La guarigione nel colore: l'universo artistico di Maria Cristina Donna tra astrattismo e resilienza. L'intervista

Fattitaliani


In questa intensa intervista di Andrea Giostra, scopriamo il mondo di Maria Cristina Donna, un'artista contemporanea che ha fatto della terapia del colore e della resilienza il cuore pulsante della sua ricerca visiva. Figlia d'arte, Maria Cristina intreccia le sue radici profonde nel Sud Italia con le suggestioni vibranti dell'America Latina, dando vita a un linguaggio astratto e materico unico nel suo genere.

Il suo percorso non è solo accademico o professionale, ma profondamente umano: dall'impegno come guardia cinofila per il recupero degli animali maltrattati, alla folgorazione per l'uso curativo del colore nelle periferie brasiliane. Le sue opere, che spaziano dalla pittura fluo al restauro creativo delle ceramiche di Caltagirone, non sono semplici oggetti estetici, ma veri e propri "luoghi curativi" per l'anima e la mente.

Attraverso le sue parole, l'artista ci invita a riflettere sul concetto di bellezza come semplicità e sull'arte come strumento universale per trasformare il vissuto doloroso in elevazione spirituale. Un viaggio tra Roma, la Sicilia e il Brasile, guidato da una donna che vive l'arte come un equilibrio perfetto tra realtà fisica e metafisica.

Ciao Maria Cristina, benvenuta e grazie per avere accettato il nostro invito. Ai nostri lettori che volessero conoscerti quale artista delle arti visive e scultore, cosa racconteresti di te?

Grazie a voi per il vostro invito. Sono un’artista contemporanea profondamente innamorata del colore e di ciò che esso ci trasmette. Utilizzo i colori come forma di resilienza poiché sono fermamente convinta del loro potere curativo, per la nostra anima e la nostra mente.

… chi è invece Maria Cristina Donna della quotidianità? Cosa ci racconti di te della tua vita al di là dell’arte e del lavoro?

Io sono innanzi tutto una mamma che ha fatto un percorso di crescita con i propri figli e che ora ha più tempo libero per dedicarsi alle proprie passioni che sono lo sport, l’arte e l’amore per gli animali, per la cura dei quali ho acquisito nel tempo diverse competenze seguendo un percorso formativo che mi ha permesso di diventare una guardia cinofila impegnata sul maltrattamento degli animali e il loro recupero.

Come è nata la tua passione per l’arte e per le arti visive in particolare? Quale il tuo percorso professionale, esperienziale, accademico e artistico che hai seguito?

Sono figlia d’arte, mio padre era un artista di ispirazione impressionista e uno scultore, sono cresciuta quindi in un contesto dove l’arte si respirava quotidianamente. La mia esigenza personale di comunicare la mia creatività e interiorità la traduco e canalizzo nelle mie opere di ispirazione astratta.

Come definiresti il tuo linguaggio? C’è qualche artista al quale t’ispiri?

La libertà del mio linguaggio proviene dalla mia interiorità e dal mio vissuto, molto spesso l’arte è la cura dei dolori delle esperienze pregresse ed è esattamente questa la fonte della mia aspirazione. Credo che attraverso l’esperienza di un vissuto doloroso e di percorsi difficili che la vita ci presenta, si possa trarre ispirazione ed essere elevati a pensieri superiori anche di natura spirituale che l’arte consente di tradurre in un linguaggio universale comprensibile a tutti.


Tu hai sviluppato una tecnica pittorica personale e molto particolare, utilizzando il colore forte, vivace, brillante e opere che richiamano la Sicilia, i suoi colori e la sua arte. Ci racconti questo percorso, come sei arrivata a questa definizione artistica, e poi quali gli strumenti che utilizzi, i materiali? Insomma, raccontaci di questo tuo modo di creare e di fare arte.

L’ispirazione del mio progetto arriva durante uno dei miei viaggi in America Latina, un luogo che amo in particolar modo dove la bellezza naturale e la gentilezza delle persone hanno suscitato un forte impatto emotivo ed interiore su di me, al punto da volerne imparare la lingua. La mia ispirazione sui colori deriva in particolar modo dal Brasile, dove tutto è magia e dove l’arte visiva è totalmente impattante. In occasione di una visita in alcuni sobborghi poveri delle città sono stata colpita da come l’utilizzo del colore venisse utilizzato come forma di resilienza e su come quest’ultimo esercitasse un effetto curativo sull’animo delle persone. Tornata in Italia mi sono dedicata allo studio del colore intenso, in modo particolare quello fluo ed opaco. La scelta di utilizzare delle ceramiche nel mio lavoro è stata inizialmente casuale, anche se personalmente non credo che tutte le cose accadano per caso, penso che tutto abbia una motivazione. Tengo molto alla terra del sud Italia, terra di origine dei miei nonni e dove sono cresciuta nei periodi estivi della mia infanzia, momenti della mia vita che non potrò mai dimenticare grazie agli immensi valori li acquisiti. Le sculture di ceramica di Caltagirone da me utilizzate, che restauro e dipingo con colori acrilici fluorescenti opachi, è anche un modo di conferire visibilità a qualcosa che appartiene a questi luoghi da me amati profondamente.

