Intervista a Reyson Grumelli, voce narrante de "L'abito e l'anima": La bellezza assoluta è autenticità

Fattitaliani

 


di Laura Gorini

Bello, simpatico e spigliato, nonché dotato di un fascino pulito e, nel contempo, leggermente tenebroso.  Così potremmo descrivere il giovane attore Reyson Grumelli che è, attualmente, è la voce narrante, insieme alla collega Tanya La Gatta, del docu- film L'abito e l'anima, scritto da Monica Bartolucci e per la regia di Walter Garibaldi.

Reyson, presentati a chi ancora non ti conosce: pregi, vizi e virtù...

Mi definirei una persona curiosa e determinata. Tra i miei pregi metto sicuramente la sensibilità e la capacità di mettermi in ascolto. Tra i vizi forse sono un po’ perfezionista e a volte troppo esigente con me stesso. La virtù che cerco di coltivare ogni giorno è l’autenticità: rimanere fedele a ciò che sono, anche in un mondo dove è facile indossare maschere.

Essere un attore permette di indossare tante maschere. Credi ci sia il rischio di rimanere intrappolati in una di esse?

È un rischio reale. Quando interpreti tanti ruoli, puoi finire per confondere ciò che sei con ciò che rappresenti. Per evitarlo serve equilibrio e consapevolezza: ricordarsi sempre da dove si parte e chi si è fuori dal set.

Si dice che chi lavora nello Spettacolo ami apparire e talvolta pecchi di narcisismo. Cosa rispondi?

In parte è vero, ma è una generalizzazione. L’esposizione fa parte del mestiere, ma non significa necessariamente narcisismo. Molti artisti sono profondamente introspettivi. Credo che la differenza la faccia l’intenzione: apparire per comunicare qualcosa o apparire solo per essere visti.

Sei anche un bel ragazzo. La bellezza è stata un vantaggio o un ostacolo?

Può essere entrambe le cose. È sicuramente un buon biglietto da visita, ma a volte rischia di diventare un’etichetta limitante. Devi dimostrare il doppio per essere preso sul serio.

Reyson Grumelli con la collega Tanya La Gatta

Cos’è per te la bellezza assoluta? Dove possiamo trovarla?

La bellezza assoluta è autenticità. È qualcosa che vibra, che emoziona, che non ha bisogno di essere perfetto. La trovi nelle persone vere, nei dettagli, nelle imperfezioni.

Dopo L’abito e l’anima, pensi di averla trovata?

Credo di averla intravista. Quel progetto mi ha insegnato che la vera bellezza è ciò che resta quando togli tutto il superfluo.

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