Francesco Baccini non si candida e torna col nuovo singolo "On. Gino Piripozzi" che anticipa l'album "Nomi e Cognomi Due" previsto dopo l'estate

 


(video) Francesco Baccini (foto di Orazio Truglio) torna con un brano che centra subito il bersaglio e lo fa con quella miscela di ironia, intelligenza e leggerezza che da sempre caratterizza la sua scrittura. Il nuovo singolo si intitola 'On. Gino Piripozzi', esce per Azzurra Music.

Si tratta del terzo estratto dal prossimo album di inediti “Nomi e Cognomi Due”, atteso dopo l’estate, e già da questo tassello si intuisce chiaramente la direzione artistica intrapresa.

Baccini, storico esponente della scuola genovese, non si limita a guardare al passato, ma rilegge la sua cifra stilistica alla luce del presente. Qui ritrova la vena più satirica e graffiante degli esordi, ma la rende più consapevole, più stratificata, capace di dialogare con un contesto sociale profondamente cambiato. Il risultato è un brano che scorre leggero ma colpisce in profondità, perché sotto la superficie brillante si muove una riflessione lucida sul mondo contemporaneo.

Il protagonista è l’Onorevole Gino Piripozzi, figura immaginaria che prende forma tra slogan, promesse e paradossi. Non è una caricatura legata a un volto preciso, ma piuttosto un contenitore in cui confluiscono tic, linguaggi e contraddizioni della comunicazione politica di oggi. È una maschera, certo, ma anche uno specchio deformante che restituisce un’immagine riconoscibile.

Fin dalle prime strofe, il tono è chiaro e diretto. Il personaggio si presenta senza filtri, abbattendo qualsiasi distanza con l’ascoltatore: «sono arrivato a quarant’anni / non son bello né intelligente / son come te / non so fare niente». In poche righe si condensa una dichiarazione programmatica che gioca sull’identificazione e sull’autoironia, trasformando un limite in un punto di forza. È proprio questa normalità esibita a diventare strumento di consenso.

Il ritornello entra subito in testa e si trasforma in un vero e proprio mantra: «dai, votammé / io sono il vuoto che avanza». Una frase che suona paradossale ma che, nel contesto del brano, assume un significato ancora più tagliente. Baccini costruisce un linguaggio volutamente eccessivo, fatto di slogan che oscillano tra il comico e l’inquietante, restituendo una realtà in cui spesso la forma prende il sopravvento sulla sostanza.

Dal punto di vista musicale, 'On. Gino Piripozzi' è un piccolo gioiello di energia e precisione. L’arrangiamento è completamente analogico e viene eseguito dal vivo con una vera big band, guidata dal Maestro Mauro Ottolini. La sezione fiati incalza, dialoga con la voce e costruisce un tappeto sonoro ricco, dinamico, capace di sostenere ogni sfumatura del racconto.

Questo impianto “fisico”, caldo e autentico, si contrappone in modo interessante al videoclip, realizzato interamente in intelligenza artificiale. La scelta non è casuale, anzi diventa parte integrante del messaggio: da un lato la musica suonata, concreta, quasi tangibile; dall’altro un’estetica costruita, iperrealistica, che riflette un mondo in cui immagine e percezione si sovrappongono continuamente.

(foto di Orazio Truglio)

A più di trent’anni dal primo 'Nomi e Cognomi', Baccini dimostra di saper ancora intercettare il presente con uno sguardo originale. La sua scrittura resta affilata, capace di unire leggerezza e profondità senza mai risultare didascalica. “On. Gino Piripozzi” è un brano che si lascia cantare, che diverte e coinvolge, ma che al tempo stesso invita a guardare oltre la superficie.

È un ritorno deciso, coerente, che conferma la capacità dell’artista di rinnovarsi restando fedele alla propria identità. E mentre il ritornello continua a risuonare con la sua ironia contagiosa, resta la sensazione di trovarsi di fronte a un lavoro che non si limita a intrattenere, ma che prova anche a raccontare qualcosa di più.

 

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