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| Foto da Twitter |
di Pierfranco Bruni
Messaggi che indicano uno sfogliare la storia con Mattarella: “Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia”. La famiglia come vera comunità non solo di affetti ma anche sul piano giuridico.
Messaggi che richiamano il perdono nella visione della fraternità con Leone XIV: “...il mondo non si salva affilando le spade ma nel perdono, accogliendo tutti”.
Credo che siano proprio le parole del Papa a lanciare una sfida per l’umanità nell’accoglienza del Credo attraverso un itinerario che va da Agostino a San Giovanni Paolo II. Santi dell’ilarità che vivono un invito alla Grazia, che significa saper guardare alle francescane Creature della Speranza. Un invito verso la vera libertà che abita nel cuore e nell’anima dell’uomo.
Il richiamo è forte e non è soltanto un vocabolario cristiano. È esistenziale per il tempo che viviamo e per il tempo che verrà, che sarà domani; incide il grande dono della costruzione dell’uomo che sa guardare con attenzione alla Luce, che dovrà mostrare “il volto di cui ha contemplato giorno per giorno la bellezza” (Leone XIV).
Dove poter trovare la bellezza? Nella misericordia. Un valore cristiano ma anche laico. Dove poter trovare la misericordia? Nella rinascita: “Ora, nel deserto, molte delle certezze passate erano andate perdute, ma in cambio c’era la libertà, che si concretizzava in una strada aperta verso il futuro, nel dono di una legge di sapienza e nella promessa di una terra in cui vivere e crescere senza più ceppi e catene: insomma, in una rinascita” (Leone XIV).
È qui la certezza di un’ontologia del futuro che traccia la strada della benevolenza degli uomini di pace, ai quali San Francesco ha sempre guardato impartendo insegnamenti e che oggi noi abbiamo il compito e il dovere di continuare con coraggio, lealtà e verità.
In un contesto di inquietudini il “grido” è un urlo contro i “lupi”, direbbe Dante. E mi sembra che sia proprio un sentiero evangelico a porsi all’attenzione di tutti noi. Unanime la chiave di lettura. Il richiamo alle eredità è un ascolto che ci coinvolge con il pathos necessario per non arrenderci e non aver paura (ritorna quel “non abbiate paura” di Giovanni Paolo II) e restare nella trincea della libertà e dell’Amore.


