Giarre, il 28 marzo al Duomo ‘La Via Crucis Siciliana’ di Luigi Di Pino: musica, poesia e immagini in quindici stazioni

 


Il Duomo di Giarre si prepara ad accogliere, sabato 28 marzo, alle ore 20.00‘La Via Crucis Siciliana ’, ideata dal cantastorie Luigi Di Pino. Lo spettacolo, patrocinato dall’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e dal Comune di Giarre, si sviluppa attraverso quindici stazioni, accompagnate da quadri realizzati dallo stesso Di Pino, compositore delle musiche originali e autore dei testi poetici in sestine di endecasillabi. Ne nasce un’esperienza immersiva che rilegge la Via Crucis attraverso il linguaggio del cantastorie, portandola dentro una dimensione contemporanea senza perdere il legame con la spiritualità popolare siciliana. In scena, insieme a Luigi Di Pino, l'orchestra Camera Ensemble composta da: Alessandro Strano al pianoforte, Federica Di Bella al flauto traverso e alla voce, Claudio Spoto all’oboe, Dario Spina e Martina Ferlito ai violini, Valeria Strano alla viola, Marco Laudani al violoncello, Rosario Tomarchio al contrabbasso, Gino Catanzaro alle percussioni, con la partecipazione della Corale Polifonica Jonia, diretta dal maestro Giuseppe Cristaudo. Gli arrangiamenti musicali sono curati dal maestro Alessandro Strano, che ricopre anche un ruolo centrale nella direzione artistica dell’opera. Ad introdurre la serata sarà il giornalista Mario Pafumi.
 
L’opera si configura come un momento di riflessione collettiva in cui la dimensione rituale della Via Crucis viene interpretata attraverso un linguaggio accessibile, rispettoso e capace di dialogare con il pubblico contemporaneo. Musica, immagini e poesia costruiscono un percorso che valorizza la tradizione siciliana e la sua capacità di rinnovarsi nel tempo. “Con questa Via Crucis – spiega Luigi Di Pino – ho voluto raccontare la Sacra Passione attraverso il linguaggio che mi appartiene, quello del cantastorie, unendo poesia, musica e immagini. È un lavoro che nasce dalla tradizione siciliana, ma che parla anche al presente, perché il dolore, la speranza e la fede sono sentimenti universali. L’obiettivo è coinvolgere il pubblico in un momento di riflessione profonda, ma anche di bellezza, attraverso un racconto che appartiene alla nostra Cultura e alla nostra identità”. Lo spettacolo, della durata di circa cinquanta minuti, si annuncia come uno degli eventi culturali e spirituali più significativi del periodo quaresimale.
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