Il libro di Mario Marcarini “Di piccole nevrosi quotidiane e di un metodo (quasi) scientifico per estirpare il vizio del gioco” racconta un'Italia così vicina nel tempo, quella degli anni Settanta e Ottanta del Novecento, ma che ci appare oggi sfumata in un passato nebuloso e arcaico, come un film in bianco e nero.
Un Paese senza telefoni cellulari, senza internet e, senza l’assillo dei social media, in cui si spedivano cartoline, si giocava a carte nei bar davanti a mezzo litro di vino, ci si riuniva nei circoli e si veneravano gli anziani; un Paese punteggiato da borghi e città che parevano fermi nel tempo nella loro solenne e immutabile bellezza, ma anche nelle convenzioni e talora nell’ignoranza e nel pregiudizio.
In queste atmosfere si muovono personaggi guidati da solide regole, spesso dogmatiche. I riti sono solenni, le fazioni politiche ben distinte, l’influenza di Santa Romana Chiesa tangibile nel quotidiano. In questo scenario si fanno tuttavia strada nell’animo sottili inquietudini, inconfessabili o indefinibili desideri d’evasione, amori impossibili e residui di un passato che pare ancora esemplare, ma che non tarderà a esplodere sotto il peso di un progresso che corre rapido, ma che non appare ancora inarrestabile e forse ingovernabile, come oggi.
I protagonisti osservano, talora con lo sguardo semplice e disincantato della fanciullezza o dell’adolescenza, a volte con gli occhi acuti e penetranti della malizia o dell’esperienza. Li unisce, e unisce tutti i racconti, un filo rosso, una sottile linea d’ombra, una crepa destinata talora a diventare breccia, e non sarà difficile per il lettore intuirne la forma, l’entità e la natura.
Un gioco apparentemente innocente, come quello della vita, ma denso di risvolti talora improvvisi e imprevedibili. Tutto è narrato con uno sguardo che volutamente lascia trasparire l’affetto e la nostalgia per un mondo che non viene giudicato, paragonato o rimpianto, ma che è stato semplicemente e con pienezza vissuto da chi scrive.
Mario Marcarini, storico dell’arte e musicologo, è titolare di MM, agenzia di comunicazione e marketing. In passato ha diretto case discografiche ed è stato label manager per Sony Classical Italia. Ha operato per BMG, RAI, Telepiù Classica e Musicom.it. Ha progettato e diretto numerose produzioni librarie, discografiche e televisive. Ha pubblicato scritti, saggi storici e musicologici per le maggiori case discografiche mondiali, per riviste e quotidiani, per i più prestigiosi teatri italiani e per case editrici quali Electa Mondadori, Skira e De Agostini. Ha tenuto conferenze e corsi presso teatri, università e istituzioni musicali come il Teatro alla Scala e il Maggio Musicale Fiorentino, e ha diretto il Madesimo Music Festival. Ha ottenuto importanti riconoscimenti per la sua attività come il Premio Cilea per il giornalismo specializzato e il Premio Madesimo per meriti culturali. Alcune delle sue produzioni discografiche sono state premiate con i maggiori riconoscimenti presso l’ICMA ed hanno ottenuto il Premio Abbiati della critica musicale italiana.
