Si terrà oggi 23 aprile 2026, presso la Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, a partire dalle ore 15:00, la celebrazione ufficiale del 900° anniversario della nascita di Averroè, tra i più grandi esponenti della tradizione filosofica universale.
L’iniziativa, promossa da Souad Sbai, Presidente del Centro Studi Averroè, con il patrocinio della Camera dei Deputati, si svolgerà con i saluti istituzionali della Vice Presidente della Commissione Cultura, On. Giorgia Latini, e dell’Assessore alla Cultura della Regione Lazio, On. Simona Renata Baldassarre.
I lavori rappresenteranno un’importante occasione di confronto e approfondimento sul tema attuale del dialogo tra culture, sulla centralità del sapere come strumento di comprensione reciproca, nonché sul rapporto tra fede e ragione, inteso come ambito privilegiato di sintesi tra dimensione spirituale e ricerca razionale.
Nato a Cordoba nel 1126, Averroè fu filosofo, medico e giurista, noto in particolare per i suoi commentari alle opere di Aristotele, che contribuirono in modo determinante alla diffusione del filosofo greco in Europa, Averroè ha così profondamente influenzato la filosofia occidentale, soprattutto figure quali Tommaso d’Aquino e Marsilio Ficino.
L’evento vedrà la partecipazione di eminenti studiosi ed esperti negli ambiti della filosofia, delle scienze sociali e dei processi di integrazione, i quali offriranno contributi scientifici e riflessioni interdisciplinari sull’eredità culturale e intellettuale di Averroè, con particolare attenzione alla sua rilevanza nel contesto contemporaneo.
Interverranno:
Prof. Massimo Papa – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Prof. Pietro Polieri – Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
Prof. Antonio Lo Iacono – Presidente della Società Italiana di Psicologia
Prof. Tommaso Venturini – Università degli Studi “Guglielmo Marconi”
Dott. Pierluigi Sabatini – Politologo
Modera i lavori Emiliano Stornelli, Presidente del Religion & Security Council.
Nel corso della cerimonia verrà inoltre conferito ad esponenti della società civile il riconoscimento di “Ambasciatore di Pace 2026”, in virtù del loro impegno nella promozione del dialogo tra culture.
La celebrazione si propone non solo come momento commemorativo, ma come occasione concreta per riaffermare il ruolo della cultura quale strumento fondamentale di comprensione reciproca, di progresso condiviso e di costruzione della pace.


