“Mi hai ricordato una cosa che mi ha detto una settimana fa una ragazza, che le sembra di vivere un mondo in fiamme, che passiamo da una crisi a un’altra senza sosta.
La prima cosa che dirò è che io non voglio un'Europa che sia spettatrice di tutto questo che ha un effetto sull'Europa, su tutti noi, su tutti i nostri cittadini. Allora è ovvio che per me la relazione con gli Stati Uniti vorrei che andasse meglio. Il nostro partenariato transatlantico è importante economicamente per noi, la sicurezza dei nostri cittadini dipende da questo, e anche perché abbiamo una storia lunghissima di valori comuni e lotta per la democrazia. Adesso io non posso mai accettare che i limiti vengano oltrepassati, che l'Unione Europea venga minacciata, che manchi il rispetto. Io voglio un'Europa che è completamente all'opposto di questo, che ha fiducia in sé stessa, che può essere unita e che non deve mai, mai chiedere scusa per il nostro modo di fare le cose, per i nostri valori, per il fatto che noi abbiamo una storia enorme, grande, che l'Unione Europea è il progetto politico più importante del mondo. Non è una coincidenza che ci sono 12 Paesi che vogliono entrare nell'Unione Europea. Non è una coincidenza che c'é unità perfetta, anche se non avrei voluto quella crisi sulla Groenlandia. Siamo perfetti? No. Possiamo essere più uniti? Sempre. Possiamo fare delle cose più in fretta? Sì, ma non dobbiamo mai chiedere scusa per il modo in cui noi facciamo le cose, con il diritto internazionale, i nostri valori e con, in fondo di tutto, il rispetto della dignità umana”.“Questa situazione ci preoccupa tantissimo, è un’azione unilaterale. Vedo il popolo iraniano che da 47 anni, da tutta la mia vita, ci chiede di aiutarli per prendere la libertà. Per noi la soluzione non sarebbe stata militare, per noi che fondiamo tutto sul principio della legge e del diritto internazionale dovevamo trovare una soluzione diplomatica. Quello che stiamo vedendo adesso con gli attacchi brutali verso tutto il Medio Oriente, i Paesi del Golfo per esempio, ci dice quanto è la minaccia dell’Iran e secondo me cosa possiamo fare per non dimenticare i 92 milioni di iraniani che per 47 anni ci hanno detto “Aiutateci perché vogliamo la libertà, vogliamo la democrazia”.
ROBERTA METSOLA SULL’OBBLIGO DI UNANIMITA’ E LA COESIONE INTERNA DELL’EUROPA: Se ci sono dei Paesi, come c’erano nella zona Schengen o nella zona Euro, che noi possiamo aspettare, pretendiamo che i nostri Paesi abbiano ancora il coraggio di dire andiamo avanti insieme. Chi ci rallenta, vediamo perché ci rallenta e se l'intenzione dell'unanimità è di bloccare, noi dobbiamo trovare un'altra soluzione.[domanda: esiste questa soluzione?] Sì. C'è la possibilità, infatti, per la prima volta, perché siamo in questa situazione, ci sono i leader dei Paesi che stanno dicendo: se non possiamo, siamo sempre bloccati, perché non andiamo avanti? E questo su molte cose, anche su più integrazione, sull'interoperabilità dei nostri sistemi, sulle libertà del movimento della nostra gente, principio fondamentale europeo, sull'aspetto digitale, ma anche sulle cose che adesso, quando mandiamo un messaggio di fiducia, di speranza alla Moldavia, per esempio, ai paesi dei Balcani occidentali, come possiamo guardarli in faccia e dirgli che, dopo dieci anni, noi non abbiamo fatto abbastanza per dare loro la speranza. Papa Giovanni Paolo II diceva non avete paura, be not afraid, per avere il coraggio di dire che l'Unione Europea può sempre vincere quando è più grande, perché noi siamo non solamente una superpotenza economica, ma anche dei valori”.

