TEATRO TOR BELLA MONACA, Gli spettacoli in scena dal 2 all'11 gennaio

 


Parte con la quinta edizione Roma Capodarte il 2026 al Teatro Tor Bella Monaca.

In scena il primo gennaio alle ore 18.00 Costituzioniamoci scritto e diretto da Roberto Cavosi. con la BLIND INCLUSIVE ORCHESTRA, diretta dal M. Alfredo Santoloci e con Roberto Cavosi e Maddalena Emanuela Rizzi. Uno spettacolo in cui un attore e un’attrice danno voce ad alcuni articoli della Costituzione Italiana, affiancandoli a brevi monologhi e poesie note che ne amplificano il senso più profondo. Ad accompagnarli dal vivo è la Blind Inclusive Orchestra, ensemble esecutivo formato quasi interamente da musicisti non vedenti.

Dal 2 al 4 gennaio Alessandro Benvenuti dirige Mario Focardi, Maddalena Rizzi, Maria Cristina Fioretti, Matteo Micheli, Bruno Governale, Gabriele Giusti in Certi di esistereLa storia di cinque attori salvati e vissuti da sempre all’ombra di un autore padre padrone che gli ha dato la linfa affinché i destini nati sotto cattive stelle di ognuno di loro si ammantassero delle vesti dorate del successo grazie al suo protettivo talento. Imprevedibilmente tutto questo sembra ad un tratto non avere più senso. Trent’anni insieme per ritrovarsi tra le mani, dono dell’autore un testo insulso, farraginoso, brutto in maniera inspiegabile, un boccone più che amaro intriso di puro veleno.
Un elemento imprevisto e indecifrabile che fa saltare tutti gli schemi e getta le loro menti, senza nessun preavviso, in un improvviso e impenetrabile nulla che li costringe a pensare e rivedere, ad uno ad uno i loro giorni passati, in un turbinio di battute sarcastiche, dialoghi comicamente irriverenti, per capire dove e quando, senza che nessuno se ne fosse reso conto, si è persa la strada maestra tanto da ritrovarsi oggi costretti da un vicolo cieco a dichiararsi vinti. Niente però sarà come sembra e la sorpresa vi coglierà impreparati…altrimenti che gusto ci sarebbe ad avervi spettatori.

 

Dal 3 al 6 gennaio Paolino Blandano, Gabriel Durastanti, Valentina Gristina, Francesco Stella diretti da Carla Marchini, in scena Scopine Magiche e Renne Volanti in una notte di tempesta, uno spettacolo di Natale che vuole essere un omaggio a tutte le nonne che tanto si prodigano per i nipotini dedicando loro tempo prezioso, raccontando favole, giocando, cucinando torte e biscotti e confezionando dei caldi maglioncini. La nonna di questo spettacolo natalizio si chiama Carlotta, vive in una casina nel bosco con l’oca Gelsomina, il somarello Gedeone e la pecora Gigia con i quali organizza addirittura dei cori! Confeziona calze di lana per tutti gli abitanti del villaggio, racconta favole e offre una cioccolata così buona da essere perfino più magica delle pozioni dei nani del bosco! I suoi amici sono un Postino ed un Folletto che le farà dei meravigliosi regali magici: una candela, un cesto di fragole che non finiscono mai ed una scopina! Ci sono tutti gli elementi per diventare una Befana! Tutti insieme aspetteranno Babbo Natale… ma una terribile tempesta di neve cambierà il programma dei festeggiamenti! Nonna Carlotta non si perderà d’animo e stupirà i suoi amici con un finale a sorpresa!

