Karakaz, nuovo album "Homo" è un atto di frizione più che di appartenenza

Fattitaliani

 


Dopo un ritorno dirompente sulla scena, KARAKAZ pubblica “HOMO”, il suo nuovo album disponibile su tutte le piattaforme digitali per Island Records/Universal Music Italia.

L’album è anticipato dal singolo “FORTE”, già disponibile dal 16 gennaio, in radio e digitale. Un progetto deliberatamente scomodo e refrattario a qualsiasi etichetta, che arriva dopo una serie di pubblicazioni che hanno progressivamente definito un nuovo orizzonte artistico e che rappresenta oggi un punto di sintesi tra le diverse traiettorie sonore e concettuali dell’artista.

 

“HOMO” è il risultato di una lunga gestazione e concentra in modo coerente tensioni, linguaggi e immaginari già emersi nei lavori più recenti. I tratti distintivi del linguaggio di KARAKAZ restano intatti: suoni metallici, stratificazioni abrasive, improvvise deflagrazioni e un lavoro ritmico che alterna ciclicità ossessive e andamenti marziali. I testi rinunciano a ogni forma di mediazione: sono fisici, diretti, spesso claustrofobici, e affrontano senza filtri il conflitto permanente tra identità individuale e un contesto sociale percepito come ostile e ipocrita.

Dal punto di vista sonoro, “HOMO” si muove in una zona franca tra i generi: assorbe strutture del rock, svuota e riassembla i codici del pop, utilizza la sintesi sonora con un approccio che guarda più alla psichedelia e alla techno che alla forma-canzone tradizionale.

“HOMO” è un atto di frizione più che di appartenenza. Non offre soluzioni né catarsi, ma restituisce un’urgenza sincera, una forma di rabbia controllata che, proprio nella sua durezza, lascia intravedere una speranza minima ma necessaria.

 

Il percorso di KARAKAZ continua a prendere forma anche dal vivo: il 17 gennaio 2026, è stato uno dei protagonisti de La Notte dei CBCR di Rockit al Circolo Magnolia. Un appuntamento che ha riunito alcuni dei talenti più luminosi della nuova musica italiana tra rap, elettronica e post rock, una scena che guarda avanti e che trova nel palco la sua dimensione più autentica. Ieri sera, invece, l’artista ha presentato dal vivo il nuovo album “HOMO” alla Palestra Visconti dell’Arci Bellezza, in un live che ha segnato un momento centrale nella restituzione dal vivo del progetto.

 

Con “HOMO”KARAKAZ porta a compimento un percorso costruito negli ultimi anni attraverso singoli e progetti come “ATTRICI ATTORI FEROCI MOTORI”, “BAMBI”, “IO” (2024), “Essenza Nucleo”, “Teatro dell’assurdo” e “AMERICANIMA” (2023), preceduti dall’EP “Carne” (2022) e dai singoli “Amore Carnale” (2022) e “Useless” (2021).

L’artista, inoltre, ha collaborato con nomi di rilievo del panorama urban-pop attuale come Rkomi in “HO PAURA DI TE”, contenuto nell’album “TAXI DRIVER” (9 Dischi di Platino), e con Night Skinny e Rkomi in “Fuck Tomorrow 2” (2024).

 

TRACKLIST - “HOMO”

  1. FIORE A TESTA IN GIÙ
  2. GRAZIE A DIO
  3. ATTRICI ATTORI FEROCI MOTORI
  4. NELLA CITTÀ
  5. SCIVOLI D’ACCIAIO
  6. FORTE
  7. L’ULTIMA VOLTA PER SEMPRE
  8. TI FOTTEREI
  9. METALLI PESANTI
  10. 2013
  11. BAMBI
  12. MOREERE
  13. ECLISSI

 

  1. “FIORE A TESTA IN GIÙ”

È una traccia stratificata e difficile da ricondurre a un’unica lettura. Nasce dall’immagine di un fiore appeso a testa in giù all’esterno dello studio dove è stata registrata. Questa immagine diventa metafora di una condizione di stallo e di progressivo appassimento. Un brano che raccoglie momenti, emozioni e percorsi diversi, maturati nel tempo.

 

  1. “GRAZIE A DIO”

Qui emerge un’energia più istintiva e impulsiva, dominata dall’ira ma trattata con una leggerezza quasi liberatoria. Il brano si muove come un continuo gioco tra tentare ed essere tentati, un movimento circolare che non trova mai una vera conclusione. È uno dei momenti più diretti e ironici del disco.

 

 

  1. “ATTRICI ATTORI FEROCI MOTORI”

Il brano ruota attorno alla figura del “magnifico big boy”, simbolo di una società iperperformativa, costruita sull’apparenza. Su una base volutamente pop e beffarda, la traccia mette in luce fragilità e contraddizioni di questo “magnifico big boy”, in un confronto costante tra istinto e controllo, corpo e pensiero. Il videoclip vede la partecipazione speciale di Asia Argento.

 

  1. “NELLA CITTÀ”

È una traccia di passaggio, che collega il passato con il presente dell’artista. I codici restano riconoscibili, ma iniziano a trasformarsi, spinti da una rottura sentimentale. Parte del testo nasce in un momento di forte vulnerabilità, durante un lungo e difficile ritorno a casa in macchina.

