Silvia Salis a “Che tempo che fa”: da atleta a sindaca, “Genova rinasce, investite qui!”

 


NOVE_La sindaca di Genova SILVIA SALIS ospite a CHE TEMPO CHE FA
 
“Prima sono passata alla politica sportiva, quando mi sono infortunata a pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, poi sono entrata nel Consiglio Federale della Federazione di atletica leggera. Dopo quel quadriennio, dove ero seduta anche nel Consiglio Nazionale del CONI, sono diventata Vicepresidente del Comitato Olimpico, che devo dire, è stata una scuola politica importante, perché lì ovviamente si fa sport, ma si hanno grandi rapporti con le istituzioni politiche del Paese e amministrative. E quindi insomma, devo dire che quello è stato un periodo dove ho imparato molto”. Così Silvia Salis a Che tempo che fa su canale NOVE.
 
Sull’attenzione che sta ricevendo: Ne sono sicuramente onorata perché vuol dire che comunque c'è un interesse per la città di Genova e per quello che sta succedendo a Genova, per cui questa per me è la cosa più importante. La copertina di Vanity Fair? Sono contenta perché evidentemente c'è attenzione verso quello che stiamo facendo a Genova e stanno passando alcuni elementi della nostra amministrazione che credo vengano giudicati in modo favorevole. Credo che gli amministratori del territorio abbiano questa immediata vicinanza con quello che fanno, il lato positivo e sfidante, e anche la complessità di essere una sindaca o un sindaco, è di avere un contatto diretto con la vita delle persone che ti hanno eletto e che non ti hanno eletto, con la vita della tua città. E quindi questo credo ci dia un aspetto pratico e fattivo e che è poi quello che facciamo tutti i giorni”.
 
Il ruolo del Sindaco: “Il Sindaco deve tenere insieme l’ordinario e lo straordinario, cioè pensare ai grandi progetti, seguirli, fare in modo che ci sia non solo uno sviluppo economico e infrastrutturale della città, ma anche poi la cura del territorio in ogni municipio, capire qual è la qualità di vita delle persone che vivono nella nostra città e capire cosa puoi fare per migliorare”. 
 
Sulla domanda se potrà diventare guida del campo largo della Sinistra: Io sono la Sindaca di Genova, mia priorità è quella. Io sono molto concentrata nella mia vita cittadina e in quello che stiamo facendo a Genova. È chiaro che Genova è una città simbolica anche per il suo passato politico, per la sua identità politica.  Genova ha sempre avuto una cultura di sinistra. Il fatto che per molti anni sia stata amministrata dal centrodestra e poi con una coalizione molto ampia sia ritornata nell'area progressista, al centro-sinistra, credo che questo abbia avuto anche un impatto e abbia avuto il suo peso in tutti questi processi. Devo dire che per me è importante sottolineare come a Genova questa coalizione progressista funzioni nella sua massima ampiezza. Funziona perché parliamo di progetti, parliamo di cose da fare, abbiamo avuto un programma chiaro e credo che anche questo sia motivo del fatto che ci sia attenzione per la nostra città. io di me stessa in questo momento penso che devo dimostrare di essere una brava sindaca per la mia città. Io faccio la sindaca di Genova, questo è il mio obiettivo. Anche dimostrare, insieme alla mia giunta, di saperlo fare bene”.
 
Sulle primarie del campo largo: Che io non sia fan delle primarie l’ho detto da elettrice di centro-sinistra. Io credo che una parte del dilemma della sinistra sia sempre stata la sua divisione, le frammentazioni. Mi ricordo sempre con grande simpatia l'imitazione che Corrado Guzzanti faceva di Bertinotti: frammentarsi fino all'irrilevanza politica alla fine. Quindi un po' questo è il tema, diventare sempre più piccoli. Io sono un atleta, tifo perché si possa vincere, per vincere non bisogna essere tutti uguali, ma bisogna avere tutti lo stesso obiettivo e quindi sono contraria agli strumenti che possono provocare divisione. (Le primarie ndr) sono fondamentalmente una gara nella quale devi convincere gli altri di essere meglio delle persone contro/insieme alle quali affronti le primarie. Quindi credo che questo possa diventare soprattutto un tema di attacco da parte della destra, più che magari un problema perché nessuno mette in dubbio la lealtà dei contendenti alle primarie. Però in questo momento parlo da elettrice di sinistra e dico che non vorrei vedere una gara tra i nostri leader. Per questo che da elettrice dico che non sono mai stato uno strumento che mi hanno convinto. Sono state anche un bel modello di partecipazione in tanti momenti, però credo che si rischi di creare più divisione. Parlare di un programma da presentare al Paese, quali sono le idee su temi che riguardano la vita quotidiana delle persone che vivono in Italia, credo che sia molto più interessante che la scelta del leader. Più interessante la discussione del programma”.

Sui nuovi poveri e il lavoro: “Credo che bisogna ripartire dal tema del lavoro, che è centrale in questo Paese, il costo del lavoro. È un tema che appassiona perché parla della vita quotidiana delle persone, di quello che loro possono fare con il salario. Da amministratrice di una città dico che c'è un nuovo tipo di povertà nel nostro Paese: il tipo di povertà delle persone che lavorano. Noi abbiamo numeri crescenti alle mense sociali di persone che escono dal lavoro però non hanno i soldi per fare la spesa .. il tema della casa, perché la perdita della casa e poi l'ingresso nella spirale della povertà dalla quale è difficilissimo uscire. In questo gli amministratori sul territorio sanno benissimo qual è il polso della situazione. Cioè questo nuovo tipo di povertà, che nei decenni passati non esisteva, è qualcosa con il quale bisogna fare i conti in modo molto serio, perché il livello dei salari è molto diverso dal dire che  sono aumentati i lavori a tempo determinato, perché poi bisogna guardare dentro i numeri e nei numeri la realtà è che le persone che lavorano non riescono più a fare la spesa. Bisogna capire quanto è il costo del lavoro per chi questo lavoro lo paga sia per chi è pagato per lavorare"
 
