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| Uproar by Fatima Sastre |
Il 31 marzo 2026, alle ore 20:30, al Nuovo Teatro Ateneo andrà in scena UPROAR, progetto di teatro partecipativo e nuovi formati firmato da Carolina Rieckhof e Moyra Silva (Perù), in collaborazione con IILA - Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana.
Lo spettacolo nasce dall’incontro tra le due artiste
peruviane avvenuto a Londra nel 2023: Carolina Rieckhof, costumista e
scenografa, e Moyra Silva, regista e filosofa del movimento, condividono fin da
subito una medesima urgenza etica e politica, maturata a partire dalla
frustrazione per le violenze e le ingiustizie che hanno segnato le proteste
sociali in Perù e la repressione esercitata durante la crisi politica recente.
Da questo nucleo iniziale prende forma un processo
creativo continuo, che si sviluppa come esperienza di ricerca e consapevolezza,
superando i confini della produzione teatrale per diventare un campo di
indagine condivisa. Il lavoro si espande progressivamente fino a includere
l’esplorazione delle conoscenze ancestrali delle popolazioni locali peruviane,
intese come archivio vivo di memoria, resistenza e trasformazione.
UPROAR si configura così come un dispositivo performativo in divenire, in cui movimento e suono si intrecciano a pratiche rituali e saperi originari, restituendo una riflessione aperta sulle forme del conflitto, della diaspora e della possibilità di elaborazione collettiva del dolore. Lo spettacolo sarà presentato in lingua originale con sopratitoli.
Note dello spettacolo ( fonte https://moyrasilva.com/2023/11/19/uproar/
)
Le artiste peruviane che vivono nel Regno
Unito hanno avviato una pratica di ricerca collaborativa basata sull’arte che
intreccia movimento, suono, costume e giustizia sociale. La recente crisi
politica e la successiva crisi sociale in Perù, tra dicembre 2022 e marzo 2023,
vengono assunte come riflesso di questioni coloniali irrisolte — classismo,
discriminazione, razzismo — che continuano a produrre fratture nel presente. In
quanto migranti peruviane, lontane dal proprio paese, le artiste hanno osservato
con dolore e impotenza l’ascesa di un governo autoritario che ha reso
invisibili le morti di oltre 50 persone.
Le artiste dichiarano di essere state
ispirate dal Taki Onkoy, antica tradizione di danza ribelle contro
l’oppressione coloniale, che riemerge come forma di resistenza e sopravvivenza
simbolica. Questa tradizione ha risuonato con la necessità di condividere e
incarnare — attraverso pianto e danza — il dolore e l’ingiustizia del proprio
paese, dando forma a un rituale di guarigione in cui le lotte, le frustrazioni
e la sofferenza si trasformano in movimento: un movimento che tenta
continuamente di sollevarsi e ricadere, in un ciclo senza fine.
Nel corso della crisi in Perù (2022–2023)
civili, in particolare appartenenti a comunità indigene impegnate nel diritto
alla protesta, sono stati uccisi, discriminati e privati dei propri diritti
attraverso l’azione delle forze di polizia e militari sotto la guida della
presidente Dina Boluarte. Il progetto si configura pertanto come un tentativo
di generare dialoghi tra migrazione, distanza, lutto, protesta ed esperienza
collettiva, sviluppando un dispositivo performativo di empatia politica e
sociale che coinvolge attivamente il pubblico. Le artiste interrogano la
possibilità di condividere e attivare una comprensione del dolore che
attraversi le differenze geografiche e culturali, affermando l’uguaglianza del
valore della vita e del diritto alla protesta.
Tra aprile e maggio il cartellone si dispiega
come una geografia teatrale del mondo, attraversando lingue, memorie e
tradizioni sceniche. Il 12 aprile sarà in scena Mi madre y el dinero di
Anacarsis Ramos intreccia autobiografia e documento per raccontare sessant’anni
di lavoro precario nello stato messicano di Campeche. Il 7 maggio la grande
attrice-danzatrice indiana Kapila Venu porta in prima italiana Parvati
Viraham, raffinata rilettura femminile della tradizione del Nāṅgīār Kūthu. Il 13
maggio Il figlio della tempesta di Armando Punzo e Andrea Salvadori
rievoca trent’anni della Compagnia della Fortezza, intrecciando parole, suono e
immagini nate nell’esperienza unica del carcere di Volterra. Chiude il 17
maggio L’ombra lunga di Alois Brunner del drammaturgo siriano Mudar
Alhaggi, un’indagine teatrale vertiginosa in cui la storia europea e quella
mediorientale si riflettono nell’esperienza dell’esilio e della memoria
politica.
Carolina Rieckhof / Moyra Silva (Perù)
UPROAR
In collaborazione con IILA - Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana
Spettacolo in lingua originale con sopratitoli
Original Concept: Rieckhof-Silva Collective
Violin: Camila Alva
Video & Sound Editing: Moyra Cecilia Silva Rodriguez
Costume, Props & Installation: Carolina Rieckhof
Direction, Movement Research, Movement Direction & Performance: Moyra Cecilia Silva Rodriguez
Production: Rieckhof-Silva collective
Special thanks to Juliana Ruiz Torres for being part of Uproar in our previous presentation in London.
Info e
acquisto biglietti
Polo Museale - Sapienza Cultura - Sezione Nuovo Teatro Ateneo
Sapienza
Università di Roma
Mail: segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it
Telefono:
0649914115
Sito: https://nuovoteatroateneo.web.uniroma1.it/
Instagram: @nuovoteatroateneosapienza
Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma
- Edificio CU017
LINK VIVATICKET
https://www.vivaticket.com/it/ticket/uproar-nuovi-formati/291765
Orario spettacoli: 20.30
L'ingresso per gli spettacoli della STAGIONE è da
piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a
destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo).
Dopo aver prenotato il tuo biglietto, prenota anche il
parcheggio all’interno della città universitaria al seguente link


