Compiere un’indagine sullo stato dell’arte contemporanea è una sfida ardua e affascinate che impone, innanzitutto, la scelta di una prospettiva, ovvero il punto di vista in relazione al quale condurre ed approfondire la propria ricerca.
Ne è ben consapevole il curatore e critico d’arte Gianluca Marziani che ha deciso di intraprendere questo formidabile viaggio artistico attraverso l’analisi della produzione pittorica figurativa.Per farlo ha scelto, non a caso, di esaminare il contesto italiano e di partire per questo da un luogo della cultura ben preciso, il museo Palazzo Merulana a Roma, che custodisce alcuni dei grandi capolavori dell’arte figurativa della prima metà del Novecento. Si tratta delle opere della Collezione Elena e Claudio Cerasi: novanta gioielli della Scuola Romana, nati dall’ingegno e dal talento di artisti come Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio De Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Giuseppe Capogrossi, solo per citarne alcuni.
Il passo successivo è stato quello di individuare alcuni artisti figurativi contemporanei che, per i caratteri della propria poetica e produzione, potessero dialogare con le opere della Collezione sulla base di una specifica linea tematica, in un presente pluralista e dinamico dove la pittura contemporanea dialoga con il passato: idee artistiche, stili e linguaggi ritornano in forme nuove, creando, nella storia dell’arte, un movimento circolare.
Ha visto così la luce il progetto “Scuola italiana. La pittura contemporanea e il suo spirito circolare nel tempo storico” che Gianluca Marziani propone al pubblico di Palazzo Merulana, con il sostegno strategico di Scrinium, a partire dal 3 aprile 2026 per poi proseguire in un sorprendente percorso in più tappe.
Il primo appuntamento, che si concluderà il 5 luglio, sarà con la mostra dell’artista palermitano Nicola Pucci secondo la linea tematica del Realismo magico.
La prima “tappa” CON l’artista palermitano NICOLA PUCCI e il suo Nuovo Realismo Magico
Nicola Pucci è un pittore italiano di fama internazionale, noto per il suo realismo visionario e surreale. Nelle sue opere la tecnica figurativa si combina a contesti onirici, decontestualizzazioni e presenze animali, con un forte impatto emotivo e narrativo.
L’origine palermitana del pittore viene sottolineata dal curatore per una ragione affine alla filosofia del progetto, ovvero identificare l’energia unica di zone ad alta connotazione culturale, come il capoluogo siciliano, dove sono cresciuti molti pittori della generazione qui rappresentata, lungo visioni che hanno trasfigurato il reale con ironia, espressività, apparente leggerezza e senso morbido del tragico.
Spiega Marziani: <<Nicola Pucci ha questa genetica pittorica e se la porta dentro nel circuito del quotidiano, ispirato da luoghi eterogenei che non dichiarano la provenienza, lasciando che la città d’origine si mescoli ai siti sparsi che colpiscono il suo immaginario. Da questo spunto, inizia la trasformazione del reale generativo, distillando le sospensioni metafisiche in un Nuovo Realismo Magico, dove l’equazione tra realtà e magia diviene chiave di lettura e porta dei mille destini>>.
A dialogare con le opere della Collezione Cerasi, in un incontro su cui i visitatori sono chiamati a riflettere, sono diciannove quadri dell’artista Pucci. Tra questi alcuni della serie degli aerei (es. “Aereo con Gorilla”, “Aereo cerchio III” e “Aereo cerchio IV”), della serie degli animali (“Salto cavallo bianco su treno”, “Salto cavallo bianco su treno II”, “Galli coppia 1”, “Galli coppia 2”, “Galli coppia 3”) o ancora le opere che esplorano l'incontro tra il mondo umano e quello animale (“Ragazza con toro e rose”, “Donna con toro giallo”, “Leone con bambino III”, “Bambino con cane I”) fino ad arrivare a “Cabina magica” del 2026, che richiama immediatamente alla memoria “I bagni metafisici” di De Chirico.
