Emilia Clementi: estetica, ironia e coscienza civile senza filtri

 

Ecco il testo rivisto, con correzioni, maggiore fluidità e l’inserimento richiesto.


C’è chi apre un centro estetico.

E poi c’è Emilia Clementi che, oltre a fare impresa, a un certo punto ha pensato:

“Ma perché limitarsi ai trattamenti viso, quando qui serve direttamente un lifting al senso civico nazionale?”

Una delle prime vere web star italiane, quando ancora Internet faceva il rumore del modem e gli influencer si chiamavano “quelli che sanno usare il computer”.

Estetista, imprenditrice, comunicatrice… ma soprattutto donna con il megafono sotto Montecitorio, quando indignarsi non era ancora diventato un filtro Instagram.

E mentre molti facevano selfie con la politica, lei coniava i leggendari “Fitusi Politici”:

un termine a metà tra satira e diagnosi sociale, pronunciato con una precisione chirurgica che nemmeno un contouring fatto bene.

E oggi, nonostante la censura, i suoi post vanno fortissimi.

La cosa incredibile?

Dietro il sarcasmo non c’era odio.

C’era delusione civile.

Quella di chi vorrebbe vedere cittadini rispettati, diritti difesi e istituzioni che parlano meno in burocratese e più in umano.

Perché il punto non era urlare.

Era ricordare che la dignità delle persone non dovrebbe aver bisogno di un megafono per essere ascoltata.

E diciamolo: in un Paese dove spesso ci si lamenta al bar ma si tace nei momenti importanti, vedere una donna esporsi pubblicamente - con ironia, carattere e coraggio - ha fatto più rumore di tanti discorsi perfetti letti con il gobbo elettronico.

Alla fine, Emilia Clementi ci ha insegnato una cosa semplice:

la bellezza serve, sì…

ma ogni tanto anche la coscienza civile avrebbe bisogno di un trattamento intensivo.

Fattitaliani

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