Convegno tenutosi martedì 3 marzo 2026
Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato
“Giovanni Spadolini”, Roma
Si è svolto nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato
“Giovanni Spadolini” il convegno “Sana e Salva – Quando lo Sport salva la
vita”, promosso dal Senatore Marco Scurria con il patrocinio del Senato
della Repubblica. L’evento ha rappresentato un momento di alto profilo
istituzionale dedicato alla prevenzione della violenza di genere,
mettendo al centro la tutela dei diritti delle donne e il benessere
psicofisico.
Il
convegno ha visto anche la presentazione del progetto “Sana e Salva – Quando
lo Sport salva la vita”, che porta lo stesso nome dell’incontro
istituzionale, nato per creare una rete nazionale di protezione e supporto
alle donne. Istituzioni, associazioni e sportivi uniti per creare questa
rete in tutta Italia, di protezione alle donne e promuovere lo sport come
strumento di libertà e rinascita.
Il
progetto è realizzato grazie alla partnership tra il Movimento Sportivo
Popolare Italia e Salute Plus APS, ente del Terzo Settore che
promuove la cultura della prevenzione socio-sanitaria e la tutela delle fasce
più deboli; quest’ultimo fornirà servizi gratuiti di ascolto psicologico h24
e assistenza legale.
Il Movimento
Sportivo Popolare Italia (MSP Italia) è un ente riconosciuto dal CONI
e dal Ministero dell’Interno, attivo da oltre cinquant’anni nella
diffusione dello sport come strumento di inclusione, educazione e salute
sociale. MSP Italia conta oggi oltre un milione di tesserati e circa
cinquemila associazioni affiliate in tutta Italia.
L’iniziativa
mira a rafforzare il dialogo tra istituzioni, centri antiviolenza e
associazioni sportive, utilizzando lo sport come strumento di libertà,
dignità e rinascita. L’attività fisica diventa uno spazio di empowerment,
dove imparare a rialzarsi, reagire e difendersi, contribuendo alla tutela della
persona in ogni fase della vita.
Simbolo
del progetto è l’Ombrello Rosa,
che sarà distribuito in tutta Italia – nelle scuole, nelle palestre, nelle
piazze, nei teatri e negli ospedali – come segno tangibile di protezione e
vicinanza. Ogni ombrello riporterà i contatti SOS e il messaggio di
MSP Italia – WMN 3.2 e Salute Plus APS: «Nessuna donna deve sentirsi sola,
mai».
Ieri,
prima del convegno, in Piazza della Minerva si è svolta una passeggiata
simbolica alla quale hanno partecipato le istituzioni, i rappresentanti
delle associazioni e molti altri, tutti con gli ombrelli rosa aperti: un
gesto che ha inaugurato un percorso nazionale volto a offrire sostegno
concreto alle donne e a diffondere la cultura della prevenzione e della
solidarietà.
L’ombrello
aperto diventa così un segno riconoscibile di protezione e vicinanza:
uno scudo che ripara, un abbraccio simbolico e insieme un messaggio di libertà.
Il colore rosa, tradizionalmente associato all’universo femminile, ne rafforza
il valore identitario.
Durante
l’incontro è stata anche presentata ufficialmente la Consulta Nazionale del
Movimento Sportivo Popolare Italia (MSP Italia). La Consulta, presieduta
dal Senatore Marco Scurria, ha l’obiettivo di elaborare linee guida e
iniziative strategiche per rafforzare la promozione sportiva e sociale,
traducendo i valori dello sport in azioni concrete a tutela della persona.
Ha
aperto il convegno il Senatore Marco
Scurria, Vice Capo Gruppo Fratelli
d’Italia, Presidente della Consulta
Nazionale MSP Italia, ed ha dichiarato: «Questa iniziativa dimostra come
lo sport possa essere uno straordinario strumento di inclusione, coesione e
crescita sociale. In un momento storico segnato da divisioni, vogliamo
rilanciare i valori autentici dello sport: rispetto, solidarietà e partecipazione.
Lo sport rappresenta un linguaggio universale capace di unire, superare le
differenze e costruire relazioni positive.»
Dopo
l’intervento del Senatore Scurria, hanno preso la parola i rappresentanti delle
istituzioni, sottolineando la rilevanza sociale e politica del progetto:
Onorevole Fabio Rampelli, Vicepresidente della
Camera dei Deputati: «Lo sport non è solo
competizione, ma educazione al rispetto e alla responsabilità. Insegna ai
giovani a mettersi in gioco, a migliorarsi, a confrontarsi lealmente con gli
altri. Investire nello sport significa investire nella formazione delle nuove
generazioni e nella qualità delle relazioni sociali. Iniziative come questa
rappresentano un messaggio concreto di speranza e fiducia nel futuro.»
Senatore Lucio Malan, Capogruppo Fratelli
d’Italia: «Lo sport è una
straordinaria scuola di vita: insegna che nulla si ottiene senza sacrificio e
che dalle sconfitte si può ripartire con determinazione. Rispetto di sé e degli
altri, sono valori fondamentali che l’attività sportiva trasmette
quotidianamente, soprattutto ai giovani.»
