Fondazione Palazzo Magnani, un grande 2026 tra fotografia, design e arte

Fattitaliani

 

Denis Santachiara, Marocchino 2001

La Fondazione Palazzo Magnani presenta la programmazione 2026, un percorso culturale che attraversa linguaggi, epoche e visioni, intrecciando fotografia contemporanea, approfondimento storico-artistico e design in un calendario capace di valorizzare e rinnovare l’offerta culturale di Reggio Emilia.

 

Il fulcro della stagione primaverile è la XXI edizione di Fotografia Europea, in programma dal 30 aprile al 14 giugno. Il festival, promosso in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna, si svilupperà attorno al tema Fantasmi del quotidiano, filo conduttore delle mostre curate da Arianna CataniaTim ClarkLuce Lebart e Walter Guadagnini. Le esposizioni saranno allestite ai Chiostri di San Pietro, a Palazzo da Mosto, alla Chiesa di San Carlo e, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio dell’Emilia, a Palazzo Scaruffi. Accanto alle mostre, il programma includerà un ricco calendario di conferenze, letture portfolio, workshop e spettacoli gratuiti.

 

Nel mese di maggio, l’attività della Fondazione si rivolgerà alla formazione e alla partecipazione dei più giovani. Dall’8 al 10 maggio, Reggio Emilia accoglierà il festival del mensile Internazionale Kids, una tre giorni dedicata all'informazione e all'attualità per ragazzi, strutturata attraverso incontri con giornalisti, scrittori e illustratori. Nel weekend dal 22 al 24 maggio, in collaborazione con le istituzioni educative della città, si terrà la XX edizione di Reggionarra, dedicata ai più piccoli, attraverso racconti, narrazioni e spettacoli teatrali in diverse sedi cittadine. Durante i mesi estivi, la programmazione proseguirà con Restate, il palinsesto di eventi, concerti e rassegne realizzati in sinergia con il Comune di Reggio Emilia e le principali istituzioni culturali del territorio, negli spazi dei Chiostri di San Pietro e Palazzo da Mosto, oltre che nelle piazze.

La ripresa di settembre vedranno i Chiostri diventare per due giorni la capitale della giovane ricerca filosofica italiana, ospitando la XXXV edizione del Convegno Nazionale dei dottorati di ricerca in filosofia realizzato grazie alla collaborazione con UniMoRe, Dipartimento di Educazione e Scienze Umane (DESU).

 

La programmazione espositiva autunnale riprenderà con un focus sulla fotografia di ricerca. I Chiostri di San Pietro ospiteranno "Eveningside" (3 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027) una retrospettiva dedicata al fotografo statunitense Gregory Crewdson. Curata da Jean-Charles Vergne e realizzata in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, l’esposizione raccoglierà il nuovo ciclo di immagini narrative di Crewdson, realizzate in bianco e nero ad alta definizione e ambientate sullo sfondo della provincia americana, sospesa in una dimensione ambigua e fuori dal tempo. Attraverso questa serie di scatti Crewdson esplora momenti di contemplazione entro i confini della vita quotidiana, nei luoghi di lavoro e negli spazi adiacenti, indagandone la dimensione psicologica e sociale con una tecnica di derivazione cinematografica, in bilico tra realtà e finzione. Nato da una committenza originale delle Gallerie d'Italia – Torino nell’ottobre 2022, nell'ambito delle Travelling Exhibition del museo alcuni nuclei di fotografie sono state successivamente esposte a Rencontres Photographiques d'Arles, Francia (2023), al VB Photography Center di Kuopio, Finlandia (2024), al Museo Nazionale della Fotografia Marubi - Scutari, Albania (2024), al Musée de la Photographie di Charleroi, Belgio (2025).

 

A metà novembre, la riapertura del rinnovato Palazzo Magnani sarà segnata da un evento espositivo di grande rilievo: Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij (14 novembre 2026 – 14 marzo 2027), curata da Roberto CrestiEmilio Ferrario e Valentina Parisi. Più che una semplice mostra, il progetto si configura come un viaggio immersivo alle origini di una rivoluzione dello sguardo, capace di ridefinire radicalmente i concetti di spazio e tempo nella cultura visiva del primo Novecento.

Al centro si colloca il pensiero polifonico di Pavel Florenskij, figura chiave del Novecento, tanto poco conosciuta quanto sorprendentemente attuale, assunto come lente interpretativa attraverso cui rileggere alcune tra le più audaci sperimentazioni artistiche del secolo. Il percorso espositivo costruirà un dialogo inedito tra la profondità spirituale della tradizione delle icone russe e le ricerche delle avanguardie storiche, mettendo in relazione dialettica opere di Vasilij KandinskijPaul KleeKazimir Malevič e degli artisti della scuola suprematista. Ne emergerà una narrazione “a tre voci” — astratta, lirica e mentale — capace di superare i confini del visibile, dove l’arte diventa strumento di accesso a dimensioni altre, come la quarta dimensione: invisibili, ma profondamente percepibili. In continuità con le importanti indagini già dedicate dalla Fondazione Palazzo Magnani a figure come M. C. Escher (2013) e Piero della Francesca (2015), la mostra approfondirà il superamento della prospettiva lineare, aprendo a nuove possibilità di rappresentazione, in cui lo spazio si espande e il tempo si trasforma. Il progetto espositivo — arricchito da opere provenienti da importanti istituzioni europee, tra cui il Klee Zentrum di Berna, la Collezione Costakis di Salonicco, la collezione di icone bizantine di Banca Intesa di Vicenza, oltre che da raccolte private — non si limiterà a raccontare la storia dell’arte, ma sarà un invito per il pubblico a varcare una soglia, tra il visibile e l’invisibile.

 

A completare l'anno, Palazzo da Mosto ospiterà una mostra monografica dedicata a Denis Santachiara, designer originario di Campagnola Emilia e attivo a livello internazionale. Il percorso espositivo, curato da Chiara Alessi, documenterà l'attività del designer attraverso una selezione di progetti, prototipi e video: una parata di concetti che Santachiara ha sviluppato nel corso della sua lunga attività internazionale e che vengono esposti per la prima volta in una mostra antologica. “Denis Santachiara- Estasi dell’artificio, design dal 1966” (12 dicembre 2026 – 29 marzo 2027) sarà un viaggio tra le sue visioni progettuali, che investono la fenomenologia della merce e del vivere quotidiano, l’interior design, l’arte e l’architettura tra ricerca artistica, nuove tecnologie e produzione industriale.

 

La programmazione 2026 restituisce ampiamente l’identità della Fondazione Palazzo Magnani, capace di coniugare radici e contemporaneità, ricerca e produzione, valorizzazione del patrimonio locale con progetti di respiro europeo. Un percorso che, attraversando linguaggi diversi, invita il pubblico a guardare il presente con occhi nuovi e a riconoscere nell’esperienza culturale uno spazio vivo di scoperta, relazione e immaginazione. 

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