Quali sono, secondo te, le qualità, i talenti, le abilità che deve possedere un artista per essere definito tale? Chi è “Artista” oggi secondo te?

Esistono svariate forme di arte che rispetto pur non rispecchiando la mia mentalità ed il mio gusto. Credo che l’artista abbia il potere di colpire lo spettatore nella sua interiorità e credo altresì che l’arte abbia il potere di influire su cambiamenti dello stato d’animo delle persone. Ritengo che l’artista sia colui che crea un progetto senza curarsi dell’aspetto lucrativo dello stesso ma semplicemente voglia arrivare a colpire la naturalezza dell’animo umano.

Ci racconti un episodio bello e che ti ha fatto piacere che hai vissuto nella tua esperienza artistica e un episodio che ti è molto dispiaciuto?

In linea generale la vita ci pone di fronte degli ostacoli ma questo ci stimola ad andare avanti, ad affrontarli e a superarli rendendoci più forti ed intraprendenti.

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita artistica e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che hai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

Nel mio percorso lavorativo fortunatamente ho avuto sempre esperienze positive e di grande soddisfazione, mi ritengo molto fortunata! Essermi potuta confrontare con altri artisti ha arricchito profondamente il mio bagaglio formativo, inoltre anche sul profilo umano abbiamo instaurato ottimi e proficui rapporti di scambio e a volte ne è nata anche un’amicizia.

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Il mio concetto di bellezza è assai complesso e spazia dall’autenticità di una persona come concetto interiore alla forma più semplicemente estetica. In ambedue le ipotesi non si può prescindere da due qualità fondamentali, umiltà e gentilezza, doti che per me elevano moralmente l’essere umano. Quindi per me la bellezza si esprime nel concetto di semplicità.

«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua arte e nelle tue opere?

È un concetto che mi rispecchia pienamente. La vita e le esperienze vissute mi hanno portato ad una notevole maturazione interiore tale da rendermi capace di scindere perfettamente il fisico dal metafisico e di operare una selezione importante tra ciò che desidero e dove mi voglio indirizzare. Naturalmente l’amore è una parte fondamentale della mia vita, è un concetto spirituale ed estremamente rappresentativo nel mondo dell’arte, è pura ispirazione!

Gli autori e i libri che, secondo te, andrebbero letti assolutamente quali sono? 

Come detto amo l’America latina (Brasile) e vivendo lì in alcuni periodi dell’anno ho avuto modo di apprezzare la loro cultura attraverso le letture di autori come George Amado che evidenzia molti aspetti politici del paese. Consiglierei inoltre, Federico Fagin autori di libri sulla spiritualità e scienza, due temi che mi appassionano,

Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere assolutamente? 

Certamente! “Matrix” per me è un esempio di genialità e creatività; “Il ragazzo che catturò il vento” lo trovo pazzesco, l’esempio sempre attuale di come la necessità sprigioni la creatività.

Ci parli dei tuoi imminenti impegni professionali, dei tuoi lavori e delle tue opere in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnata?

Attualmente sono in procinto di trasferirmi in Brasile dove ho dei progetti dei quali però non voglio parlare al momento. Ho concluso da poco degli eventi che mi hanno dato molta soddisfazione come, ad esempio, un impegno culturale–scientifico presso gli Horti Sallustiani a Roma, partecipazioni presso la Camera dei Deputati come relatrice sul colore, e al museo Maxi di Roma un evento legato alla cinematografia Italiana.

Una domanda difficile: perché i nostri lettori dovrebbero comprare le tue opere? Prova a incuriosirli perché vadano nei portali online o vengano a trovarti nel tuo atelier di per comprarne alcune.

Le mei opere inducono armonia e serenità, sono in grado di creare un ambiente accogliente e piacevole, un luogo curativo per anima e testa grazie al potere del colore e delle sensazioni che sprigionano.

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

https://www.facebook.com/mariacristina.galati.1

instagram: cristinagalati.arte

mail: mariacristinagalati@icloud.com

Per concludere questa chiacchierata, cosa vuoi dire alle persone che leggeranno questa intervista?

Suggerirei a tutti di seguire ed appassionarsi ad ogni forma di arte, è un mondo che arricchisce la mente e lo spirito, consente di elaborare le proprie esperienze interiori ed è uno strumento per sviluppare un’intelligenza emotiva e la comprensione di sé stessi.

 

Maria Cristina Galati

https://www.instagram.com/cristinagalati.arte/

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