Cinema, “L’agente segreto”: paranoia, bellezza e inquietudine. La Recensione di Fattitaliani

 


a cura di Antonino Muscaglione

(trailer) Ieri sera, all’Anteo SpazioCinema Monza, ho visto il film 'L'agente segreto', uno di quei film che non si esauriscono durante la visione, ma che ti costringono a tornarci sopra, a discuterne, quasi a cercare di mettere ordine nelle sensazioni che lascia.

Ambientato nel Brasile del 1977, durante la dittatura militare, il film segue Marcelo (interpretato da Wagner Moura) un uomo che cerca di sfuggire al proprio passato ritrovandosi però intrappolato in un clima di tensione costante, controllo e inquietudine. Attorno a lui si muove un cast notevole, da Maria Fernanda Cândido a Gabriel Leone, scelto con un’attenzione quasi maniacale anche dal punto di vista fisico: i volti, le espressioni, le caratteristiche morfologiche dei singoli attori contribuiscono a rendere il racconto estremamente credibile e immersivo.

Ed è forse proprio il fatto di trovarsi davanti a un film straniero a renderlo ancora più coinvolgente. Non ci sono attori troppo associati all’immaginario mainstream occidentale e questo permette di entrare nella storia senza distrazioni, senza sovrapporre altri ruoli o altre immagini ai personaggi. Rimane solo il racconto.

Dal punto di vista estetico, 'L’agente segreto' è un film elegante e magnetico. La scenografia è interessante: gli arredi, gli interni, gli oggetti di scena, tutto contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa e autentica. Anche la fotografia è impeccabile, da un punto di vista registico le inquadrature sono sempre perfette, studiate con grande precisione, e diventano un vero legame emotivo che accompagna tutta la narrazione.

Interessante anche il modo in cui il film racconta un Brasile sorprendentemente moderno per gli anni Settanta. La compagna del protagonista rappresenta una figura femminile emancipata, indipendente, libera nei modi e nel pensiero, capace di restituire l’immagine di una società culturalmente molto più avanti di quanto spesso si immagini. Allo stesso modo colpiscono gli studi del protagonista sull’auto elettrica, un dettaglio che oggi appare attualissimo ma che nel contesto del film assume quasi un valore visionario.

Dentro questa ricostruzione storica trovano spazio anche riferimenti a grandi marchi italiani come Olivetti, simbolo di un’epoca in cui l’innovazione europea aveva ancora un ruolo centrale prima di essere progressivamente soppiantata dall’industria americana. Sono dettagli che arricchiscono ulteriormente il film e ne ampliano il respiro culturale.

Uno dei limiti dell'opera è forse la durata. La narrazione è intensa, a tratti magnetica, ma in alcuni momenti diventa volutamente pesante, quasi opprimente. È chiaro che Mendonça Filho voglia trascinare lo spettatore dentro quella sensazione di paranoia continua, ma le oltre due ore e mezza finiscono inevitabilmente per rallentare il coinvolgimento.

Tra gli elementi più strani e apparentemente scollegati dal racconto c’è poi la storia della “gamba pelosa”. Durante la visione sembrava quasi un dettaglio surreale inserito senza una reale spiegazione. Tornato a casa ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che si trattava davvero di una leggenda metropolitana molto diffusa nel Brasile degli anni ’70. Un particolare che, una volta compreso, aggiunge un ulteriore livello di lettura al film e rafforza quel senso di inquietudine collettiva che attraversa tutta la storia.

Resta invece discutibile la scelta finale di affidare allo stesso Wagner Moura anche il ruolo del figlio adulto. Il semplice cambio di look non basta a separare davvero i due personaggi e si continua inevitabilmente a vedere il protagonista iniziale, spezzando un po’ la credibilità costruita fino a quel momento.

Nonostante qualche eccesso e alcune scelte divisive, 'L’agente segreto' rimane un film potente, elegante e visivamente magnetico. Un’opera che forse non cerca di piacere a tutti, ma che riesce comunque a lasciare un segno e, soprattutto, a trasformarsi in conversazione molto tempo dopo la fine del film.

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Fattitaliani

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