GINO CECCHETTIN SUI PROSSIMI PROGETTI DELLA FONDAZIONE:
“Oggi vorrei parlare di due progetti della Fondazione: uno sul lato educativo, che avrà il suo culmine con il prossimo anno scolastico, è un progetto di teatralità, fatto con il patrocinio anche della Regione Veneto. Lavoreremo su un progetto teatrale rivolto ai ragazzi delle scuole superiori, quindi creato apposta per spiegare che cos'è la violenza di genere, come si diffonde, quali sono i segnali che possono arrivare e i ragazzi non riescono a percepire. È proprio un laboratorio, una messa in scena dove ci saranno anche momenti di condivisione, dove si raccontano le esperienze, sicuramente molto forte da un certo punto di vista, ma che coinvolgerà molto gli studenti. E prevediamo almeno uno spettacolo sia con gli studenti che con la cittadinanza per ogni provincia del Veneto. L'altro progetto è a supporto delle vittime di violenza dopo che sono state assistite dai centri antiviolenza e quindi di inserimento lavorativo. Questo perché è importante dare supporto fin da subito ma poi c'è un dopo. Perché la vita continua, per fortuna, e ci deve essere un reinserimento lavorativo. Grazie ad aziende che riescono in qualche modo a terziarizzare alcuni degli aspetti dell'azienda, le donne hanno un posto sicuro dove lavorare da remoto, ci sono alcune funzioni che lo permettono. Questo è un progetto che deve essere finanziato. Assieme al Centro Antiviolenza e ad una cooperativa locale riusciamo a generare questo”
GINO CECCHETTIN SULLE DOMANDE DEGLI STUDENTI:
“La domanda che fanno più spesso è: “Come faccio a capire quando sono in presenza di violenza?”, "Come faccio a capire se una relazione è disfunzionale?". E poi mi viene in mente una domanda che ha fatto una ragazza di terza media: "L'amore ti fa fare cose strane. Come faccio io a capire quando sto facendo cose strane e quando no?". Ecco, di fronte alle domande di questi ragazzi noi abbiamo il dovere di dare delle risposte. E loro ce lo chiedono, ci chiedono di essere ascoltati. Io dico sempre: provate a mappare quello che è il perimetro della vostra libertà. “Chi sono io?” Scrivete in un foglio chi siete, cosa volete fare, come volete vestirvi, quali sono i vostri desideri. Se qualcuno prova a togliere da quell'insieme, che è la vostra carta d'identità, quello non è amore. Se qualcuno invece aggiunge esperienze, aggiunge passioni, ecco, allora forse è vero amore, perché amore è dare, non è togliere”.
GINO CECCHETTIN SUL SUPPORTO CHE LA FONDAZIONE OFFRE ALLE SCUOLE:
"Su diversi livelli abbiamo un corso che è partito per la formazione di insegnanti e poi corsi diretti agli allievi, dalla scuola secondaria di primo grado e di secondo grado. Quindi ci sono dei programmi sviluppati, ovviamente da professionisti, che prevedono l'educazione sesso-affettiva a seconda del grado scolastico. Il percorso ovviamente deve essere deciso in base alla buona volontà del dirigente e dei professori, perché non è ancora un percorso strutturato. Sta alla buona volontà dei dirigenti e anche quando lo vogliono fare è comunque sporadico, incide per un mese - qualche lezione - e non dà continuità”.


