Biennale Arte 2026: CICLICA di Jacopo Di Cera a cura di Rebecca Pedrazzi. Una dea danzante per il climate change

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Una dea danzante, tra 36 schermi upcycled che narrano il cambiamento climatico in un trittico digitale che evolve: dal 9 maggio al 22 novembre alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, nel Padiglione della Sierra Leone, arriva Ciclica installazione multimediale site specific dell'artista italiano Jacopo Di Cera con la curatela di Rebecca Pedrazzi.


L’artista che ha fatto della visione dall’alto e del gioco di ombre il suo sguardo sul mondo, la sua narrazione, il suo racconto, è stato protagonista dell’Olimpiade Culturale Milano-Cortina 2026 con White Entropy per SEA Milan Airports e con il progetto SHAPES/FORME per il Comitato Paralimpico Italiano, ha sviluppato una ricerca che non procede per linearità, ma per stratificazioni: luce e oscurità, presenza e assenza, dato e percezione convivono in una tensione continua, restituendo la complessità del presente e la frattura tra ordine naturale e intervento umano.


L’opera Ciclica si articola in trentasei schermi, suddivisi in tre nuclei - nascita, vita e morte di Gea - che provengono da processi di riuso e riconversione tecnologica, dispositivi upcycled che incorporano nel loro stesso statuto una riflessione sul ciclo di vita della tecnologia. In questo senso, il medium coincide con il messaggio e si fa esso stesso contenuto, attivando un cortocircuito tra obsolescenza programmata e urgenza ecologica, dove la materia dell’opera diventa testimonianza e parte integrante della narrazione. L’opera è accompagnata dalla musica originale del composer MKDB con la traccia omonima "Ciclica".

Gea, incarnata dalla performer Lidia Carew, attraversa lo spazio naturale, sospesa tra superfici che si accendono e si incrinano di immagini: dati che si fanno visione, fenomeni distruttivi che si trasformano in racconto, la crisi climatica che diventa materia sensibile.

La struttura a trittico non definisce soltanto un ordine narrativo, ma introduce una visione ciclica dell’esistenza, in cui ogni fine contiene un potenziale di rigenerazione. È in questa tensione tra dissoluzione e rinascita che l’opera apre a una prospettiva non solo critica ma anche prospettica: un atto di consapevolezza che si traduce, al tempo stesso, in una possibilità di speranza verso il futuro.

La figura emerge dal mare bianco latte di Rosignano Solvay come principio generativo e simbolo della ciclicità del vivente. Il movimento, inizialmente armonico, viene progressivamente attraversato e alterato da inserti visivi: sugli schermi centrali scorrono i video realizzati dall’artista e sui fenomeni legati alla crisi climatica, che si innestano nella danza come interferenze, veri e propri glitch visivi, incrinando la continuità. È in questo spazio, tra corpo e informazione, tra dimensione mitica e urgenza del presente, che prende forma Ciclica.

Attraverso una grammatica visiva ad alta intensità simbolica, costruita sulla visione zenitale, sull’uso della luce e dell’ombra come estensione concettuale del corpo, Di Cera indaga la crisi climatica e crea un’opera che diventa dispositivo critico sul presente, articolando una riflessione, su una delle urgenze più radicali della contemporaneità, ma lanciando un messaggio di speranza nella rinascita.


L’opera” scrive nel suo testo critico la curatrice Rebecca Pedrazzi “articola una cosmogonia visiva fondata su luce, ombra e visione zenitale, in cui la frattura tra ordine naturale e intervento umano si manifesta come tensione interna al corpo stesso della Terra. Il collasso ambientale emerge non come evento distante, ma come processo già in atto, che altera la continuità tra nascita, vita e dissoluzione. In questo spazio sospeso tra permanenza e trasformazione, Ciclica pone una domanda essenziale: quali conseguenze emergono quando la ciclicità naturale viene alterata dall’intervento umano?

Inserita nel Padiglione Nazionale della Sierra LeoneCiclica dialoga con la visione curatoriale di Sandro Orlandi Stagle e Willy Montini in Mondi Presenti / Worlds of Today, un progetto che si configura non come esposizione di oggetti, ma come dispositivo dinamico di relazione e ricerca. In sintonia con il tema della 61. Biennale di Venezia, In Minor Keys, il Padiglione invita a un esercizio di ascolto e decentramento, privilegiando narrazioni sottili, processi vitali e forme di resilienza che emergono lontano dalle retoriche dominanti. L’esposizione si articola come una costellazione di pratiche che intrecciano dimensione locale e apertura transnazionale, dando forma a una vera e propria “assemblea visiva” in cui identità differenti si definiscono attraverso il contatto e la relazione. Al centro, un’idea di arte come atto etico e trasformativo: ogni opera diventa vettore di cambiamento e spazio di immaginazione radicale, capace di prefigurare nuove possibilità di coesistenza, giustizia ambientale e umanesimo condiviso.

