Da mercoledì 11
marzo, e per tutti i mercoledì fino al 13 maggio
2026, per un totale di 10 puntate, torna in onda su Rete 8
e 7
Gold Emilia-Romagna la seconda edizione di Caffè con vista a casa di Mirco, il programma
d’intrattenimento che ha conquistato il pubblico nella sua prima stagione.
Alla conduzione
ritroviamo Mirco Realdini, affiancato dalla cantante Claudia
Cieli, artista con tante collaborazioni alle spalle come Fiordaliso,
Andrea
Mingardi e Fausto Leali. La sigla del programma è interpretata
da Giacomo Sebastiani, noto al grande pubblico per la sua
partecipazione a The Voice Senior.
Anche in questa
nuova edizione, Caffè con vista a casa di
Mirco ospiterà numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo, della
cultura e dell’attualità. Tra gli ospiti attesi: Sabrina
Simoni, musicista e storica direttrice del Piccolo Coro
dell’Antoniano per oltre 30 anni, Elisabetta
Aldrovandi, avvocato e volto noto dei salotti televisivi di Rai e
Mediaset, Chiara Sani, attrice e regista,
insieme a molti altri personaggi della scena bolognese e nazionale.
Caffè con vista a casa di Mirco si conferma così
un appuntamento settimanale all’insegna della conversazione,
dell’intrattenimento e della scoperta: un programma tutto da vivere e da
scoprire.
Intervista a cura di Domenico Carriero.
Mirco sei ritornato sugli schermi con “Caffè con vista a casa di Mirco” alla sua seconda edizione…
Ho fatto un'edizione nel 2020, quando eravamo costretti a stare in
casa, e mi sono inventato questo programma da casa mia, dove ho invitato dei
personaggi dello spettacolo che mi raccontavano la loro carriera, i loro
progetti, quello che dovevano fare nell'imminente. E’ stato veramente un bel
successo, e quindi mi sono detto, dopo altre trasmissioni diverse da questa, ma
perché non rifarlo?
Sono dieci puntate di un programma di intrattenimento e anche in questa occasione avrò dei personaggi dello spettacolo, tutti i personaggi della scena bolognese, quindi dal nostro sindaco Matteo Lepore ad Andrea Mingardi, da Marcello Romeo, che è un cantautore bolognese, a Sabrina Simoni, che ha diretto Il Piccolo Coro dell'Antoniano per più di trent'anni, da Vanna Marchi a Nartico e a Barbara Cola.
Come cambierà o come sta cambiando questa seconda edizione rispetto alla prima e, soprattutto, come sei cambiato tu in questa seconda edizione rispetto alla prima?
Il programma è cambiato nel senso che non sono più davanti a un
computer ma sono in un bel salotto di casa molto grande e, praticamente, saremo
seduti su un comodissimo divano a forma di orso, molto confortevole, dove i
nostri amici dello spettacolo si sbottoneranno per raccontarci aneddoti,
curiosità, segreti anche sulla loro vita privata e non solo. Quindi ci sarà
veramente da vedere qualcosa di curioso in questa edizione.
E poi gli verrà offerto un buon caffè, dei cioccolatini e poi ci
saranno delle sorprese, perché alcuni di loro riceveranno dei filmati da altri
personaggi a loro volta famosi.
Ho voluto prendere dei personaggi che si diversificassero un po' tra di loro: cantanti, personaggi di politica, personaggi freschi, cioè più giovani. E poi sicuramente anche persone che hanno qualcosa da dire che magari non hanno mai raccontato. Quindi io cercherò anche di andare un po' più in profondità sperando di riuscire a farmi raccontare qualcosa di più della solita carriera o delle solite cose che raccontano un po' dappertutto.
Quanto mancano a tuo avviso nelle nostre vite i varietà e gli
spettacoli che hanno fatto la storia della televisione?
Grazie a trent’anni di carriera posso dirti che negli anni ‘90 la TV,
secondo me, era una televisione più genuina, che ti faceva stare un po'
incollato perché probabilmente c'erano dei valori un po' diversi. Adesso, dopo
l'arrivo dei social, come sai, tante cose sono cambiate, la TV si guarda un po'
meno. E credo proprio che sia questo, perché la
TV ha fatto un po' di cambiamenti ma è rimasta più o meno nel suo range. Mentre
i giovani, col fatto di avere sempre il telefonino in mano, riescono a vedere
più video uno dietro l'altro senza rimanere incollato come avviene con la
televisione che richiede che tu stia lì, dall'inizio alla fine, davanti a un
programma che dura magari tre ore. Un giovane oggi non riesce a stare tutto
questo tempo. Quindi, probabilmente, bisognerebbe fare una televisione con dei
tempi più stretti.


