Tornano nelle loro Marche Daniela e Marzia Banci e lo fanno portando nel cuore storico e culturale di Urbino la mostra di arte orafa ispirata al Ducato: NOSTALGIA DI FUTURO, in esposizione dal 28 marzo al 3 maggio nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale (Piazza Duca Federico | tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 | chiuso il lunedì | per informazioni: 333 3921744 | marzia.banci@gmail.com).
L’esposizione, che già ha avuto successo nelle due tappe nazionali dal titolo IN LUCE L’OSCURITÀ VOLGENDO, nel 2023 in Galleria Cavour a Padova con più di 2 mila visitatori, e nel 2025 a Firenze alla Rotonda Brunelleschi nel Museo De’Medici, sarà aperta da un evento che coinvolgerà le due artiste Daniela e Marzia Banci, la curatrice Cristina Acidini, Bonita Cleri già docente di storia dell'arte moderna e di storia dell'arte marchigiana all'Università di Urbino, l’assessore alla Cultura del Comune di Urbino Lara Ottaviani, il direttore della Galleria Nazionale delle Marche a Urbino Luigi Gallo, la storica dell’arte Maria Anna Di Pede, il direttore del Museo de’ Medici di Firenze Samuele Lastrucci, lo scrittore Andrea Panzavolta, l’assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio.
In collaborazione con il Comune di Urbino, saranno aperte per cinque settimane le porte delle Sale del Castellare di Palazzo Ducale che ospiteranno le due diverse sezioni di
NOSTALGIA DI FUTURO
- COLLEZIONI, la prima sezione, contiene i gioielli del passato delle due artiste orafe con le collezioni pregresse, create nei loro 45 anni di felice attività e realizzate per lo più dal 1985 al 2010.
- IN LUCE L’OSCURITÀ VOLGENDO, invece, la seconda sezione, ha per protagonisti la storia, la cultura e l'arte rinascimentale di Urbino, a partire dalle rocche per arrivare ai Duchi, agli Uomini Illustri e all'Europa, fino ai nuovi gioielli dedicati alle Duchesse. Un lascito partito da Urbino per diramarsi in una cultura artistica e politica che andava definendosi.
Tutti soggetti che, negli stessi spazi, durante il periodo di apertura, saranno anche alla base di incontri, concerti ed approfondimenti sul Ducato di Urbino, sui Duchi e gli uomini illustri che fecero la storia del territorio marchigiano, nazionale ed europeo, considerato il loro peso politico e la loro influenza culturale, esaminando parallelismi, eredità e strascichi sull’attualità.
LA COLLEZIONE – In Luce l’Oscurità Volgendo
Ispirati al Ducato di Urbino e alla sua evoluzione, creati nel laboratorio padovano di Daniela e Marzia Banci, esposti a Padova, Firenze e ora Urbino, questi gioielli che rileggono ed interpretano le vicende storico-culturali del Ducato, tornano nelle loro Marche, terra d’origine di Daniela e Marzia Banci impegnate da 45 anni nell’arte orafa ad esprimere coi preziosi la loro visione intimamente personale e filosofica. La storia del Ducato di Urbino è qui espressa nelle loro opere, una storia che le artiste hanno elaborato in maniera individuale, ma strettamente complementare.
Le spille di Marzia Banci, pensate per l’uomo, trovano un’ideale collocazione vicino al cuore di chi le indossa. Dedicate alle rocche, esaltano la bellezza di queste fortezze, gemme incastonate nel territorio marchigiano, e vengono caratterizzate da componenti storiche e architettoniche urbinati. Ad emergere è la collezione su I Duchi di Urbino, pezzi che ritraggono i primi Oddantonio e Federico da Montefeltro, fino agli ultimi Della Rovere. Opere a cui per la prima volta in esposizione, si aggiungono le nuove spille sulle Duchesse: Isotta D’Este, Battista Sforza, Elisabetta Gonzaga, Elonora Gonzaga, Vittoria Farnese, Livia Della Rovere e Claudia De’ Medici. Questi gioielli fanno rivivere le dinastie su lastre di argento, tra cornici d’oro e acciaio, incise ed ornate da pietre in un dialogo con professionisti e artigiani che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera orafa con piccoli dipinti, rimandando alla creatività delle botteghe rinascimentali.
Daniela Banci, invece, svolge la sua ricerca artistica partendo dallo Studiolo del Palazzo Ducale di Urbino, l’ambiente più intimo dell’edificio, lasciandosi ispirare dagli Uomini illustri dello Studiolo, filosofi, poeti, scienziati, uomini di ingegno, dottori della Chiesa, esempi di virtù per il Duca, e dalla personalità di Federico da Montefeltro, dalla sua cultura, dalle sue scelte intellettuali ed estetiche. I Duchi di Urbino si fecero eredi di quell'imponente passato che fu la tradizione classica, divenendone a loro volta traduttori. Nel Palazzo Ducale di Urbino la dialettica eredità – tradizione - innovazione diviene paradigma compiuto del principio spirituale chiamato Europa nello Studiolo del Duca. Per raccogliere il periodo storico, l’artista modella i suoi preziosi e le collane diventano manifesto della collezione che narra 200 anni dell’intera casata per mezzo di argento, oro bianco e giallo e cristallo di rocca: un omaggio alla dinastia Montefeltro.
Quello delle sorelle Banci è un omaggio alla loro terra d’origine, punto di partenza di molte relazioni fino allo sviluppo della ricerca sul gioiello contemporaneo, in una evoluzione che è andata di pari passo alla storia del Bel Paese e della sua arte. Entrambe laureate in architettura, nel riflettere sulle loro origini, hanno compiuto un percorso retrospettivo e introspettivo che ha arricchito il loro linguaggio espressivo, elaborando la storia di Urbino attraverso approfondimenti e riflessioni.
«La mostra Nostalgia di futuro - dice l’Assessore alla Cultura del Comune di Urbino Lara Ottaviani - presenta le creazioni orafe di Daniela e Marzia Banci nelle sale del Castellare di Palazzo Ducale a Urbino, luogo simbolo del Rinascimento e della stagione più alta dell’Umanesimo. In questo contesto straordinario, i loro gioielli dialogano con la cultura rinascimentale urbinate: non semplici oggetti preziosi, ma opere frutto di ricerca, che intrecciano storia, filosofia, simboli e architettura. Il lavoro delle due orafe trova così una naturale consonanza con il pensiero e l’armonia artistica che hanno reso Urbino uno dei centri più luminosi del Rinascimento».
«È all’eredità culturale urbinate che la ricerca delle sorelle Banci guarda con consapevolezza critica. I loro gioielli non si limitano a tradurre iconografie in scala preziosa. Essi operano una trasposizione concettuale: la materia diventa racconto, il metallo assume densità simbolica, la pietra incastonata evoca una stratificazione di memorie. Le micro-architetture che condensano storia, filosofia e territorio. L’oro e l’argento dialogano con metalli ossidati, con superfici incise, con pietre dure che rimandano alla geografia marchigiana. È una riflessione sul presente: sulla possibilità di coniugare identità e apertura, radicamento e visione. La Nostalgia è riconoscimento di una radice feconda; il Futuro è compito culturale: un progetto politico e artistico dalle nuove prospettive». Luigi Gallo, direttore Galleria Nazionale delle Marche