di Laura Gorini - Essere consapevoli di quello che si può dare all’altro, significa crescere, vivere senza odio.
È tutto pronto per la sua partecipazione a Casa Sanremo Writers per presentare La Tela Di Archimede, il suo intenso romanzo, sempre basato su temi sociali. Riccardo Mangiacapra è emozionato e non vede l'ora di vivere questa esperienza. Nel mentre ci ha donato questa lunga chiacchierata per parlare di amore, di Carnevale e ovviamente, del suo debutto in territorio sanremese come autore ma non in veste di spettatore.
Riccardo, Febbraio è arrivato. Il mese dell'Amore per antonomasia grazie a San Valentino, del Carnevale e del Festival di Sanremo. Qual è la tua classifica in ordine di importanza e come vivi i tre?
Fare una classifica tra il sentimento che muove la vita e due eventi sicuramente molto importanti ma non fondamentali nella galassia dell’esistenza è come quella pubblicità di vincere facile.
A parte le battute, l’Amore con la A maiuscola è stato il sentimento che mi ha portato a scrivere, prima le poesie e poi i miei romanzi, per cui il podio e il giorno in cui si celebra questo sentimento spetta a lui. Sanremo mi genera tanti ricordi, mia madre era genovese e mio padre che era campano ha vissuto e lavorato in quella città per qualche anno dopo la morte di mia madre e in quel luogo ha conosciuto la sua seconda moglie, per cui Sanremo non è solo la città dei fiori, ma anche la città dell’Amore. Carnevale da ragazzo l’ho vissuto con gioia fino all’adolescenza, perché essendo cresciuto a Bracciano, borgo bellissimo e celebre per il suo lago, mi ricorda i carnevali con tutto il paese in festa ad aspettare i carri, poi una volta trasferitomi nella capitale ho perso quell’atmosfera, ritrovata ora con i travestimenti di mia nipote.
Come è cambiata la tua idea dell'Amore?
Potrei dirti che non è mai cambiata, vivo l’Amore in questa fase della vita come lo vivevo da ragazzo ma questo è personale, la verità è che per me l’Amore è rispetto dell’altra persona e invece continuamente vediamo e leggiamo notizie di uomini che scambiano questo sentimento come possesso, vedi l’ultimo fatto avvenuto ad Anguillara Sabazia che mi ha particolarmente colpito perché è il paese dove vivono le mie figlie.
Sovente parlando di questo sentimento si intende a vederlo solo come quello di coppia. In realtà sarebbe molto di più. In che maniera si può arrivare a questa consapevolezza?
Vero, l’Amore ha diverse forme, lo vedo negli occhi di mia nipote quando un qualsiasi animale attraversa la sua strada o negli occhi dei volontari della Caritas o in quelli di un nipote quando guarda la Nonna e se mi permetti essendo un grande tifoso di calcio anche quando la tua squadra del cuore segna un gol.
Essere consapevoli, in linea generale, significa crescere?
Essere consapevoli di quello che si può dare all’altro, significa crescere, vivere senza odio, rispettare l’altro, Amare senza condizionamenti è crescere.
A proposito di crescita, durante il Carnevale si tende a diventare nuovamente bambini. Che ricordi ha dei Carnevali della sua infanzia e giovinezza?
Come dicevo prima, fino agli studi universitari sono vissuto a Bracciano e ricordo che in quei giorni aspettando i carri giravamo con i costumi non comprati come si fa adesso ma fatti con tanta fantasia e dalla maestria delle mamme. Mia madre non era di quelle madri che si metteva a cucire però aveva tanta fantasia e ricordo che quando avevo 13 o14 anni la costrinsi a truccarmi l’occhio come Alex il protagonista di Arancia meccanica, ero affascinato dalla divisa bianca in contrasto con la sua anima nera, il mio miglior costume di carnevale.
Si sostiene che a Carnevale ogni scherzo vale, eppure non tutte le cose che si ricevono e che vorrebbero essere viste in tale maniera, lo sono per davvero e tendono a ferirci, anche nel profondo. Tutta colpa dell'ignoranza o della cattiveria? Le due vanno a braccetto?
Non credo che si nasca cattivi è l’ambiente in cui cresci che fa diventare cattivi, l’ignoranza nel senso di ignorare le cose del mondo può contribuire ma non è solo quello, è la fame di potere, la corruzione dei soldi, l’egoismo in generale che rende cattivi senza dimenticare i cattivi maestri di vita.
Quel che di certo unisce, da tanti anni, è la Musica con la Letteratura. Difatti anche quest'anno tanti scrittori saranno presenti a Sanremo proprio i giorni della nota kermesse canora e per te si tratta di un ritorno, se non erro... Come ti stai preparando per questo nuovo impegno?
La prima volta come scrittore, l’ennesima volta come spettatore. In realtà non mi sto preparando perché arrivo dopo una serie di presentazioni ed eventi dove ho parlato del mio ultimo romanzo La tela di Archimede, però devo confessarti che l’adrenalina è tanta e anche l’emozione di vivere da dentro Casa Sanremo, tra l’altro presenterò il romanzo anche fuori contesto dell’evento in un locale di un mio amico sanremese.
Ci puoi dare qualche informazione in più?
Non dovrei dirlo perché è ancora Top secret martedì 24 potrete seguire sui social di casa Sanremo la mia intervista, Mercoledì 25 presenterò il mio libro in un locale di Sanremo. Insomma, seguite le mie pagine per sapere orari e indirizzi.
E tornato dalla città ligure, lavorerai a un nuovo romanzo? Che cos'altro bolle in pentola?
Il mio terzo romanzo, sempre su temi sociali con l’Amore come sfondo della narrazione, spero di farlo uscire quest’anno e poi a Settembre sarò presente nella giuria del premio “Vite alla pari” che promuove con borse di studio e premi, la parità di genere e inoltre per la giornata della donna l’8 Marzo sarò presente ad Agnani parlando delle donne dei miei romanzi e poi seguitemi perché ci sarà un mio programma radiofonico sui libri, insomma non bisogna perdermi di vista.

