“Sanremo e la classifica del tempo”. La storia di cento canzoni incoronate vincitrici nel corso del tempo



di Antonino Muscaglione

'Sanremo e la classifica del tempo' è il nuovo libro scritto da Marco Rettani e Nico Donvito edito da Azzurra Music. Con questo libro Rettani e Donvito introducono con una chiave di lettura alternativa cento canzoni che, pur non vincendo il Festival di Sanremo, pur non portandosi a casa la mitica statuetta con la palma, ne hanno fatto la storia.

'Una chitarra, cento illusioni' cantava Mino Reitano, parafrasando quel titolo mi viene da dire “cento canzoni, cento interviste”, infatti sono cento le interviste che raccontano le cento canzoni selezionate dai due autori. «Cento canzoni, cento storie» – ci racconta Nico Donvito – «Siamo andati alla ricerca dei motivi più popolari e cantabili, ma anche degli aneddoti più curiosi e speciali. Ci siamo lasciati travolgere dalla musica di vari decenni, per poi scoprire che l’ultima parola ce l’ha sempre il tempo».

Uno di questi aneddoti ce lo racconta, durante la presentazione del libro al Bobino di Milano, Tony Vandoni, storico direttore artistico musicale di Radio Italia. Vandoni ci racconta una storia legata alla canzone 'Spunta la luna dal monte' presentata a Sanremo nel 1991 dai Tazenda e dal grande Pierangelo Bertoli, ci racconta che all'epoca era cosa poco gradita portare un disabile per i dirigenti Rai in una prima serata di Rai1 e a maggior ragione al Festival di Sanremo, ci riporta la sua emozione quando Bertoli, al termine dell'esecuzione del brano rientrò con la sua carrozzina sul palco per accogliere l'applauso della platea e la standing ovation.

Il volume ripercorre, attraverso interviste e testimonianze, le storie di cento canzoni del Festival che non hanno vinto ma che nel tempo sono diventate autentici classici della canzone italiana.

Tra i brani raccontati: Papaveri e papere; 24 mila baci; Il ragazzo della via Gluck; La voce del silenzio; Piazza grande; Maledetta primavera; Sarà perché ti amo;  Felicità e tante altre, canzoni che hanno perso una gara, conquistando generazioni di ascoltatori.

Sul palco durante la presentazione del libro ci sono, oltre gli autori, due artiste che hanno fatto anche loro la storia del Festival: Mietta e Silvia Salemi, quest'ultima qui presente in veste di moderatrice dell'incontro, ruolo che ricopre con disinvoltura e simpatia, del resto l'ha inventata lui, sì, il Pippo nazionale che l'ha presentata per la prima volta tra le nuove proposte nell'edizione del 1996.

A proposito di Pippo Baudo, Donvito ci tiene a ricordare che questo libro è dedicato a lui, oltre che al maestro Beppe Vessicchio, scomparso recentemente.

«Ho sempre pensato» – racconta Rettani – «che la vera vittoria di una canzone sia riuscire a restare. Restare nei ricordi, nelle ferite, nelle gioie, nelle partenze, nei ritorni. Questo libro è un atto d’amore verso quelle canzoni che il tempo ha saputo premiare meglio di qualsiasi giuria».

Il libro si apre con tre preziose introduzioni composte da contributi originali e generosi di Renzo Arbore, Peppe Vessicchio e Vincenzo Mollica, che offrono uno sguardo personale e appassionato sul Festival, andando oltre la dimensione competitiva.

A chiudere il volume una lettera del settembre 2024 intensa e affettuosa di Pippo Baudo dedicata alla manifestazione che ha segnato la storia della musica italiana, tra le sue ultime testimonianze rilasciate prima della scomparsa.

Il progetto nasce da un anno di ricerca approfondita, sviluppata attraverso l’esame di oltre duemila canzoni, fino alla selezione delle cento più rappresentative: si tratta di brani popolarissimi, alcuni dei quali capaci di introdurre temi nuovi o linguaggi innovativi all’interno del Festival.

Il libro ha un formato quadrato ispirato al vinile, all'interno c'è un CD speciale contenente sedici canzoni selezionate tra le cento raccontate. Ogni brano da leggere nel volume è inoltre accompagnato da un QR che consente l’ascolto diretto su Spotify, rendendo l’opera interattiva e contemporanea.

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