Ligabue a Lussemburgo, quando un’arena piena di italiani canta più forte di tutto

ph. Maurizio Bresciani


di Giovanni Zambito - Ligabue ha portato il suo rock a Lussemburgo e per due ore l’arena del Rockhal è diventata un pezzo d’Italia. Italiani residenti, frontalieri, gruppi arrivati da Francia, Belgio e Germania: accenti diversi, stessa voglia di cantare a memoria ogni parola. L’atmosfera si è sentita subito, dal primo ritornello.

La scaletta ha fatto centro: Eri bellissima, Balliamo sul mondo, Una vita da mediano, Tra palco e realtà, I duri hanno due cuori, L'odore del sesso, Ho messo via… brani eseguiti con precisione, sostenuti da una band compatta e sempre presente. Ligabue ha accompagnato i pezzi con grande carisma, soprattutto nei momenti in cui i gesti seguivano il senso delle parole.

L’atteggiamento sul palco è stato sobrio. A parte poche parole all’inizio, ha lasciato spazio soprattutto alla musica, senza cercare continuamente il dialogo col pubblico. Durante alcuni assoli è sembrato quasi assorto, molto concentrato. Non freddo, semplicemente stanco? o dentro il concerto?.

La chiusura con Certe notti era inevitabile. E lì si è vista la parte più bella della serata: Ligabue ha smesso di cantare una parte e l’arena ha continuato da sola, con centinaia di voci italiane a coprire quasi la musica. 

Non è stato uno show costruito sulle chiacchiere o sugli effetti. Ha funzionato per le canzoni, per come sono state suonate e per il pubblico che le ha vissute fino in fondo. A Lussemburgo Ligabue ha portato la musica, il resto lo ha fatto chi era sotto il palco.

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Ligabue à Luxembourg : quand une arène remplie d’Italiens chante plus fort que tout

Ligabue a apporté son rock à Luxembourg et, pendant deux heures, l’arène du Rockhal est devenue un morceau d’Italie. Italiens résidents, frontaliers, groupes arrivés de France, de Belgium et d’Germany : des accents différents, mais la même envie de chanter chaque mot par cœur. L’ambiance s’est fait sentir immédiatement, dès le premier refrain.

La setlist a parfaitement fonctionné : Eri bellissima, Balliamo sul mondo, Una vita da mediano, Tra palco e realtà, I duri hanno due cuori, L'odore del sesso, Ho messo via… des morceaux interprétés avec précision, soutenus par un groupe solide et toujours présent. Ligabue a accompagné les chansons avec beaucoup de charisme, surtout dans les moments où ses gestes suivaient le sens des paroles.

Son attitude sur scène est restée sobre. À part quelques mots au début, il a surtout laissé de la place à la musique, sans chercher constamment le dialogue avec le public. Pendant certains solos, il semblait presque absorbé, très concentré. Pas froid, simplement fatigué ? Ou totalement plongé dans le concert ?

La clôture avec Certe notti était inévitable. Et c’est là qu’on a vu le plus beau moment de la soirée : Ligabue a arrêté de chanter une partie du morceau et l’arène a continué seule, avec des centaines de voix italiennes couvrant presque la musique.

Ce n’était pas un spectacle construit sur les discours ou les effets. Il a fonctionné grâce aux chansons, à la manière dont elles ont été jouées et au public qui les a vécues jusqu’au bout. À Luxembourg, Ligabue a apporté la musique ; le reste, ce sont ceux qui étaient sous la scène qui l’ont fait.

Fattitaliani

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