NOVE, GIULIA VERONESI: “AUMENTARE IL COSTO DELLE SIGARETTE A 10 EURO A PACCHETTO”

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“Noi di Fondazione Veronesi lavoriamo su una prevenzione primaria da molti anni con screening di prevenzione secondaria e analisi precoci.

E una delle più importanti misure per ridurre il fumo e il consumo di fumo nei fumatori nei Paesi occidentali è proprio quella di usare la leva fiscale. Questo è stato dimostrato da vari Paesi europei. C'è anche una direttiva europea che ci dice che l'Italia deve allinearsi, o comunque ci invita ad allinearsi, al costo delle sigarette di altri paesi del nord Europa e si è visto, ormai è stato dimostrato, anche secondo una ricerca che ha fatto il Seaman Center, che aumentare il costo delle sigarette riduce il consumo”. Così Giulia Veronesi, Ordinario di Chirurgia Toracica all’Università Vita-Salute San Raffaele, a Che tempo che fa su canale NOVE.

Sulla proposta di legge per alzare il prezzo delle sigarette. “Insieme all'Associazione Italiana Medici Oncologi e AIRC, Fondazione Veronesi ha deciso di promuovere un'iniziativa di legge popolare con una raccolta firme, una campagna per portare in Parlamento questa legge, cioè finalmente approvare e convincere i nostri politici che bisogna aumentare il costo. L'obiettivo è aumentare di 5 euro, per arrivare così a 10 euro a pacchetto, con l'aumento delle tasse anche dei prodotti di tabacco, come le sigarette elettroniche e l'IQOS, che al momento non hanno una vera e propria regolazione sulle tasse e neanche sui divieti di pubblicità. Abbiamo fatto uno studio su due Paesi, diciamo due esempi, che sono la Francia e l'Irlanda. Abbiamo un costo delle sigarette a pacchetto dai 13 ai 17 euro e il risultato importante è stato che i fumatori sono diminuiti di 4-5 punti percentuali. E soprattutto i giovani in Francia sono passati dal 27% al 16%, quindi con un impatto importante sui nostri ragazzi”.

Sui danni delle sigarette elettroniche. “Le sigarette elettroniche fanno male perché contengono una grande quantità di nicotina che ha una gravissima tendenza a fare male ai giovani perché è la porta d'ingresso al fumo tradizionale e anche perché durante l'adolescenza esercita un cambiamento nello sviluppo di alcune aree del cervello che rimangono anche con un difetto cronico, una disregolazione emotiva, problemi cognitivi e anche una facilità alle dipendenze. E poi dal punto di vista cardiovascolare hanno effetti importanti sulla placca arteriosclerotica. E il fumo duale, cioè i fumatori di sigarette tradizionali insieme a quelle elettroniche, avrebbero un rischio - iniziano a uscire adesso i risultati - più alto di avere tumore al polmone. Quindi il tema della riduzione del danno è sostanzialmente sostenuto dalle ditte di tabacco, ma non è così”.

 

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