Senatrice Daniela Sbrollini, Segretaria della
Presidenza del Senato e Presidente Italian Wellness Alliance:
«Questo progetto dimostra che lo sport non ha colore politico: è uno
strumento trasversale per difendere la dignità della persona, prevenire
violenza e discriminazione e creare reti di protezione sociale. Investire su
bambini, ragazzi e donne significa educare al rispetto reciproco e offrire
sostegno concreto a chi vive fragilità.»
Senatrice Elena Murelli: «Lo sport è essenziale per il benessere fisico,
psicologico e sociale. Nelle scuole può diventare un presidio contro il disagio
giovanile, insegnando a gestire lo stress, affrontare difficoltà e reagire alle
sconfitte. È anche palestra di cittadinanza, promuovendo inclusione, rispetto
delle regole e senso di comunità.»
Sono
poi intervenuti i relatori a presentare il progetto:
Gian Francesco Lupattelli, Presidente Nazionale
MSP Italia: «Sana e Salva non è
soltanto una iniziativa di sensibilizzazione, ma un richiamo solenne alla
responsabilità delle istituzioni nel garantire la piena tutela dei diritti e
della dignità delle donne. Affrontare con determinazione il tema della violenza
di genere significa rafforzare i valori fondanti della Repubblica: rispetto,
libertà e giustizia. Su questo impegno le istituzioni sono chiamate a dare un
segnale chiaro e unitario, affinché nessuna donna si senta sola e la libertà
sia davvero un diritto garantito a tutte.»
Cristina De Simone, Responsabile del progetto: “Il progetto Sana e Salva quando lo sport salva
la vita, vuole coniugare insieme sport, donne e istituzioni per creare una rete
in cui la violenza di genere trovi una sua risposta che comprenda difesa,
protezione, tutela e rinascita. Sarà compito della Consulta, attraverso le
manifestazioni del Movimento Sportivo Popolare Italia, diffondere questo
messaggio in maniera capillare, offrendo un contributo reale per far sì che
nessuno si senta solo. Abbiamo infatti in programma, per il prossimo autunno,
degli eventi sul territorio, affinché la pratica sportiva possa avvicinare chi
si sente in pericolo e chi ha bisogno di aiuto.”
Barbara Eboli, Responsabile Crowdfunding del progetto e
membro della Consulta Nazionale MSP Italia: «In
un momento difficile della mia vita, un medico illuminato, il dottor Distani
qui presente, mi consegnò una prescrizione insolita: nessun farmaco, solo un
invito — “Ricomincia a fare sport”. È stata una delle terapie più efficaci che
abbia mai seguito, perché lo sport non è soltanto attività fisica: è
equilibrio, forza e ricostruzione. Per le donne che hanno subito violenza, può
diventare uno spazio sicuro in cui ritrovare se stesse, recuperare fiducia e
riscoprire la propria forza.»
Arianna Tarquini, Presidente Salute Plus APS: «Non solo sensibilizzazione, ma azioni concrete:
offriamo supporto psicologico e legale gratuito alle donne vittime di violenza
e promuoviamo lo sport come strumento di rinascita e autonomia. Fare rete è la
chiave per trasformare l’impegno in risultati reali.»
Alessandra Caligaris, Segretario Nazionale MSP
Italia: «Sana e Salva,
quando lo sport salava la vita è un impegno concreto delle istituzioni e della
società civile per affermare un principio fondamentale: ogni donna ha diritto
alla salute, alla sicurezza e alla libertà di movimento. La maratona simbolica
che ha attraversato il cuore di Roma e il successivo confronto presso la
Biblioteca del Senato rappresentano un segnale chiaro: la prevenzione della
violenza di genere è una responsabilità condivisa, che unisce sport, diritto,
medicina e istituzioni. Non basta proteggere le donne quando il danno è già
avvenuto. Dobbiamo costruire una cultura della prevenzione, del rispetto e
della libertà. Essere qui oggi significa affermare che la tutela dei diritti
delle donne non è un tema secondario, ma una priorità nazionale. E su questo,
non arretreremo di un passo.»
Nel
corso del convegno è stato anche approfondito il ruolo e il valore dello sport
come strumento di prevenzione primaria della violenza e di supporto nei
percorsi di cura post-trauma. Le evidenze scientifiche internazionali
dimostrano che l’attività fisica regolare riduce ansia e depressione del
25–30%, rafforza resilienza, autostima e percezione di sicurezza
personale — fattori protettivi fondamentali contro condizioni di
vulnerabilità. Studi clinici indicano inoltre che l’esercizio fisico
contribuisce a ridurre i sintomi da stress post-traumatico e a
migliorare il recupero emotivo. Sul piano medico-preventivo, le donne
fisicamente attive registrano una riduzione della mortalità complessiva tra
il 20% e il 30% e un minor rischio di tumore al seno.

