Teatro Vascello, ORLANDO di Virginia Woolf con Anna Della Rosa dal 3 all’8 marzo

Fattitaliani



Il 9 ottobre del 1927, Virginia Woolf scrive una lettera all’amata Vita Sackville-West: “Supponi che Orlando si riveli essere Vita e che sia tutto su di te e la lussuria della tua carne e la seduzione della tua mente… ti secca? Di’ sì o no”.

Vita non si sottrae, accettando di diventare oggetto, musa, modello e interlocutrice di uno dei romanzi più originali della letteratura moderna. La scrittura di Orlando nasce così: come un omaggio d’amore, un atto di gioia offerto a una donna e al mondo. Intersecandosi continuamente con la vita della scrittrice, in un enigmatico intreccio tra opera e biografia, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo, vissuto per più di quattrocento anni, e mistericamente transitato nel Femminile – si trasforma in questo spettacolo in un inno all’estasi ma anche all’ossessione della letteratura: una lunga, straordinaria lettera d’amore in forma di romanzo. 

“Oltre che un classico di sconvolgente attualità, Orlando è un inno alla gioia esuberante dell’avventura, alla libertà, al godimento sessuale; un manifesto alla possibilità di prenderselo, il piacere, secondo modelli alternativi alle leggi del conformismo patriarcale.” Nadia Fusini 

“L’identità è un fantasma. Dal momento in cui cominciamo a definirci come esseri umani adulti, stabiliamo dei confini entro i quali ci rintaniamo. Ma, per fortuna o per avventura, la vita spazza via tutto e travolge quegli steccati che tanto pazientemente avevamo costruito per proteggerci. Trascinati dalla inesauribile vitalità del suo Orlando, Virginia Woolf ci invita a viaggiare nello spazio e nel tempo, a oltrepassare quello steccato che ci tiene imprigionati nella trappola dell’identità, del maschile, del femminile, e di tutte quelle convenzioni che sono solo il frutto del tempo in cui viviamo.” Andrea De Rosa 

“Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore? Orlando dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West – scrittrice e poetessa con cui Woolf ebbe una lunga relazione e un intenso sodalizio. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito, punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita. Orlando è un inno a Vita e alla Vita, nonché la testimonianza di una speranza estrema: mentre la vita dei corpi finisce, quella delle parole è più lunga e diversa – abbatte i confini dei sessi, delle identità, perfino della morte.” Fabrizio Sinisi / drammaturgia                                                                                            

Anna Della Rosa Premio Hystrio all’Interpretazione 2025.

Pluripremiata attrice milanese, è protagonista diretta da grandi artisti italiani e internazionali. Laureata in Lettere Moderne presso l’Università Statale di Milano e diplomata alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi, si specializza con Luca Ronconi e Massimo Castri, debuttando nel 2002 con Peter Stein al Teatro Greco di Siracusa e in importanti teatri antichi d’Europa con “Pentesilea”.

Fra i grandi artisti italiani e internazionali con cui ha collaborato figurano Toni Servillo, Lluís Pasqual, Pascal Rambert, Valter Malosti, Martin Kušej, Andrea De Rosa, Marco Baliani, Davide Livermore, Veronica Cruciani, Jacopo Gassmann. Nell’ultimo anno è Cleopatra nell’”Antonio e Cleopatra” diretta da Valter Malosti, protagonista di “Orlando” di Andrea De Rosa e, tra le altre cose, al

centro di un raro passaggio di consegne interpretando “Erodiàs + Mater

strangosciàs” di Giovanni Testori, per la regia di Sandro Lombardi. è vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, tra i più recenti, il Premio Duse 2024, il Premio della Critica 2024, il Premio internazionale Ennio Flaiano 2024 e il Premio Teatrale Luigi Riccoboni.