 

Dal 7 all’11 gennaio La cosa non finisce qui di Giacomo Sette, diretto da Carlotta Proietti con Stefano Annunziato, Cristiano Arsì, Lorenzo Martinelli, Ivano Conte. Lo spettacolo mette in scena quattro giovani soldati, bloccati in una situazione di attesa e minaccia. Un tempo sospeso, in cui la paura dell’ignoto convive con lo slancio vitale dell’amicizia. Tra battute, conflitti, risate e silenzi carichi di senso, i protagonisti si confrontano con ciò che li unisce e con ciò che li mette alla prova.
Il testo esplora l’amicizia maschile, con le sue dinamiche specifiche: il gruppo come rifugio, il non detto come linguaggio comune, il gioco come forma di comunicazione e di resistenza. Ma quando il bisogno di parlare diventa urgente, quando emerge il desiderio di condividere ciò che fa paura, tutto si trasforma. La regia ha voluto seguire con delicatezza e ironia il percorso di questi quattro ragazzi che, tra leggerezza e commozione, imparano a conoscersi davvero. Si ride molto, ci si commuove, ci si riconosce. Perché l’intimità tra amici, quando è autentica, sa essere disarmante. La cosa non finisce qui è un piccolo viaggio emotivo in equilibrio tra dramma e comicità. Un racconto sull’amicizia, sul coraggio di esporsi e sulla forza di chi sceglie, nonostante tutto, di restare.


Il 7 e l’8 gennaio già sold out per Francesca Reggiani che torna al Teatro Tor Bella Monaca con Tutto quello che le donne (non) dicono scritto da Francesca Reggiani, Valter Lupo, Gianluca Giugliarelli, Enrica Accascina e Nicola Capogna. Lo Show si snoda attraverso folgoranti monologhi, stand up e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazione, parodiati dalla stessa Reggiani, nuovi “Maîtres à penser” di una società mediatica svuotata di senso e di valori. Con l’ausilio di video che la ritraggono in veste di alcuni personaggi dell’Italia di oggi, la Reggiani, schietta e divertente, ironica e pungente, ma mai offensiva, spumeggiante e vulcanica dissacratrice della contingenza, fa divertire anche le sue vittime, soprattutto quelle dotate di un pizzico di ironia in un One Women Show di un’attrice che sa come far sorridere anche sul peggio della nostra società.

 

Agnese Fallongo e Tiziano Caputo arrivano sul palco del teatro diretto da Bevenuti con Circo Paradiso dal 9 all’11 gennaio. Lo spettacolo affronta in chiave ironica e poetica il tema della vecchiaia e della “finitudine” dell’artista per il quale la manifestazione della propria arte non può prescindere dal proprio corpo che è strumento vivo fatto di carne, ossa e anima  Cesare e Attilina, due ex trapezisti ormai in pensione, un tempo compagni di vita e di palcoscenico, vengono chiamati per esibirsi in una “serata d’onore” e ricevere l’ambito premio di tutti i circensi: il trapezio d’oro. Non si vedono da oltre trent’anni, dal giorno in cui il destino li ha divisi per sempre (per sempre… fino ad oggi!). Viaggiando a ritroso nel tempo attraverso l’escamotage dei flashback, le due “lucciole del circo”, come venivano chiamati nel momento del loro massimo splendore, si raccontano al pubblico accarezzando tutti i capitoli più significativi della loro relazione: dal primo incontro da bambini, allo sbocciare del loro amore fanciullesco, fino all’apice del loro percorso artistico in età adulta, che – “coup de théatre” – coincide esattamente con il loro distacco. Ma cosa riserverà davvero questo premio? In pista, però, non vedremo avvicendarsi soltanto i due protagonisti, ma tanti altri personaggi che gravitano dentro e fuori lo chapiteau (Dimitri, il lanciatore di coltelli, Fortuna la veggente, Betta, la domatrice, Mariuccio, il clown), in una commedia musicale tragicomica che si fa metafora di un’arte, come quella circense, che, oggi più che mai, ci appare come un “tramonto straordinario” (chi non ama contemplare i tramonti?) per narrare la linea sottile che intercorre fra il cielo e la terra, il palco e la quotidianità, fra la realtà e la fantasia. Un inno allo spettacolo dal vivo e a tutti gli artisti del circo che, proprio come i teatranti, scrivono sull’acqua e nel cuore del pubblico.


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