Sondaggio. Più di 1 giovane su 2 vuole ancora realizzare i sogni d’infanzia: ambizioni professionali e sfide legate al genere

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Se puoi sognarlo, puoi farlo? Non sempre. Il noto aforisma suggerisce che ogni obiettivo immaginabile può diventare realtà: ma cosa accade quando pregiudizi e stereotipi spengono alcuni sogni sul nascere, influenzando le scelte e quindi il futuro delle persone?

È ciò che succede ancor oggi con il “Dream Gap”, fenomeno per cui le bambine si sentono meno capaci dei coetanei maschi e perdono fiducia in sé; un divario percepito che diventa reale, perché allontana molte ragazze da carriere ancora considerate “maschili” e impedisce loro di esprimere appieno il proprio potenziale.

In vista della Giornata Internazionale della Donna del prossimo 8 marzo, Vueling, parte del gruppo IAG, ha commissionato un sondaggio condotto su un campione di 1.000 giovani italiani tra i 16 e i 20 anni, per indagare le loro aspirazioni e quanto il genere possa influenzarle. Ecco i risultati del sondaggio.

“Da grande io sarò…”: i primi sogni nel cassetto  

C’è chi da piccolo si immaginava in camice bianco, chi su un palcoscenico, chi nello spazio. Ripensando ai propri sogni d’infanzia, i 1.000 giovani tra i 16 e i 20 anni coinvolti nel sondaggio di Vueling disegnano un mosaico di aspirazioni: tra le professioni più desiderate spiccano la carriera nel calcio (11,5%, di cui il 97,5% da ragazzi) e quella del medico (7,2%), seguite dall’insegnamento (5%). Accanto a queste, trovano spazio i lavori creativi, come cantante, artista o regista, scientifici, ad esempio nei campi della biologia e astronomia, ma anche quelli legati all’immaginario contemporaneo, come l’influencer.

Ma dietro questa apparente varietà emergono differenze di genere ancora marcate. Se mestieri come insegnante e veterinario/a sono ricordati soprattutto dalle ragazze (entrambi all’80%), e ballerino/a arriva al 92,7% di scelte femminili, professioni percepite come più “maschili” restano prevalentemente appannaggio dei ragazzi: tra chi sognava di fare il pilota solo il 16% è donna, quota che scende al 2,5% per chi desiderava affermarsi nel calcio. Uno spaccato che mostra quanto modelli e rappresentazioni possano orientare in modo diverso i desideri, già nella prima infanzia.

Il sondaggio rivela poi come queste aspirazioni non restino confinate al passato: più di un giovane su due (55%) conferma di voler ancora realizzare ciò che sognava da piccolo, con dati simili tra ragazzi e ragazze. A riprova di come le inclinazioni dei primi anni possano avere un ruolo concreto nella costruzione dei progetti futuri.

La carriera da pilota, tra aspirazioni e realtà

Tra le professioni che popolavano l’immaginario dell’infanzia c’è anche quella del pilota: un sogno che ha accompagnato il 4,3% degli intervistati (di cui il 16% donne) ma che ha esercitato un forte potere di attrazione su una quota ben più ampia del campione, anche crescendo. Complessivamente, il 40% dei giovani ha dichiarato di aver preso in considerazione, almeno una volta, l’idea di diventare pilota.

Guardando al genere, il dato si ridimensiona, pur restando significativo: circa una ragazza su tre ha considerato questa carriera, segno di un interesse esteso tra le giovani donne. Nonostante ciò, la presenza femminile nella professione resta ancora molto limitata: pilotare aerei continua a essere percepito come un ruolo “maschile” e i dati parlano chiaro, con solo circa il 5% dei piloti donna su scala globale. 

Oltre a chi ha cambiato idea nel tempo, diverse intervistate hanno dichiarato di essersi fermate per dubbi sulle proprie capacità o sull’accessibilità del percorso (19,2%). Dalle risposte emergono motivazioni ricorrenti, tra cui l’iter lungo ed estremamente selettivo e la percezione di un ambiente ancora poco rappresentato. Fattori che rendono il passaggio dall’interesse alla scelta ancora più difficile, in particolare per le ragazze.

Pari opportunità: la percezione di giovani donne e uomini

Anche se le difficoltà e gli ostacoli percepiti sono spesso numerosi, tra i giovani intervistati prevale un sentimento di fiducia nel futuro: ben l’86% è infatti convinto di poter realizzare le proprie ambizioni, mentre il 14% teme di non riuscirci, soprattutto a causa di condizioni economiche e culturali sfavorevoli.

Guardando poi nello specifico alle opportunità esterne di farle diventare realtà, la maggioranza dei giovani, il 63%, le percepisce come uguali per tutti, indipendentemente dal genere, mentre il 18% è in disaccordo e il restante 19% non ha una posizione definita in merito. Lo sguardo cambia quando si analizzano le risposte per genere: tra i ragazzi il 68% è convinto che le possibilità siano uguali, quota che tra le ragazze scende al 57%; invece, quasi una giovane su quattro (il 23%) ritiene di non avere pari opportunità, contro il 13% dei coetanei.

Nonostante il riconoscimento dei passi avanti compiuti in questa direzione, sono comunque tante le giovani donne intervistate che percepiscono barriere reali o simboliche nel percorso davanti a sé. Tra le ragioni più citate, emergono una mentalità chiusa che favorisce gli uomini soprattutto in alcuni settori, la difficoltà di conciliare carriera e famiglia, la necessità di impegnarsi di più per gli stessi risultati, retribuzioni inferiori e una convinzione diffusa di minore competenza femminile.

La rotta verso il futuro delle nuove generazioni

Il sondaggio mostra che le ambizioni dei giovani sono ampie e che la fiducia nel futuro resta forte. Al tempo stesso, mette in luce quanto sia ancora necessario intervenire su modelli culturali, esempi di riferimento e opportunità concrete.

Per questo, con oltre 5.000 dipendenti e una forza lavoro caratterizzata da un equilibrio di genere, Vueling conferma il proprio impegno affinché le nuove generazioni possano aspirare alle stesse opportunità professionali e accedervi in modo equo.


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