Tra l’istinto e la ragione è un album costruito sul conflitto tra impulso e riflessione. Fil non cerca di risolvere questa tensione, ma la trasforma nel cuore del disco: istinto e ragione convivono, si contraddicono e si influenzano continuamente.
I brani raccontano relazioni, fragilità e scelte incompiute: dal ritorno emotivo di “Naturalmente ritorni” alla complessità dell’amore in “Il giardino dell’amore”, fino alla responsabilità personale de “L’artefice”. In pezzi come “Spettatori” emerge il rischio di restare passivi, mentre “Sospiro” e “Dicembre” accettano l’attesa e la stasi come forme di consapevolezza. Altri momenti, come “XXX Lovers” e “Timida luna”, esplorano invece l’abbandono all’istinto e la perdita di equilibrio.
Nel
complesso, l’album rivendica la libertà di restare in bilico tra opposti senza
cercare una soluzione definitiva. Fil firma così un lavoro coerente proprio
nella sua instabilità, capace di raccontare con sincerità le contraddizioni
emotive del presente.
Il
singolo affronta il ritorno di un amore che destabilizza: è un tema che
attraversa tutto il disco?
In parte sì, cercando di capire come affrontare l'amore senza troppe sofferenze emotive.
Come
cambia il tuo modo di raccontare l’amore da un brano all’altro dell’album?
Raccontando dinamiche diverse attraverso generi musicali diversi.
Ti
sei mai fermato durante la scrittura chiedendoti se stessi esponendoti troppo?
È il mio modo di scrivere e raccontare che mi porta a espormi. È un mio modo per aprirmi al mondo.
Quale
canzone del disco senti più vicina emotivamente al brano titolo?
"Naturalmente ritorni "parla dell’accettazione del ricordo anche se in parte può fare soffrire.
Cosa
speri che resti all’ascoltatore dopo aver ascoltato singolo e album insieme?
Una bella
esperienza, come in fondo ci piacerebbe fosse la vita, fatta dei suoi alti e
bassi,
Cambi
repentini e spesso inaspettati.