 

  1. “SCIVOLI D’ACCIAIO”

Rappresenta uno degli sfoghi più personali dell’album. Gli scivoli d’acciaio del parchetto diventano il simbolo di un dolore fisico e infantile che si ripete, nonostante tutto. Una metafora dell’ostinazione nel tornare sempre verso ciò che ferisce, anche quando se ne conoscono le conseguenze.

 

  1. “FORTE”

È il brano più esposto e sentimentale mai raggiunto da KARAKAZ. Trasforma il dolore di una perdita e il crollo di un rapporto in una materia sonora fragile e intensa, attraversando i ricordi senza potervi più appartenere. Il testo procede per scomposizione, con una lucidità chirurgica che elimina ogni retorica, fino a un finale in cui ciò che accade è “forte” al punto da sfuggire a qualsiasi spiegazione razionale.

 

  1. “L’ULTIMA VOLTA PER SEMPRE”

Il brano affronta il tema delle dipendenze, sia fisiche che emotive. Racconta l’impossibilità di porre davvero fine a un comportamento distruttivo, in cui l’“ultima volta” si rinnova all’infinito. Un ciclo che intrappola e consuma, senza offrire una reale via d’uscita.

 

  1. “TI FOTTEREI”

È il brano più esplicitamente rock del disco, diretto e provocatorio. Gioca sul confine tra carne e psiche, tra attrazione e perdita di controllo. Nella sua apparente sfrontatezza, riflette sul piacere ambiguo di lasciarsi persino fregare.

 

  1. “METALLI PESANTI”

Nasce da una lunga notte a Parigi e si sviluppa come una riflessione ironica sul senso di inadeguatezza. Il brano racconta la difficoltà di stare al passo con i tempi e con le aspettative sociali del divertimento. Una domanda aperta su cosa significhi davvero “riconoscersi negli altri”.

 

  1. “2013”

È una traccia intima e fragile, legata all’infanzia e all’adolescenza. Racconta la difficoltà di separarsi da una parte di sé che continua a farsi sentire. Il bisogno di lasciarla andare si scontra con l’incapacità di compiere davvero quel gesto.

 

  1. “BAMBI”

Nato inizialmente come freestyle, è un flusso di coscienza viscerale e non filtrato. Il brano raccoglie pensieri, immagini e fastidi, trasformandoli in uno sfogo diretto. Dal punto di vista sonoro segna una svolta, aprendo a nuove contaminazioni elettroniche e a una scrittura più sperimentale.

 

  1. “MOREERE”

Affronta il tema della memoria dolorosa e dell’incapacità di separarsene. I ricordi vengono trattenuti fino a diventare distruttivi, trasformandosi in una lenta forma di autodistruzione. È uno dei momenti più cupi e introspettivi dell’album.

 

 

  1. “ECLISSI”

Chiude il disco ed è il punto più alto della sua ricerca sperimentale. Il brano è in costante mutazione e riflette così un’identità instabile e in trasformazione. Incarna pienamente il senso di “HOMO”: il bisogno di cambiare, di evolversi, di avvicinarsi a una nuova forma di consapevolezza.

 

Biografia KARAKAZ

KARAKAZ, classe 1999, è un artista nato e cresciuto a Vasto, in Abruzzo.

Caotico e delirante, ma estremamente sincero, KARAKAZ si presenta così, come l’unica portata presente sul menù. È tutto lì: crudo e palpabile. La sua musica nasce per sopravvivere all’esigenza di comunicare, all’urgenza di liberarsi, una reazione nei confronti di se stesso. INDUSTRIAL, POST-PUNK, CLUB MUSIC, le influenze sono infinite ed è difficile etichettare la sua musica, ma soprattutto non è richiesto farlo. Dopo un periodo iniziale (2019-2021) in cui scrive in lingua inglese, si riappassiona alla sua lingua madre e in pochi mesi, a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, scrive il suo primo EP, “Carne”, che vedrà la luce a Marzo del 2022: un progetto spietato, granitico, prodotto insieme a TORBA (Luigi Pianezzola) e mixato da Giulio Ragno Favero de “IL TEATRO DEGLI ORRORI”, insieme al quale produrrà poi anche il singolo successivo, intitolato “Essenza Nucleo” (novembre 2023). A seguito di un momento di assenza, passato in un isolamento spontaneo descritto dall’artista come necessario, KARAKAZ torna e firma con Island Records/Universal Music Italia. Segna questo ritorno con un anti-singolo, “BAMBI”, uscito il 26 settembre 2025, e con il brano “ATTRICI ATTORI FEROCI MOTORI” (28 novembre 2025). Il percorso prosegue con l’album “HOMO”, disponibile da oggi, 23 gennaio, su tutte le piattaforme digitali, anticipato dal singolo “FORTE”, disponibile in digitale e in radio. A gennaio KARAKAZ si è inoltre esibito alla Notte dei CBCR di Rockit al Circolo Magnolia, confermando dal vivo la forza e la coerenza del suo nuovo progetto artistico.

Il mondo è diverso, la sua vita è diversa, è cambiato tanto, ma non la sua fame di ribellione.

 

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