Sulle critiche interne alla coalizione: “Bisogna abituarsi a questo tipo di dinamica. L'alternativa è stare all'opposizione e far dominare la destra, quindi è meglio abituarsi. Fa parte della nostra specificità di sinistra, essere più ideologici, discutere di più, approfondire di più. I sono per un ottimismo pragmatico. Ci sono dei temi sui quali non la si pensa nello stesso modo, però in una squadra non hanno tutti gli stessi ruoli, ma hanno tutti lo stesso obiettivo. Ecco, bisogna concentrarsi sull'obiettivo. Quando ci sono delle diversità, bisogna fare una sintesi. È più difficile farlo su scala nazionale? Questa è un'obiezione che giustamente viene spesso portata avanti, però ho una convinzione, anche questa fa parte del mio modo positivo di vedere le cose, e che sto sperimentando in città. Quando poi sei al governo, quando hai la responsabilità di governare i processi, devi avere un approccio più pratico e questo non vuol dire derogare l'ideologia e derogare i propri principi, però vuol dire essere più veloci nel trovare una sintesi tra le varie posizioni. E comunque, lo ripeto, l'alternativa è stare all'opposizione, per cui gli sforzi che noi facciamo per avere una stabilità, e a Genova la stiamo avendo, sono sforzi che sono ripagati dal fatto di poter dare una guida progressista alla nostra città”.
 
Sulla domanda su chi voterebbe alle primarie tra Conte e Schlein: Io non voterei. Sono contraria e sono una persona coerente. Andrei a votare alle politiche. Anche perché entrambi mi sostengono a Genova, per cui non sarebbe corretto votare uno al posto dell'altro”.

Sul riconoscimento di 11 figli concepiti all’estero con procreazione medicalmente assistita: “Perché ho scelto di farlo? Perché le istituzioni devono essere laiche, indipendentemente da quello che sia l’approccio personale. Quello che non capisce la destra è che queste bambine e questi bambini esistono, indipendentemente dal fatto che loro li vogliano riconoscere o meno. Semplicemente stanno negando le loro famiglie ed avere le tutele e i diritti che hanno le famiglie con una mamma e un papà. E credo che questa sia una forma di aggressività verso i bambini che non è giustificata da nessun posizionamento politico. Io sono cattolica, ho le mie idee personali, ma quando amministro uno Stato che è laico, devo tutelare i diritti delle persone, soprattutto se sono dei minori”.
 
Sulla critica che la sinistra si occupa dei diritti e non dell’economia: “Questa è la favoletta che ci propone la destra, come se occuparsi e firmare per questi 11 bambini poi sottraesse il tempo necessario a occuparsi dello sviluppo economico della nostra città, delle infrastrutture o dei temi legati al lavoro, al porto. È una favola che probabilmente funziona con il loro elettorato, ma in generale con il popolo italiano non può funzionare, non si può raccontare questa storiella banale che se ti occupi dei diritti delle persone non ti occupi dello sviluppo economico. Anche perché viviamo in un momento nel quale addirittura Confindustria è arrivata a dare dei segnali di negatività verso questo governo, quindi evidentemente non sono riusciti a occuparsi né dei diritti delle persone, né di quelli che dicevano di difendere, cioè dei diritti dell'industria e delle imprese e dello sviluppo economico del Paese. Quindi evidentemente si può fare sia uno che l'altro, ma si può anche non fare né l’uno né l'altro, come stanno dimostrando”.
 
Sulla discesa in piazza per i lavoratori Ex Ilva: Anche quello è un diritto, il diritto al lavoro e non è in contrasto con gli altri tipi di diritto, ad esempio sono scesa in piazza con gli operai dell'Ex Ilva, come sono stata a fianco agli operai dell'Ansaldo, ma lo sviluppo economico e industriale della nostra città è fondamentale per il futuro di Genova e un Sindaco non può non stare al fianco di chi lavora. È fondamentale stare a fianco anche delle imprese, di chi dà lavoro in una città. Faccio un esempio: recentemente abbiamo deliberato l'apertura della scuola delle professioni del mare, nel nostro porto c'è un mismatch profondo tra domanda e offerta di lavoro, mancano operai specializzati in lavoro manuale. Questa scuola formerà nelle materie che mancano e che sono richieste all'interno del porto: tappezzieri, saldatori, falegnami, tutte quelle professionalità che servono alla nautica navale. Sarà per i giovani, ma sarà anche per chi un lavoro l'ha perso e vuole rientrare nel mondo del lavoro con una nuova specializzazione. Queste sono cose pratiche, si possono fare e contemporaneamente si può anche pensare che esistano dei bambini che hanno dei diritti”
 
Sullo sviluppo di Genova: “Questo è il momento per investire a Genova. Tra qualche anno si completerà il terzo valico, quindi ci sarà l'alta velocità per Milano, una serie di opere infrastrutturali per la movimentazione delle merci del porto si svilupperanno, è una città in grande fermento, stiamo facendo un grande lavoro con Cassa Depositi e Prestiti per farla diventare una città sempre più universitaria. Questo è il momento per investire a Genova. Chi investe adesso prende i posti migliori perché Genova nei prossimi anni avrà uno sviluppo incredibile e sono fiera e orgogliosa di amministrare in questi anni e il messaggio che do al paese è venite a investire a Genova, venite a vivere a Genova”.
Fattitaliani

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