Si è svolto giovedì 22 gennaio, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, l’evento “La Trappola di Venere – Prevenzione, Consapevolezza e Responsabilità Maschile”, ideato da Gianluca Mech e promosso e organizzato dall’On. Luciano Ciocchetti, Deputato della Repubblica.
L’iniziativa ha affrontato il tema della prevenzione della violenza di genere da una prospettiva innovativa e ancora poco esplorata: quella della consapevolezza maschile, del riconoscimento precoce del disagio emotivo e psicologico e della responsabilità individuale e collettiva nel fermare la violenza prima che si manifesti.
“Sono veramente felice di questo evento che abbiamo portato alla Camera per presentare La trappola di Venere. Questo cortometraggio parla agli uomini e affronta quelli che sono i segnali e i sintomi che possono portare a comportamenti molto pericolosi, per sé stessi, per la propria famiglia e anche per la propria compagna- racconta Mech, aggiungendo -È un invito alla prevenzione, per la prima volta raccontata dal punto di vista dell’uomo, dell’uomo “normale”, che può accorgersi quando le cose stanno per mettersi male e scegliere di chiedere aiuto”.
L’evento ha goduto del patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia, del MOIGE – Movimento Italiano Genitori, di CNA Impresa Donna, della Roma Lazio Film Commission e dell’Associazione Casa Africa, a conferma del forte valore istituzionale, culturale e sociale dell’iniziativa.
A coordinare l’evento, la conduttrice Rai Metis Di Meo, che ha accompagnato il pubblico lungo le diverse fasi della mattinata e i momenti di approfondimento tematico.
Tra i momenti più applauditi, il saluto istituzionale internazionale S.E. Gabriela Dancău, Ambasciatore di Romania in Italia, San Marino e Malta. Fulcro dell’iniziativa è stata la presentazione del progetto culturale “La Trappola di Venere”, ideato da Gianluca Mech, che utilizza il linguaggio cinematografico e il mito di Venere come metafora della perdita di lucidità nell’ossessione amorosa. Il progetto si è rivolto in particolare agli uomini, invitandoli a riconoscere i segnali emotivi e psicologici del disagio prima che questo degeneri in violenza.
Dopo la proiezione del cortometraggio, Mech ha dichiarato: “Io lavoro molto con i centri estetici e una delle mie clienti, che fatturava circa 40 mila euro all’anno, quindi una cifra considerevole, a un certo punto non ha più fatturato nulla e questo mi ha spinto a capire cosa le fosse successo. A un certo punto mi sono chiesto cosa fosse accaduto. E ho scoperto che era scattato un codice rosso: il marito voleva ucciderla, braccialetto elettronico, cavigliera, tutte queste misure. Eppure io quel marito lo conoscevo: era un ragazzo normale, sapete, mi dava i giubbottini, ci facevamo le foto da mettere su Instagram. E allora ti chiedi: com’è possibile? Da quello che è emerso, tutto è partito dal fatto che lui guadagnava meno di lei”. Per poi concludere: “Voglio invitare tutti, ragazzi e uomini, a chiedere aiuto. Non vergognatevi, parlatene. Non lasciate che questo tema vi distrugga. E se siete giovani, non pensate che queste cose non possano succedere: possono succedere a chiunque”.
A seguire, ampio seguito hanno ottenuto due panel di approfondimento che hanno coinvolto psicologi, medici, giuristi, accademici e rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, per un’analisi multidisciplinare della violenza di genere, delle sue nuove forme e delle strategie di prevenzione. Tra le personalità di rilievo che sono intervenute figurano la Prof.ssa Maria Rita Parsi, psicopedagogista e psicoterapeuta di fama internazionale, impegnata da anni nei temi della responsabilità educativa e della cultura del rispetto; Mihaela Anghel, presidente del Kiwanis San Marino; il Prof. Enrico Landoni, docente universitario di Storia Contemporanea; l’Avv. Daniele Bocciolini, esperto in reati contro la persona e violenza di genere; il Dott. Giuseppe Galletta, medico di medicina generale; la Dott.ssa Silvia Nanni, giurista e formatrice; l’Avv. Maria Gabriella Di Pentima, docente universitario e avvocata cassazionista; Avv. Marina Aragona; Avv. Andrea Aiello; la giornalista Roberta Gisotti che ha presentato il libro "Uomini che odiano le Donne- uscire dalla Violenza".
Il dibattito è stato arricchito inoltre dagli interventi di Maria Triolo, Presidente di CNA Impresa Donna, di Antonio Affinità, Direttore Generale del MOIGE, del Dott. Andrei Anghel, specialista in compliance e nuove tecnologie, della Contessa Dott.ssa Maria Loredana Pinotti, Console del Portogallo presso la Repubblica di San Marino, delle docenti universitarie Prof.ssa Aurica Buzenco e Prof.ssa Valeria Buzenco, nonché da rappresentanti della rete associativa e culturale impegnata nella promozione della parità e della prevenzione della violenza.
Ampio spazio è stato dedicato ai nuovi scenari contemporanei, come la violenza economica, il ruolo della famiglia nella prevenzione, l’impatto delle nuove tecnologie, dell’intelligenza artificiale e dei deepfake, nonché alle conseguenze familiari e sociali della violenza, spesso invisibili ma profonde.
“La Trappola di Venere” si è confermata come un intervento culturale e preventivo capace di unire istituzioni, cultura, diritto, medicina e società civile, contribuendo alla costruzione di un nuovo linguaggio rivolto agli uomini e offrendo un apporto concreto alla lotta contro la violenza di genere.
