Giansisto Garavelli, il “Dottor Circo”: la medicina che incontra il mondo dello spettacolo viaggiante

 


Nel panorama della medicina italiana esistono storie che vanno oltre la professione, trasformandosi in autentiche vocazioni. 

È il caso del dottor Giansisto Garavelli, medico che ha saputo coniugare competenza clinica, impegno sociale e una singolare dedizione verso un universo spesso invisibile: quello del circo e dello spettacolo viaggiante.

Nato nel 1961 a Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, Garavelli si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia nel 1989, in un periodo storico segnato dalla drammatica emergenza dell’AIDS. 

Proprio in quegli anni si specializza in Malattie Infettive, affrontando in prima linea una delle sfide sanitarie più complesse del Novecento.

Il suo percorso professionale si sviluppa per molti anni all’interno del SERD di Voghera, dove si dedica con particolare attenzione al trattamento delle dipendenze patologiche, lavorando a stretto contatto con persone fragili e spesso ai margini della società.

 Un’esperienza che contribuisce a definire non solo il medico, ma anche l’uomo: attento, disponibile, profondamente orientato alla cura della persona nella sua interezza.

Oggi il dottor Garavelli è dirigente sanitario presso la Casa Circondariale di Voghera, all’interno dell’ASST di Pavia, dove si occupa della salute della popolazione detenuta. 

Anche in questo contesto complesso, continua a portare avanti una visione della medicina basata sull’ascolto, sulla presenza e sul rispetto della dignità umana.

Ma è accanto a questo percorso istituzionale che si sviluppa una dimensione unica e straordinaria della sua attività: quella che gli ha fatto guadagnare il soprannome di “Dottor Circo”.

Da anni, infatti, Garavelli presta assistenza sanitaria gratuita agli artisti circensi e agli operatori dello spettacolo viaggiante, una comunità caratterizzata da una vita itinerante che spesso rende difficile l’accesso continuativo alle cure. 

Disponibile ovunque si trovino, il medico diventa un punto di riferimento costante, offrendo consulenze, supporto e interventi sanitari con uno spirito di servizio autentico.

Il suo impegno ha avuto anche un riconoscimento istituzionale: è stato infatti ispiratore di una convenzione sanitaria ufficiale tra l’ASST di Pavia e l’Ente Nazionale Circhi, contribuendo a creare un ponte concreto tra il sistema sanitario e il mondo circense.

A suggellare questo legame profondo è arrivato un riconoscimento tanto simbolico quanto significativo: la “Laurea circense” honoris causa, conferitagli a Roma nel corso di una cerimonia ufficiale presieduta dal presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni, alla presenza di esponenti delle più importanti famiglie circensi italiane.

Un titolo privo di valore legale, ma ricco di significato umano e culturale.

 Un gesto di gratitudine e affetto che il dottor Garavelli considera con pari dignità rispetto alla sua laurea in medicina, a testimonianza di un legame costruito nel tempo, fondato sulla fiducia reciproca.

Il diploma, firmato dai protagonisti del mondo circense e decorato con le insegne del circo al posto del tradizionale stemma accademico, rappresenta molto più di un riconoscimento: è il simbolo di una medicina che sa uscire dagli ambulatori per entrare nella vita reale delle persone.

La storia del “Dottor Circo” ci ricorda che la cura non è soltanto un atto clinico, ma anche una scelta di vicinanza. 

E che, a volte, i percorsi più straordinari nascono proprio dove la medicina incontra l’umanità.

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