Installation by Tim Maiwald So Much (Trash) Studio | Project Management Installation by Alessia Cuccu e Giacomo Lobina GLAC Consulting.


JACOPO DI CERA – BIOGRAFIA

Jacopo Di Cera (Milano, 1981) è un artista visivo che, dopo un percorso nel mondo della comunicazione, si dedica alla fotografia e alla ricerca artistica tra Roma e il contesto internazionale. Nel 2010 è tra i vincitori del National Geographic e nel 2016 sviluppa il “Fotomaterismo”, linguaggio che unisce fotografia e materia, con il progetto Fino alla Fine del Mare dedicato alle migrazioni. Le sue opere sono esposte in musei e fiere internazionali, tra cui Paris Photo, Les Rencontres d’Arles e la Biennale di Venezia (2017).
Negli anni sviluppa progetti su temi sociali e ambientali, sperimentando nuove tecnologie come droni e arte digitale, ambito in cui è attivo dal 2020 con mostre e installazioni tra Europa, Stati Uniti e Medio Oriente. Nel 2024 partecipa alla Dubai Art Fair e nel 2025 realizza l’installazione Retreat sul cambiamento climatico. Nel 2026 è protagonista dell’Olimpiade Culturale Milano-Cortina con White Entropy a Malpensa e del progetto SHAPES/FORME per il Comitato Paralimpico Italiano. Le sue opere fanno parte di collezioni private in Italia e all’estero.

LIDIA CAREW - BIOGRAFIA
Lidia Carew è direttrice creativa e fondatrice di Spazio Corpo, un progetto che indaga il corpo come spazio di esperienza, relazione e consapevolezza all'interno di contesti di ospitalità e ricerca contemporanea. Il suo lavoro si sviluppa tra movimento, scrittura e progettazione culturale, con un'attenzione ai temi dell'identità, della percezione e della presenza del corpo nello spazio.

REBECCA PEDRAZZI - BIOGRAFIA
Rebecca Pedrazzi è storica e critica d'arte, curatrice indipendente e giornalista la cui ricerca si focalizza sull'intersezione tra arte, intelligenza artificiale e culture digitali  nell'era algoritmica.
Fondatrice di NotiziArte.com, è anche autrice di Futuri possibili. Scenari d'arte e Intelligenza Artificiale (Jaca Book, 2021) e, con Chiara Canali, de L'opera d'arte nell'epoca dell'Intelligenza Artificiale (Jaca Book, 2024). Ha collaborato con centri di ricerca e istituzioni quali CINECA e VAR Digital Art e oltre all'attività pubblicistica e alla partecipazione a convegni internazionali sul rapporto tra arte e I.A., insegna Fenomenologia delle Arti Contemporanee presso l'Istituto Europeo di Design.
Come membro della Gallery Climate Coalition, integra nella propria ricerca i temi dell'inclusione, della sostenibilità e delle trasformazioni culturali indotte dalle tecnologie emergenti.

Foto: Ciclica_courtesy Jacopo Di Cera

Jacopo Di Cera
CICLICA, 2026
Installazione multimediale composta da 36 schermi upcycled e performance coreografica di Lidia Carew
Musica originale di MKDB
Installazione a cura di Tim Maiwald So Much (Trash) Studio
Project Management di Alessia Cuccu e Giacomo Lobina GLAC Consulting
Dimensioni: 500 x 275 x 50cm

 Padiglione Nazionale della Sierra Leone
 61. Esposizione Internazionale d'Arte-La Biennale di Venezia
 MONDI PRESENTI /WORLDS OF TODAY
 Apertura ufficiale: 7 maggio ore 12.00
 Anteprima stampa: 6-7-8 maggio dalle 11.00 alle 19.00
 Dal 9 maggio al 22 novembre 2026
 Sede: Liceo Guggenheim,Campo dei Carmini, 30123 Venezia
 Orari: maggio–settembre 11-19 | ottobre–novembre 10-18 | Chiuso il lunedì

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