“La luce di Orlando è la luce bianca del cielo di una mattina radiosa. La luce di Orlando è la luce bianca della carta da scrivere, prima di cominciare. Questi i pensieri che hanno guidato la disposizione del grappolo di proiettori tra i quali si innalza il tronco robusto di un albero senza chioma, come poeticamente disegnato da Giuseppe Stellato. Sono anzi sia la chioma che il cielo sotto il quale stanno Orlando, Virginia, Anna ed il suo pubblico assorto ad ascoltarla. Mi piace pensare che sia tutta quella luce bianca a condensarsi e raggiungere il suolo trasformandosi in carta, in tanti fogli bianchi che attendono che le parole si trasformino in segni. Ancora una volta la luce è convocata a testimoniare e rendere possibile che l’astrazione si trasformi sulla scena in realtà da abitare. “Orlando alzò gli occhi e vide qualcosa di astratto che sta tra le colline o nel cielo oltre il quale non c’è nulla che conti; in cui io riposo e continuerò a esistere. Questa cosa io chiamo realtà.” (Virginia Woolf – Diari)” Pasquale Mari / luce 

“Immaginare uno spazio scenico che accogliesse le parole scritte da Virginia Woolf per Orlando, è stata una sfida per nulla semplice. Un testo che, tra le altre cose, racconta proprio la difficoltà della parola di descrivere la natura, la bellezza. Alla fine, tutto confluiva qui, nella ricerca di un connubio, di un punto d’incontro tra natura e letteratura, tra la bellezza di un albero e il fallimento di qualsiasi forma d’arte che provi a raccontare questa bellezza. E quindi un tronco di quercia in mezzo ad un prato quadrato, un albero la cui chioma è fatta da luci, tralicci, americane: una fetta di realtà trasportata in uno spazio teatrale, quel luogo magico dove da un albero, al posto di una foglia, può cadere un foglio bianco…” Giuseppe Stellato / spazio scenico 

“Il suono, lontano e intimo, di una campana scandisce un tempo indefinito e sospeso. Una musica nasce da quelle pagine così tormentate e vitali; è la Sinfonia n. 6 (Patetica) di Čajkovskij. L’ultima.” G.U.P. Alcaro / musica 

“Un abito veste e spesso determina, un costume teatrale veste e crea mondi. In scena c’è Virginia Woolf e il momento in cui visse, ma anche un blu polveroso che ricorda il vasto cielo comune a tutte le epoche, una seta impalpabile e ariosa che rimanda ai fasti del ‘500, un cinturone maschile e una gonna femminile pronta a gonfiarsi a ogni danzante giravolta. Il costume accompagna discretamente il racconto di un’anima appassionata e in ricerca di sé grazie ai piccoli dettagli che lo compongono, senza troppo definire e chiudere, mettendosi in dialogo con il corpo l’attrice che lo veste e lo sveste – magnificamente – e con il vasto e concettuale spazio che li contiene entrambi.” Ilaria Ariemme / costumi 

IL TEATRO VASCELLO presenta dal 3 all’8 marzo dal martedì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17
Andrea De Rosa / Fabrizio Sinisi / Anna Della Rosa / Virginia Woolf
dal romanzo di Virginia Woolf
e dal carteggio tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West Scrivi sempre a mezzanotte (Donzelli)
drammaturgia Fabrizio Sinisi
traduzione Nadia Fusini
regia Andrea De Rosa
con Anna Della Rosa (Premio Hystrio all’Interpretazione 2025)

scene Giuseppe Stellato
costumi Ilaria Ariemme
musica di scena Sinfonia n.6 (Patetica) di Cajkovskij
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
durata 60 min - guarda il trailer  
Può un’opera letteraria essere al contempo una lettera d’amore? Orlando dimostra di sì: uno dei più straordinari romanzi del Novecento è anche la più spericolata lettera d’amore che la storia ricordi. Un vero e proprio monumento di parole che Virginia Woolf erige a e per l’amata Vita Sackville-West – scrittrice e poetessa con cui Woolf ebbe una lunga relazione e un intenso sodalizio. Un amore che abbiamo voluto rendere ancora più esplicito, punteggiando la drammaturgia del romanzo con brani dell’epistolario a Vita. Orlando è un inno a Vita e alla Vita, nonché la testimonianza di una speranza estrema: mentre la vita dei corpi finisce, quella delle parole è più lunga e diversa – abbatte i confini dei sessi, delle identità, perfino della morte.
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Info: 06 5881021 – 06 5898031
Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78
Monteverde Roma


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