Dario Distasi e il nuovo singolo “Forever”: pop, tempo e nostalgia contemporanea. L'intervista

Con “Forever”, nuovo singolo uscito il 6 febbraio, Dario Distasi esplora il confine sottile tra memoria e presente. In questa intervista per Fattitaliani, l’artista racconta un brano che nasce dal tentativo di recuperare un rapporto passato, interrogandosi sul valore reale dei ricordi e sul rischio di idealizzarli, trasformandoli in un “momento eterno” forse mai esistito davvero.

Musicalmente, “Forever” fonde chitarre acustiche ed elettronica in una scrittura pop dal respiro internazionale, influenzata dal percorso di Distasi tra jazz, britpop e produzione americana. A completare il progetto, un lyric video realizzato con l’intelligenza artificiale che riflette sul tema del tempo e sulla percezione di ciò che è stato.


Il 6 febbraio è uscito "Forever", un brano che esplora il confine tra memoria e presente. Com’è nata l’ispirazione per questo pezzo e cosa rappresenta per te l’idea di un "momento eterno" in cui si è stati felici?

In “Forever” scrivo di un processo con il quale due persone cercano di recuperare un rapporto passato, cercando di capire se stanno solo tendendo a mitizzarlo o meno.

Senz’altro basato sul rimpianto, ma con il dubbio che sia rimasto qualcosa di importante, che forse vale la pena recuperare.

La scintilla nasce dalla nostalgia che ci circonda, ad esempio il ritorno degli anni 2000 (stile, serie TV, musica), che ho voluto portare su un piano diverso.

Per questo singolo hai scelto un approccio visivo innovativo utilizzando un lyric video basato sull’intelligenza artificiale. Come è nata l’idea di far "interpretare" la tua storia dall'IA e che tipo di dimensione aggiunge al significato del brano?

Per tutto il mio materiale, ho sempre girato video tradizionali anche perché sono un appassionato di cinema e di video musicali. Girarne uno mi porta in un’altra dimensione, è un mondo che mi affascina moltissimo.

Con l’IA, ho voluto giocare con il senso di “tempo”. Il brano parla di un istante eterno, bloccato come uno screenshot. Scrivendolo, l’ho però descritto guardando indietro da un momento - il nostro - nel quale tutto cambia a velocità altissima ed è difficile distinguere ciò che è accaduto da ciò che non lo è. Era divertente scoprire come l’IA avrebbe interpretato la mia storia.

"Forever" fonde chitarre acustiche ed elettronica con un respiro pop internazionale, complice anche la produzione a Nashville. In che modo il tuo background, che spazia dal jazz alla fusion fino al britpop, ha influenzato il sound di questo nuovo progetto?

Ho cercato di assorbire le influenze come una spugna, anche e soprattutto quelle che sembrano avere poco in comune.

Ci sono degli accordi aperti abbastanza particolari nelle strofe di Forever, che vengono da tanta ricerca, uniti a un groove semplice e un po’ vintage. Il chorus è puro pop, magari con un drumwork un po’ più insistente e una chitarra elettrica minimale molto presente. Amo i contrasti e aver “bazzicato” tanta musica diversa mi porta a crearne di nuovi.

Ti sei formato come chitarrista con grandi maestri per poi scoprire la tua voce al Saint Louis di Roma e perfezionarti nel Regno Unito. Qual è stato il momento esatto in cui hai capito che la chitarra non doveva più essere il tuo unico mezzo espressivo?

Ho seguito la chitarra in lungo e largo. Ad un certo punto, mi sono trovato davanti ad un bivio. Pur avendo ascoltato tanta musica per chitarristi, la mia passione sono sempre state le canzoni, che ho iniziato a scrivere molto presto da solo e in band. Il mio rapporto con lo strumento rimane strettissimo e rimane la mia scelta più frequente quando scrivo.

Hai vissuto e suonato per cinque anni a Manchester e registrato a Nashville, collaborando anche con una vocalist americana per questo singolo. C'è un artista, italiano o internazionale, con cui sogni di collaborare per unire ulteriormente questi mondi musicali così diversi?

Ce ne sono molti e per altrettanti motivi diversi.

In questa mia fase artistica, in Italia ti direi Elisa - un’italiana che ha iniziato nelle band ed in inglese come me.

Non scrivo abitualmente in italiano, ma seguo anche la scena italiana e appunto il mainstream; Mi piacerebbe un giorno cantare con Giorgia, Ermal Meta, Diodato.

"Forever" non ha un lieto fine, ma segna un nuovo capitolo importante per la tua carriera. Cosa dobbiamo aspettarci dopo questo singolo? Ci sono già nuovi brani o un album all'orizzonte?

Ci sono assolutamente nuovi brani in arrivo. Mi trovo in un momento molto ispirato e punto a rendere questo 2026 il più prolifico per la mia produzione musicale.


Fattitaliani

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