “ladro” di intuizioni, rivendicando con orgoglio il debito verso quella costellazione di pensatori che lo hanno profondamente ispirato: da Pasolini e Céline ad Adorno e Calvino, passando per Berlinguer, Brecht, Beckett e Botho Strauss. Le loro visioni, rielaborate e assorbite, hanno alimentato un flusso di riflessioni poi tradotte in una drammaturgia che sfida il tempo, conservando intatta una sorprendente e quasi profetica attualità.
Gaber – Mi fa male il mondo è una produzione Teatro Stabile di Bolzano e Fondazione Teatro della Toscana, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber e il Centro Servizi Culturali Santa Chiara.
I biglietti sono disponibili online sui circuiti Vivaticket e TicketOne, oppure presso la biglietteria del Teatro Celebrazioni: https://teatrocelebrazioni.it/
La biglietteria del Teatro Celebrazioni è aperta dal martedì al sabato (salvo festività nazionali) dalle ore 16 alle ore 19 e nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio (Via Saragozza 234, Bologna | Tel: 051.4399123 | E-mail: info@
A partire da un’ora e mezza prima dell’inizio dello spettacolo, sarà attivo il servizio del Celebrazioni Bistrot, situato nel foyer del Teatro e curato dal Ristorante Biagi. Per informazioni e prenotazioni: +39 329 8120861.
La Stagione 2025/2026 del Teatro Celebrazioni è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno del Comune di Bologna e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

