Gianmatteo Pepe, la passione per l'esoterismo e il suo libro "I due volti dell'angelo". L'intervista

Fattitaliani

 


Gianmatteo Pepe, avvocato e scrittore, foggiano, residente a Vercelli, con il cuore a Sorrento, è appassionato di esoterismo e di tutto ciò che è legato al mistero, al "Perennialismo", cioè a tutte quelle domande esistenziali che l'uomo si è posto perennemente senza riuscire a trovare una risposta.

​E' uscito da poco il suo libro "I due volti dell'Angelo" ed. LFA Publisher, sentiamo da lui di cosa parla questo libro.

- "I due volti dell'Angelo",  è un intrigante  thriller, ambientato a Parigi, come ce lo può descrivere?

Il libro è composto da una trama interna e una trama esterna. La prima prende spunto da una storia reale. Siamo alla fine del 1800. Berenger Sauniere, un parroco di campagna di un piccolo paese nel sud della Francia, decriptando una scritta incisa su una lapide di una tomba nel cimitero attiguo alla chiesa, sotto l'altare della stessa trova delle antiche pergamene. Dopo averle studiate arriverà a scoprire qualcosa di sensazionale riguardante un immenso tesoro o la tomba di un personaggio illustre. Su questa storia vera, già piena di misteri e morti sospette, ho costruito il mio romanzo thriller di fantasia. La trama interna, invece, è relativa allo studio del nostro mondo interiore, attraverso un viaggio sincero, ma allo stesso tempo spiegato, in noi stessi.
Il titolo nasce dal contenuto del romanzo. L'eterno conflitto tra il bene e il male. La contrapposizione tra tutte le dualità che governano il nostro piano esistenziale: mente e cuore, materialità e spiritualità, ragione e istinto, fede e ateismo, scienza e fantascienza. Il messaggio che voglio trasmettere è che questo costante dualismo in cui oscilliamo tutti i giorni deve insegnarci che non esiste mai una verità assoluta, unica e oggettiva, ma che, al contrario, attraverso il dubbio, esistono una moltitudine di verità alternative. Non bisogna mai fermarsi a quella che ci viene proposta o imposta come la sola e unica verità.

- Quali sono i personaggi principali? Come ha studiato e descritto i loro caratteri?

I personaggi principali del romanzo sono due: un avvocato, studioso di misteri esoterici, che rappresenta il bene e una donna, arrampicatrice sociale senza scrupoli, che rappresenta il suo opposto: il male. Proprio per il fatto che non esiste una verità assoluta, questi due ruoli spesso si verranno a ribaltare, al punto da portare il lettore a confondersi. Alla fine della lettura, resterà con il dubbio di cosa sia realmente il bene e cosa, invece, rappresenti il male. Che siano due facce speculari di una stessa medaglia?

- Perchè ambientato a Parigi?

​Parigi, per chi conosce il mondo esoterico, rappresenta la location ideale. È la città più misteriosa e affascinante del mondo. Dal suo cuore pulsante, dalle sue strade e dai suoi edifici antichi sono nati i circoli e le associazioni esoteriche più importanti. In particolar modo verso la fine del 1800 i più grandi alchimisti e spiritualisti hanno dimorato in questa città.


- Quanto è complesso scrivere un libro thriller, dove tutte le azioni devono combaciare e tenere alta l'attenzione del lettore?

Scrivere un romanzo di questo genere è un po' come portare a termine un gioco di enigmistica. Tutto alla fine deve avere una spiegazione. Tutto deve chiudersi senza lasciare iter narrativi aperti o, peggio, senza dare una risposta esaudiente. La tensione all' interno della trama deve portare il lettore a non volersi staccare dalle pagine del libro tra un capitolo e quello successivo. Deve rapirlo al punto tale da fargli perdere la cognizione del tempo.

-  In  quali momenti della giornata ha scritto?

​In genere amo scrivere la sera. È il momento più produttivo. Nel silenzio della notte, quando il mondo rallenta i suoi ritmi frenetici e folli e l'anima si ritrova su frequenze più normali, la fantasia grida e la mente parla. In quei momenti si è capaci di gestire le stelle, il cielo.
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