NOVE_ WALTER VELTRONI A CHE TEMPO CHE FA: “Nei ragazzi i fenomeni suicidari, l’autolesionismo, i problemi dell’alimentazione sono cresciuti immensamente e tutto questo viene ignorato perché i ragazzi non votano, non interessano quasi a nessuno”, “È la speranza che genera una cultura progressiva. La paura tende a far regredire”, “Quello che sta succedendo negli Stati Uniti in questi giorni, è qualcosa di raccapricciante”, “Dopo 300.000 lettori, Buonvino diventerà una serie tv su Rai1, sono molto contento”
“Noi viviamo di rimozioni. Per esempio, il Covid, è stato talmente sconvolgente quello che è successo, che lo abbiamo rimosso. In fondo le nostre generazioni erano vissute con la fiducia nella scienza, l’uomo sulla luna, e si scopre che non si è in grado di combattere un virus. E proprio il Covid è stato il momento di accentuazione della crisi dei ragazzi, lo stare a casa proprio nel momento in cui nella vita devi spiccare il volo, il perdere le feste dei 18 anni, le partite di calcio, i baci, gli incontri, l’avere la DAD, tutto questo ha accentuato nei ragazzi una condizione di solitudine e isolamento fortemente amplificata dai social e basta ascoltare qualsiasi psicologo dell’età evolutiva che ti dimostra che i fenomeni suicidari, l’autolesionismo, i problemi dell’alimentazione sono cresciuti immensamente e tutto questo viene ignorato perché i ragazzi non votano, non interessano quasi a nessuno. Io mi sono molto occupato del fenomeno degli hikikomori, ne ho scritto sul Corriere, ho parlato con le madri, che raccontano come a un certo punto quella porta della stanza dei ragazzi si chiuda e chiudendosi stabilisca una separazione di vite, gli si lascia da mangiare fuori dalla porta, perché quei ragazzi hanno paura del contatto con l’esterno, hanno paura di essere giudicati, i social sono fatti per giudicare costantemente qualsiasi cosa e misurano e quantificano quante persone ti stimano e tutto questo crea paura, è pericolosissimo”. Così Walter Veltroni ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su NOVE parlando del suo nuovo libro “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi”.
Sugli errori degli adulti: “L’errore principale degli adulti è non ascoltare i ragazzi, gli adulti sono convinti che i ragazzi non abbiano pensiero, che siano argilla nelle loro mani, non sono consapevoli del fatto che i ragazzi fin da bambini hanno un’autonomia, un’identità, uno sguardo sul mondo, quando si chiude la stanza di un bambino che va a dormire, quel bambino prima di dormire ha mille pensieri e mille cose che vorrebbe raccontare. È uscito un articolo sul Guardian terrificante, che dice che il 20% dei bambini tra i 3 e 4 anni in Inghilterra ha il cellulare quindi chiusi in questa gabbia illusoria di relazione che sono i social si finisce per non ascoltarsi”
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Sull’ossessione dei media per la cronaca nera e la paura: “La paura è il genere più facilmente vendibile, seminare la paura è quello che in certi momenti della Storia è servito per ragioni politiche. Si semina la paura dell’altro, poi esistono i problemi reali e quelli andrebbero guardati in faccia, avere il coraggio di metterci le mani... La sicurezza dei cittadini è un valore e il primo diritto di un cittadino, solo che l’industria della paura è volta a indirizzare il flusso della storia lungo una strada che dalla paura passa al bisogno di garanzia, di sicurezza, di ordine. È la speranza che genera una cultura progressiva. La paura tende a far regredire. Lei pensi al paradosso di questo mondo dove tutto è globalizzato e stanno riemergendo i nazionalismi, con l’idea che nazione per nazione si possa risolvere per esempio il problema dell’ambiente, della guerra, della sanità e della crisi mondiale. Avremmo bisogno di un governo mondiale e non di questi nazionalismi piccoli e disperati”
Sulla tournée teatrale con “Le emozioni che abbiamo vissuto”, presto anche in TV su NOVE e sulla situazione attuale: “Il problema oggi è che quello che sembrava impossibile, in termine di parole, di linguaggio, di decisioni, di ritorno della guerra, di ritorno della violenza.. o quello che sta succedendo negli Stati Uniti in questi giorni, è qualcosa di raccapricciante… La trasformazione di un grande paese democratico in un rischio di regime è qualcosa di molto forte. Per evitare che questo impossibile diventi normale – perché il problema degli anni ’30 del Novecento è stato che a un certo punto sono diventate normali le cose che normali non erano - bisogna reagire ed evitare che questo accada”
Sulla serie tv ispirata a Buonvino: “Buonvino ha avuto quasi 300.000 lettori, hanno girato quattro episodi, riassunti in due serate su Rai1, non so dire quando saranno trasmesse, posso dire che sono molto contento, sono andato sul set un paio di volte. Buonvino sarà Giorgio Marchesi”
