Mostra "Tragicomica". Ottant'anni di arte italiana al MAXXI vista da un'angolazione che non ti aspetti

 


«La commedia è la tragedia vista di spalle»
Mario Monicelli



Tragicomica, la grande mostra curata da Andrea Bellini e Francesco Stocchi, parte proprio da qui. Non da un movimento, non da uno stile, ma da un atteggiamento - una postura rispetto al mondo che attraversa ottant'anni di opere italiane come un filo rosso.

Dall'Inferno di Dante - che è pur sempre una Comedia - alla Commedia dell'Arte, da Totò a Eduardo De Filippo, fino alla commedia all'italiana: c'è qualcosa di strutturale nel modo in cui la cultura italiana ha spesso scelto di non affrontare il tragico frontalmente, di aggirarlo, smontarlo, renderlo attraversabile con un sorriso obliquo.

Sala dopo sala, la mostra mette in scena oltre 300 opere che non si rassegnano né alla catastrofe né alla risoluzione.

 

cosa troverai in mostra

Non una storia dell'arte ordinata per movimenti e decenni, ma qualcosa di più simile a un dialogo: opere iconiche accostate a quelle di artisti meno noti. La mostra funziona per risonanze e scarti, non per filologia, con oltre 130 protagonisti e 300 lavori esposti.

C'è l'ironia corrosiva di Piero Manzoni e quella metafisica di Gino De Dominicis. C'è il corpo come campo di battaglia nelle pratiche femministe degli anni Settanta - Ketty La Rocca, Tomaso Binga, Suzanne Santoro - e la leggerezza disarmante di Pino Pascali, che disinnesca cannoni trasformandoli in giocattoli. C'è Maurizio Cattelan, che fa ridere e mette a disagio allo stesso tempo. E poi Alighiero Boetti, Carol Rama, Michelangelo Pistoletto, Lara Favaretto, Paola Pivi - fino alle generazioni più recenti.

Quello che li unisce non è uno stile né un'epoca. È un certo modo di stare nel mondo: senza eroismo, senza catarsi, con una lucidità che a volte assomiglia al riso e altre al silenzio.

 

perché vale la pena vederla di persona

Perché il tragicomico non si spiega: si vive. L'imbarazzo di fronte a un'opera che non sai se fa ridere o piangere, la sorpresa di riconoscere un atteggiamento che pensavi tutto tuo: queste cose accadono solo di fronte all'opera.

Tragicomica è una macchina per guardare il presente: una mostra che parla di quanto sia difficile abitare un mondo in crisi permanente senza trasformarlo in una tragedia definitiva. E di come gli artisti italiani abbiano trovato, da sempre, il modo di non farlo.

Con il nuovo biglietto del Museo, MAXXI REPLAY, puoi tornare a vederla, in ogni dettaglio, tutte le volte che vuoi per 15 giorni successivi al primo ingresso. Ti aspettiamo al Museo!

Fattitaliani

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