Roma – Il 19 aprile 2026 è stata presentata al pubblico una cista di epoca etrusca proveniente dalle collezioni del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, restaurata ed esposta a Palazzo Dama. Si è trattato di una nuova tappa del progetto “Arte fuori dal Museo”, che ha restituito al pubblico i capolavori custoditi nei depositi museali.
Il progetto, promosso nell’ambito del protocollo d’intesa siglato dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura con l’Associazione non-profit LoveItaly, si è avvalso della rete degli hotel aderenti nella regione Lazio al sistema Federalberghi e ha avuto l’obiettivo di rendere fruibili al pubblico opere archeologiche e storico-artistiche conservate nei depositi dei musei e bisognose di restauro, per esporle negli spazi prestigiosi degli hotel.
Si è trattato della terza iniziativa espositiva legata a questo importante progetto. Lo scorso giugno erano stati presentati all’Hotel Dom di via Giulia una raffinata cista e un balsamario a testa femminile, risalenti al III secolo a.C. e provenienti da due diverse tombe della necropoli dell’Osteria di Vulci, appartenenti alle collezioni del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Inoltre, nel 2024 presso l’Hotel Bettoja Mediterraneo era stata esposta una statua di marmo romana del II secolo d.C. raffigurante la Dea Roma o Virtus, proveniente dai depositi del Museo Nazionale Romano.
Le ciste sono contenitori di oggetti legati al mondo femminile e vengono offerte alle fanciulle come dono di nozze, ornate con scene mitologiche o di genere che richiamano i temi cari alle loro fruitrici.
Questa cista, in particolare, colpisce per la ricchezza narrativa delle incisioni, che raccontano la vita e i valori della società etrusca. Sul corpo, infatti, vi è una duplice scena di partenza con personaggi legati al tema dell’esaltazione della virtù guerriera dell’uomo; inoltre, una scena di bagno femminile allude alla futura unione nuziale.
L’oggetto è sostenuto da tre piedi a zampa ferina con capitello ionico e demone alato; sul coperchio appare l’incisione di due Nereidi su ippocampo e drago marino, mentre il manico è decorato con le figure di un Satiro e di una Menade, vestiti di una lunga pelle animale e uniti per le braccia.
Il restauro, supervisionato dalla restauratrice Miriam Lamonaca, Responsabile del Servizio Conservazione del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ha restituito leggibilità e stabilità al bronzo, segnato da abrasioni, lacune e fratture, riportandolo al suo splendore originario.
La copertura assicurativa del progetto è stata offerta da MAG Italia, storico broker assicurativo italiano che da anni sostiene con impegno la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Palazzo Dama, raffinata struttura in un palazzo nobiliare, è stato selezionato per la sua rilevanza storica e cura degli spazi, ma anche per l’impegno nella promozione della cultura sul territorio. L’iniziativa è durata fino al 10 giugno 2026.

