NOVE_CLAUDIO REGENI, PAOLA DEFFENDI E ALESSANDRA BALLERINI A CHE TEMPO CHE FA: “ABBIAMO SUBITO TRADIMENTI E ABBANDONI DA PARTE DEI VARI GOVERNI ITALIANI”, “TEMIAMO CHE LE MINACCE POSSANO AUMENTARE” E “SONO VITTIMA DI UNO STALKER SUI SOCIAL E DI PERSONA”
“Si è sempre genitori, solo non pensavo che bisognasse sviluppare la genitorialità del figlio preso, torturato e ucciso. Questo veramente non è una cosa per cui nessun genitore è preparato, anche se purtroppo in tante parti del mondo succede a tanti genitori. Sì, è duro questo documentario, ma sentivamo la necessità di farlo così per rendere chiaro a tutti che cosa è successo e che cosa hanno fatto a Giulio. Noi abbiamo questo dovere e quello che possiamo fare è non dimenticare in nessun modo”. Così Claudio Regeni e Paola Deffendi a Che tempo che fa, a 10 anni dal rapimento e in occasione dell’uscita del docu film su Giulio Regeni “Tutto il male del mondo”. “L'esigenza di giustizia è quello che ci ha mosso fin dall'inizio. Non è un qualcosa sulla quale abbiamo ragionato, ci è venuto spontaneo, perché quello che ha subito Giulio noi consideriamo un oltraggio inaccettabile e quindi con tutta la nostra forza con tutto quello che sappiamo fare ci siamo messi a perseguire la strada della Giustizia e cammin facendo abbiamo scoperto il valore della Giustizia non soltanto per Giulio, ma per tutti i Giulio e tutte le Giulia del mondo che purtroppo soffrono situazioni simili, non soltanto in Egitto”.
Alessandra Ballerini, l’avvocato dei coniugi Regeni, sui tradimenti che Giulio Regeni ha subito: “Questo è uno degli aspetti più dolorosi anche per noi, i tradimenti che ha subito Giulio anche dalle persone di cui si fidava e a cui voleva bene, e che tra l'altro aveva anche aiutato. E poi questa vicenda terrificante per cui la National Security entrava e usciva da casa sua. Sono entrati anche quando Giulio era scomparso. Il coinquilino ovviamente connivente li faceva entrare, ha consegnato la copia del passaporto, e ha raccontato questa cosa all'altra coinquilina tedesca, e quindi cittadina europea, e nessuno dei due si è preso la briga di avvertire Giulio, dire “guarda che c'è la National Security che ti sta cercando, che comunque evidentemente sta indagando su di te”. Giulio stava per partire per tornare a casa per le vacanze di Natale e non sarebbe più tornato in Egitto, ovviamente e sarebbe ancora con noi”.
Paola Deffendi sulla frase “Tutto il male del mondo”: “Sì diciamo che era una frase interna, dopo l'ho completata per quella che è ormai diventata una frase molto conosciuta, quando c'era stata la prima conferenza stampa al Senato. Sentivo che c'era della morbosità intorno a tutto quello che era successo a Giulio e quindi penso che inconsciamente mi sono espressa così per far capire … non c'è altro da dire quando una mamma dice tutto il male del mondo.
Ecco, un'altra cosa che non ho mai raccontato, ma che offro questa sera: la prima notte che noi abbiamo dormito in ambasciata, il 4 febbraio, io mi sono anche detta - e già si capiva subito cosa poteva essere successo a Giulio - se questo è successo a Giulio per la persona che era, dove è arrivato il nostro mondo? Sono passati dieci anni e capiamo dove è arrivato il nostro mondo”.
Ecco, un'altra cosa che non ho mai raccontato, ma che offro questa sera: la prima notte che noi abbiamo dormito in ambasciata, il 4 febbraio, io mi sono anche detta - e già si capiva subito cosa poteva essere successo a Giulio - se questo è successo a Giulio per la persona che era, dove è arrivato il nostro mondo? Sono passati dieci anni e capiamo dove è arrivato il nostro mondo”.
L’avvocato Alessandra Ballerini sul processo: “Per noi è importantissimo sapere che il nostro Paese e la più alta carica del nostro Paese ci sono vicini, perché come dire non è sempre stato così: abbiamo subito tradimenti e anche abbandoni da parte dei vari Governi che sono succeduti in questi anni. E’ stato un percorso travagliato e di lasciare perdere perchè non avremmo mai avuto un processo e invece abbiamo un processo e ci sono quattro imputati siamo molto molto vicini alla conclusione di questo processo. Ora c'è una breve pausa e sospensione in attesa della decisione della Corte Costituzionale ma riprenderà presto. C'è questa pausa perché bisogna capire chi deve pagare gli eventuali consulenti tecnici della Difesa degli imputati. Quindi se a carico dello Stato italiano o meno. Sciolto questo nodo, manca ancora la produzione di un atto, poi le discussioni finali e poi la decisione. Quindi questo nostro faticosissimo percorso potrebbe arrivare alla fine, potremmo avere quella verità processuale che serve appunto per dire al mondo che non si tortura, che non si può calpestare la dignità di un essere umano e che ci sono dei valori che sono universali e intangibili. E questo è per Giulio, ma tutti i Giulio e le Giulie”.
Claudio Regeni sui depistaggi: “Ci sono stati vari tentativi di depistaggio fin dall'inizio. Noi abbiamo chiesto collaborazione e c'è stata promessa direttamente o indirettamente anche dal Presidente al-Sisi. Cosa che non è mai avvenuta. Tutto quello che abbiamo ricevuto sono un pacco di carte molto alla rinfusa, che i nostri investigatori insieme alla Procura e alla nostra legale Alessandra sono riusciti in qualche modo a mettere insieme come dati per procedere e avere delle fonti da cui attingere per il processo”
L’avvocato Alessandra Ballerini sulle minacce ricevute: “Proprio questa sera ci dicevamo che forse temiamo che le minacce possano aumentare dopo l'uscita di questo documentario, perché evidenzia la meschinità e la cialtroneria del regime egiziano. Abbiamo subito recentemente minacce: diciamo che sono vittima di uno stalker, soprattutto sui social, ma anche in persona, che cerca di attaccarmi vaneggiando che addirittura avrei ucciso io Giulio Regeni”.
Paola Deffendi sulla falsa pista dei rapinatori: “Tra l'altro era proprio sulla via del ritorno la nostra squadra speciale italiana, con la speranza di avere una collaborazione egiziana. Stavano per salire su un aereo, come viene anche descritto nel documentario, e in quel momento vengono uccise 5 persone simulando dei rapinatori”
