ANDREA MANCINO: COME I GATTI MI HANNO DATO LA NOTORIETÀ. L'INTERVISTA DI FATTITALIANI

Fattitaliani

 


di Mariano Sabatini

Se soffrite di gastrite o di ansia anticipatoria, date retta, regalatevi il libro di Andrea Mancino, che è tante cose (ingegnere ad esempio), ma soprattutto un gattofilo; e come tale ha stuoli di estimatori sui social. Addirittura 300mila su Instagram. Tra tanti influencer che vendono fuffa, lui diffonde il virus benevolo dell’amore per le bestiole: i felini in primis, convive con Mimas e Rea, ma anche i cani e tutti gli altri animali. Spesso condivide appelli accorati per salvare i pelosi in giro per il mondo. E un video in cui fa il bagno con il suo gatto spopola, per il legame che implica una simile attività. Notoriamente i mici  detestano l’acqua, ma la fiducia che Mancino è riuscito a instaurare, con la sua soavità e dolcezza, supera gli istinti atavici. Regalatevi il suo libro, dicevo – s’intitola “Come i gatti ci insegnano a vivere. 11 lezioni di intelligenza felina” (De Agostini editore) – e poi seguitelo sui social. I gatti gli hanno cambiato la vita e l’hanno proiettata nella notorietà…

Te lo aspettavi?

Assolutamente no, non me lo aspettavo. Mimas e Rea sono entrati nella mia vita in punta di zampa: senza rumore, senza pretese, solo con la loro presenza. Trovarli per strada è stato il dono più bello che l’universo potesse farmi. E in quella presenza, così silenziosa eppure così potente, hanno trasformato il mio quotidiano… e a sorpresa anche il mio futuro. La notorietà è arrivata come una coda curiosa che ti sfiora mentre stai facendo altro. L’ho accolta con gratitudine, ma sempre con il senso che tutto nasce da loro, non da me. Io sono il tramite, il narratore di una storia che in realtà appartiene ai gatti. Conviverci significa ricordarmi ogni giorno che ciò che davvero conta è ciò che accade fuori dalle telecamere, nei momenti intimi: un musetto che si appoggia sul mio braccio, un miagolio che mi saluta quando rientro. Quella è la mia vera casa.

Hai sempre amato i cani… quali sono le differenze tra cinofili e gattofili?

Credo che chi ama i cani e chi ama i gatti sia guidato dallo stesso desiderio: connettersi. La differenza sta nel modo in cui questo legame si costruisce. Il cinofilo spesso ama la relazione diretta, immediata, esplicita. Il cane ti guarda negli occhi e ti dice “sono qui, tutto per te”. Il gatto invece ti dice “sono qui… se anche tu sei qui con me, davvero”. È una danza diversa: una più dichiarata, l’altra più sottile. Ma entrambe profondamente autentiche.

I gatti cambiano la vita a tutti?

No, non a tutti. Ma cambiano la vita a chi sa farsi cambiare. Il gatto non ti travolge: ti aspetta. E quando apri quello spazio interiore, quando inizi ad ascoltare ciò che non viene detto ma si sente, allora sì, la tua vita cambia. Diventa più lenta, più attenta, più vera.

E gli umani cambiano la vita degli animali?

Sì, eccome. Ogni animale domestico vive in una piccola orbita che dipende dai nostri gesti: la routine, l’ambiente, la sicurezza, il rispetto. Noi siamo il loro mondo e loro diventano una parte del nostro. La differenza è che loro non scelgono noi con il linguaggio, ma con la fiducia. E questa responsabilità pesa, ma è una responsabilità bellissima.

Un gatto ti allena all’attaccamento sicuro?

Assolutamente sì. Il gatto ti insegna che l’amore non è controllo, non è possesso, non è dipendenza. È presenza. È coerenza. È l’arte di lasciare che qualcuno sia se stesso, senza forzarlo a essere ciò che tu desideri. Un gatto ti insegna a costruire un legame che si basa sul rispetto reciproco: il senso profondo dell’attaccamento sicuro.

Tre lezioni fondamentali che si apprendono dai gatti

La dignità del proprio spazio. I gatti non hanno paura di stare soli. Ti ricordano che la solitudine non è un nemico, ma un rifugio. La bellezza della lentezza. Vivono il presente con una grazia che noi umani spesso dimentichiamo. L’importanza dell’autenticità. Un gatto non finge, non recita, non compiace. È sempre e solo se stesso. E a volte è una lezione durissima… ma anche liberatoria.

Come fanno a incidere su di noi senza parlare?

Ci parlano con ciò che non possiamo ignorare: il silenzio. Lì dentro, nelle pause, negli sguardi, nel modo in cui si avvicinano o si allontanano, c’è un linguaggio più profondo delle parole. Ti costringono a sentire, invece di ascoltare. E questo cambia tutto.

Bullismo negli umani e sopraffazione tra animali: cosa cambia?

Tra gli animali la sopraffazione è funzionale, non emozionale. Serve a stabilire un equilibrio, non a ferire. Negli umani, purtroppo, la sopraffazione nasce spesso da un vuoto interiore: dalla paura, dall’insicurezza, dal bisogno di affermarsi schiacciando qualcun altro. È un dolore che genera altro dolore. Gli animali non umiliano: regolano. Gli umani spesso umiliano: distruggono.

Ti consideri una persona particolarmente dolce?

Credo di essere diventato dolce perché per molti anni non mi è stato permesso. La dolcezza, per me, non è una qualità: è una scelta quotidiana. È decidere di essere morbidi in un mondo che ti vuole duro. Forse Mimas e Rea hanno solo tirato fuori quella parte che avevo nascosto per proteggermi.

La vasca, il bagno, la fiducia… è una comunicazione speciale?

Sì, ed è reciproca. Un gatto non si mette nelle tue mani se non sente che quelle mani lo custodiscono davvero. Non è questione di addestramento: è questione di intesa. È un linguaggio fatto di anni di micro-gesti, di coerenza, di amore non invadente. Lì dentro c’è tutto: il mio rispetto per loro, la loro fiducia in me.

Perché chi non ha animali non comprende il legame?

Perché è un legame che si vive con il corpo, con il quotidiano, con le emozioni più elementari.

Non è teorico. Non lo puoi spiegare: lo puoi solo sperimentare. È come descrivere un abbraccio a chi non è mai stato abbracciato.

Mimas e Rea sanno di essere star del web?

No. Ed è proprio questo il loro incanto. Sono star senza essere consapevoli della fama: vivono solo l’autenticità del momento. Forse è anche il segreto del loro successo… non cercano nulla, e proprio per questo arrivano a tutti.

Ti senti più gatto o cane?

Credo di essere un’osmosi, sì. Ho la sensibilità del gatto, quella tendenza a osservare in silenzio, a scegliere con cura, a proteggere i miei spazi interiori. Ma ho anche la lealtà del cane, l’affetto diretto, la voglia di connessione semplice e sincera. Forse è per questo che mi trovo così bene con Mimas e Rea. Parliamo linguaggi diversi, ma cerchiamo la stessa cosa, un legame vero.


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