Capolavoro di Jean Genet, liberamente ispirato a un fatto di cronaca che scosse l’opinione pubblica francese negli anni Trenta, Le serve è un perfetto congegno di teatro nel teatro che mette a nudo la menzogna della scena, “uno straordinario esempio di continuo ribaltamento tra essere e apparire, tra immaginario e realtà”, nelle parole di Jean-Paul Sartre.
La
storia scritta da Genet è quella di due cameriere che allo stesso tempo amano e
odiano la loro padrona, Madame. Le serve hanno denunciato il suo amante con
delle lettere anonime. Venendo a sapere che l’amante sarà rilasciato per
mancanza di prove, e che il loro tradimento sarà scoperto, tentano di
assassinare Madame, falliscono, vogliono uccidersi a vicenda; una di esse si dà
la morte. Genet presenta le due sorelle, Solange e Clare, nella loro vita
quotidiana, nell’alternarsi fra fantasia e realtà, fra gioco del delirio e
delirio reale. A turno le due cameriere recitano la parte di Madame, esprimendo
così il loro desiderio di essere “La Signora” ed ognuna di loro, a turno,
interpreta la parte dell’altra cameriera, cambiando lentamente atteggiamento,
dall’adorazione al servilismo, dagli insulti alla violenza. La rivolta delle
serve contro la padrona – spiega la regista Veronica Cruciani che cura anche
l’adattamento con la traduzione di Monica Capuani – non è un gesto sociale,
un’azione rivoluzionaria, è un rituale. Questo rituale è l’incarnazione della
frustrazione, l’azione di uccidere l’oggetto amato ed invidiato non potrà
essere portata a compimento nella vita di tutti i giorni, viene ripetuta
all’infinito come un gioco. Tuttavia questo gioco non raggiunge mai il suo
apice, la messa in scena che le due sorelle compiono viene continuamente
interrotta dall’arrivo della padrona. Secondo Sartre questo fallimento è
inconsciamente insito nel cerimoniale stesso che le serve mettono in scena; il
tempo sprecato nei preliminari non porterà al compimento del rituale. Anzi
questo rituale diventa un atto assurdo, è il desiderio di compiere un’azione
che non potrà mai superare la distanza che separa il sogno dalla realtà. Una
fallimentare ripetizione magica, il riflesso deformato del mondo dei padroni,
che le serve adorano, imitano, disprezzano.
Il
ruolo di Madame è affidato a Eva Robin’s, icona pop del transgender
dall’originale percorso teatrale (ha recitato, fra gli altri, Cocteau e Beckett
ed è stata candidata all’Ubu per Tutto su mia madre).
A
interpretare le bonnes, due giovani attrici cresciute alla Scuola dello Stabile
di Torino: Beatrice Vecchione – già diretta da Malosti, Martone e Muscato – e
Matilde Vigna, Premio Ubu come Migliore attrice Under 35 e finalista 2022 per
il Miglior nuovo testo italiano.
Veronica
Cruciani (Premio della Critica e Hystrio), ambienta la vicenda in una città
contemporanea, valorizzando dunque i temi, attualissimi, del potere e del
genere. Il ruolo di Madame è affidato a Eva Robin’s, icona pop del transgender
dall’originale percorso teatrale. A interpretare le bonnes, due giovani attrici
cresciute alla Scuola dello Stabile di Torino: Beatrice Vecchione – già diretta
da Malosti, Martone e Muscato – e Matilde Vigna, Premio Ubu 2019 come Migliore
attrice under 35 e finalista 2022 per il Miglior nuovo testo italiano.
EVA ROBIN’S | BEATRICE VECCHIONE | MATILDE VIGNA
LE SERVE
di Jean Genet
traduzione Monica Capuani | scene Paola Villani
costumi Erika Carretta | drammaturgia sonora John Cascone
disegno luci Théo Longuemare | movement coach Marta Ciappina
assistente alla regia Ilaria Costa
REGIA E ADATTAMENTO VERONICA CRUCIANI
produzione CMC - Nidodiragno | Emilia Romagna Teatro ERT - Teatro Nazionale | Teatro Stabile di Bolzano
scenotecnica Officine Contesto | sarto Lucio Imperio
foto Laila Pozzo | service Piano&Forte
si ringrazia il Teatro Comunale di San Giovanni in Persiceto (BO)
SPAZIO DIAMANTE (sala black)
12-15 MARZO
SPAZIO DIAMANTE
Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM
Da martedì a venerdì ore 20.30, sabato ore 19,
domenica ore 17
Lo Spazio
Diamante propone il Biglietto Flessibile: tre soluzioni per permettere a
chiunque di venire a Teatro
Biglietto
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