ANIMA MUNDI, il nuovo album di Stefano Lentini e Leléka, è un’immersione indie-folk e alt-classic in spazi sonori primordiali. Il progetto si sviluppa come un viaggio breve ma intenso, in cui musica, voce e parola si intrecciano per esplorare il tema dell’eredità culturale e umana, mantenendo un equilibrio tra scrittura orchestrale e sensibilità contemporanea. L'intervista.
“Anima Mundi” nasce come una sinfonia in tre atti: come si è sviluppata questa struttura?
È stato un flusso di senso a condurci verso questa forma. Forse, senza averlo deciso, abbiamo finito per attraversare una dinamica di tesi, antitesi e sintesi. Ma non c’era alcun disegno teorico all’inizio: l’attenzione era rivolta soltanto alla sostanza musicale, e i tre atti si sono materializzati in modo naturale.
Perché hai scelto di condensare tutto in soli sedici minuti?
È stato come fare una fotografia: nel momento in cui costruisci l’inquadratura, stai già decidendo anche il limite dello sguardo. Quando siamo arrivati lì, ci è sembrato semplicemente il punto giusto in cui fermarci.
In che modo questo lavoro si differenzia dai tuoi album precedenti?
A differenza di altri miei lavori, questo progetto mette al centro la voce, il canto e la parola. È una scelta che gli conferisce una forma diversa, anche se per me c’è totale continuità.
Quanto ha influito la tua esperienza nel cinema sulla costruzione dell’album?
Dal punto di vista produttivo, lavorare con grandi ensemble e su progetti stratificati mi ha permesso di sviluppare la capacità di governare la complessità. Essendo da sempre attratto dalle grandi densità musicali, dalla scrittura di Dvořák alle architetture dei King Crimson, questo percorso mi ha aiutato a tenere insieme i diversi livelli del discorso musicale e a ricomporli in una forma coerente.
Qual è stato il primo elemento creativo da cui è partito il progetto?
Musicalmente è stato il tema di “First Steps”, ma da un punto di vista più ampio è stata l’idea di affrontare il tema dell’eredità tra le generazioni. Quello che più o meno deliberatamente ogni cultura sceglie di trasferire nel tempo.
Come hai lavorato sull’equilibrio tra orchestra e strumenti moderni?
Credo semplicemente che siano tutti strumenti musicali, e che non esista una vera discriminante estetica o tecnica tra un sintetizzatore e un violoncello. Per questo cerco di lasciarmi guidare soprattutto dalla tensione espressiva.
C’è un momento dell’album che senti particolarmente rappresentativo?
Il coro di “First Steps” è stato uno dei momenti più emozionanti del progetto, perché abbiamo dovuto insegnare a circa quaranta ragazzi siciliani a cantare in lingua ucraina. Per me è uno dei passaggi più toccanti dell’intero album, anche per il valore umano e culturale che si è creato in quell’incontro.
Che tipo di ascolto richiede “Anima Mundi” secondo te?
Direi che è un ascolto che chiede tempo, ma non in senso intellettuale o elitario. Più semplicemente, richiede disponibilità: la disponibilità a non pretendere che tutto si lasci tradurre subito, e ad essere pronti a entrare nelle sfumature senza avere fretta di definire tutto.
CREDITI COMPLETI:
Viktoria Leléka: Voce
Stefano Lentini: Chitarre, Basso elettrico e acustico, Sitar, Harmonium,
Pianoforte, Percussioni, Synth, Programmazione
Coloora Musick Orchestra | Daniele Belardinelli: Direttore d'orchestra
Children Choir “I Piccoli Cantori” | Salvina Miano: Choirmaster
Mario Arcari: Shehnai, Oboe d’amore, Flutes, Flautofono
Michelangelo Carbonara: Pianoforte
Andrea Marzari: Chitarra elettrica
Marco Rovinelli: Batteria
Prodotto e mixato da Stefano Lentini
Masterizzato da Zino Mikorey
STEFANO LENTINI:
NATO: 1974, Rome, Italy
GENERE: Colonne sonore, prog, alt-classic
ANNI DI ATTIVITA’: 1999 – oggi
Compositore polistrumentista e produttore, attivo nel campo della musica per il cinema e televisione. La sua formazione musicale si è sviluppata in modo trasversale, unendo studi di musica antica, ricerca da autodidatta e studi antropologici ed etnomusicologici, con una particolare attenzione alla composizione orchestrale contemporanea, alla sperimentazione sonora e a tecniche avanzate di produzione e registrazione.
Ha firmato più di quaranta colonne sonore per cinema e tv tra cui Mare Fuori, La Porta Rossa, Braccialetti Rossi, Belcanto, Le Libere Donne e a collaborato alla soundtrack del film candidato a due Premi Oscar “The Grandmaster” diretto da Wong Kar-Wai. La sua musica è apprezzata per la capacità di unire profondità emotiva, eleganza melodica e raffinatezza timbrica.
Vincitore di cinque Premi SIAE, due dischi d’oro e un doppio platino come compositore, produttore e tecnico del suono, ha collezionato milioni di streaming sulle piattaforme musicali.
Tra i suoi album si distinguono Fury (2018), concept album incentrato sul tema della rabbia, definito da Rolling Stone “un viaggio nella psiche umana”; Verdi Revisited (2019), realizzato con l’Orchestra Nazionale Sinfonica della Rai, rielaborazione di estratti de La Traviata di Giuseppe Verdi, e Belcanto (2025), colonna sonora originale dell’omonima serie televisiva RAI, fondato su reinvenzioni di Mozart, Rossini, Schubert.
Nel suo studio personale sviluppa progetti musicali originali, spaziando tra colonne sonore, lavori solisti e produzioni per altri artisti, mantenendo un approccio artigianale al suono e alla registrazione. E’ l’unico compositore italiano dopo Ennio Morricone ad essere rappresentato da Gorfaine/Schwartz Agency (GSA) di Los Angeles.
LELÉKA:
NATA: 1990, Pershotravensk, Ukraine
GENERE: folk jazz, new pop
ANNI DI ATTIVITA’: 2016 – oggi
Viktoriia “Leléka” Leleka è una compositrice e vocalist ucraina con base a Berlino il cui lavoro si colloca all’incrocio tra eredità culturale e sperimentazione. Si è formata inizialmente nelle arti performative e nella recitazione a Kyiv, per poi approfondire il proprio percorso musicale in Germania con studi formali in canto jazz e composizione a Dresda, dando forma a una voce capace di passare da un fraseggio intimo e rarefatto a un’intensità aspra e di forte impatto.
È conosciuta soprattutto come fondatrice e voce principale di Leléka, progetto che unisce la tradizione folk ucraina al linguaggio del jazz contemporaneo e dell’improvvisazione, ottenendo un importante riconoscimento nel circuito europeo del jazz e della global music. Accanto alle pubblicazioni del gruppo e alla presenza premiata in importanti showcase e concorsi, ha costruito anche un percorso più ampio come interprete in ensemble e progetti vocali con base a Berlino, ampliando progressivamente il proprio profilo oltre i confini del jazz.
Parallelamente ha dato vita a Donbasgirl, un progetto art-pop ed elettronico che porta la sua scrittura in uno spazio più contemporaneo e orientato alla produzione, affiancando riferimenti letterari e un’estetica sonora più affilata a una identità visiva attuale. Nel 2026, con il nome Leléka, rappresenterà l’Ucraina all’Eurovision Song Contest con il brano Ridnym.