I suoi sono <<quadri che sfiorano la carne del reale per posizionarsi sul margine del vero, sfidando la fisica ma, soprattutto, le consuetudini della percezione ottica - afferma Marziani - Su questo bordo si delinea l’universo figurativo di Pucci, la sua capacità di raccogliere l’eredità di Antonio Donghi e Felice Casorati per rinnovarne la linfa in un’altra alchimia narrativa. La cristallina armonia di quei pittori si trasforma in un ecosistema più ampio e stratificato, fatto di armonie dissonanti, connesso ad un paesaggio digitale che rende più vicino l’impossibile>>.
LA SCELTA DI INDAGARE SULLA PITTURA ITALIANA
La riflessione di Gianluca Marziani sull’arte italiana dei nostri giorni parte da quella che definisce la “matrice universale del quadro”, operando su nuove sinergie tra mezzi tradizionali ed evoluzioni elettroniche e digitali, <<per dare ai processi formali maggiori supporti ideativi, una progettualità avanzata e, ove necessario, un apporto tecnico da combinare nell’elaborazione estetica>>.
Spiega il curatore: <<Dentro la superficie del quadro si è sviluppata una genealogia iconografica che si manifesta nel Trecento e arriva ai giorni nostri. La pittura è il seme che ha dato i migliori frutti del quadro, un codice genetico di cui la tradizione locale è depositaria e che risuona nei palazzi storici, nelle innumerevoli chiese, negli scavi archeologici, nei depositi e nei magazzini. Le vie del Quadro Italiano esulano da qualsiasi provincialismo e affermano un valore denso e radicato, un costante legame tra téchne, iconografia e veggenza, una visuale stratificata che ha affrontato ogni presente con memoria arcaica e indicazione costante del futuro>>.
Ma perché proprio la Pittura Italiana? <<Ripartire dalla Pittura Italiana Contemporanea significa affermare il peso specifico del Pensato in Italia. Questa non è soltanto la giostra mercificata del Made in Italy, ma un qualcosa che radica prima il pensiero e poi le azioni linguistiche. Pensare Italiano e Dipingere Italiano: un’indicazione che in alcuni casi ha forgiato movimenti e avanguardie di grande rilievo. Si pensi al Futurismo, alla Metafisica e al Realismo Magico, fino ai postmodernismi di Transavanguardia, Pittura Colta e Medialism>>.
IL DIALOGO CON LA COLLEZIONE CERASI
Afferma Marziani: << La Collezione Cerasi rappresenta l’apice italiano di una raccolta sistemica e ragionata, qualitativa e attinente. Scorrerla significa attraversare la grande pittura italiana del Primo Novecento, con un occhio di riguardo per gli artisti che hanno animato Roma e il suo teatro umano. Palazzo Merulana ne è diventato la piena espressione, il corpo architettonico in cui gli organi pittorici si sono disposti come apparati di un formidabile viaggio artistico. Il viaggio di una scuola della pittura
chiamata Italia>>
Anche il titolo del progetto vuole dare una chiave di interpretazione precisa: <<Scuola Italiana riporta al clima fonetico e critico della Scuola Romana, aprendo il campo ad un osservatorio specifico: la chiave di volta richiede un’equazione in equilibrio tra genius loci e mondo open source, dove i nuovi caratteri spiccanti intensificano la trasmissione di valori condivisibili>>.
Una selezione accurata vedrà il coinvolgimento di artisti che rappresentano la generazione da cui sono emersi gli autori degli anni Novanta. Ognuno occuperà una linea tematica per creare dialoghi di affinità, appartenenza e debito (forse credito) iconografico. L’obiettivo, racconta l’ideatore, sarà cercare e creare relazioni di “affinità, appartenenza e debito (forse credito) iconografico, in una stereofonia visiva che rilascerà linfa sulla natura altruistica della memoria”.
INFO E CONTATTI:
La mostra è visitabile con biglietto d’ingresso a Palazzo Merulana
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

