Raggiunto in esclusiva da SuperNews, testata sportiva di Superscommesse.it, l’ex calciatore Jeda ha rilasciato un’intervista esclusiva in cui tratta diversi temi, tra cui il percorso delle due milanesi in Serie A. Per il Milan solo un k.o. in ben 22 gare giocate e grandi ambizioni scudetto, mentre l’Inter guarda tutti dall’alto del primo posto della classifica a quota 52 punti. Ecco le dichiarazioni di Jeda sulla squadra di Allegri e di Chivu.
Una sola sconfitta in 22 gare di campionato. Qual è la lettura di questo dato e quanto ha inciso Massimiliano Allegri sul rendimento del Milan?
“Dietro questo dato ci sono aspetti di diversa natura che vanno considerati. Credo che il Milan abbia tanti singoli di alto livello, ma non mi è parsa una squadra in grado di sviluppare un gioco corale; Allegri sta riuscendo a modellarla secondo i suoi principi, ma c'è ancora tanto da fare per renderla più competitiva per le posizioni di vertice; da allenatore intelligente, sa che la sua squadra ha dei limiti, specialmente nella gestione delle fasi di una gara, ma cerca di renderla pratica il più possibile con un calcio semplice. Lui è il valore aggiunto di questa squadra.
Non bisogna guardare soltanto all'aspetto puramente tecnico, perché è anche importante ricordare i cambiamenti fatti all'interno della dirigenza, tra cui l'arrivo di Tare che, proprio insieme ad Allegri, ha messo tanto ordine in una squadra che si era rimasta in confusione fino alla passata stagione. Vedo una squadra ritrovata nel gruppo, determinata nelle cose che deve portare avanti e lo fa senza fronzoli; i risultati, del resto, sono la dimostrazione che dei passi in avanti sono stati fatti, ma occorrerà tempo e pazienza per vedere un Milan che possa avvicinarsi ai fasti di un tempo”.
L'Inter si tiene stretto il posto di capolista in campionato. Quali calciatori pensi che siano imprescindibili per questa squadra?
“Uno su tutti, Lautaro Martínez. Non è soltanto un grande attaccante, ma un leader. Quando è in area e gli arriva un pallone giocabile, lo trasforma in goal. Subito dopo, c'è Dimarco: non sta facendo bene, ma molto di più; si sta rendendo strepitoso. Aggiungo, sullo stesso gradino, altri tre: Barella, Çalhanoğlu e Zieliński, perché sono dotati di un'intelligenza tattica di notevole spessore. Sarebbe ingiusto, però, citare soltanto questi, perché credo che l'Inter sia forte nel suo insieme; è una squadra che attacca tantissimo, tanto da tralasciare la fase difensiva in alcune occasioni, come contro il Pisa in campionato; lo si è visto anche in Champions League contro l'Arsenal, prendendo dei goal un po' troppo ingenui che una squadra di questo livello non deve permettersi.
Credo che anche in fase offensiva ci sia da tirare fuori un po' di cattiveria in più, perché in alcune gare ha creato tantissime occasioni senza concretizzarle appieno. Si tratta di piccoli dettagli che possono trasformare una squadra molto forte in una di livello top”.
