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| Esteban Vicente, Number 5, 1950, Olio su tela, cm 95,4x122 x5 cm, Museo de Arte Contemporáneo Esteban Vicente, Segovia |
Il pensiero della curatrice
Il titolo della mostra si ispira a una dichiarazione di Esteban Vicente raccolta dal critico Irving Sandler (1968):
“La vera differenza tra la cultura spagnola e quella francese o italiana è un profondo senso della realtà. […] Basta guardare Cervantes. La sua opera si caratterizza, soprattutto, per questa impressionante percezione della realtà. […] Credo di possedere qualcosa di questo: un particolare senso di rifiuto per l’eccessivo.”
Come afferma Ana Doldán de Cáceres:
“Fedeli alle parole di Vicente, la selezione delle opere esposte si basa sul rifiuto dell'artificioso a favore della vera realtà della pittura, che è sensuale. Anche sulla necessità dell'ordine come base della creazione e sull'austerità della materia.”
La Mostra
Nel 1936, con lo scoppio della Guerra Civile spagnola, Esteban Vicente (Turégano, Segovia, 1903 – Long Island, 2001) si trasferisce negli Stati Uniti, dove vivrà per oltre sessant’anni. Qui costruisce una rete di relazioni che lo inserisce pienamente nell’Espressionismo Astratto Americano, frequentando figure come de Kooning, Rothko, Kline e Pollock.
Il percorso espositivo
Il percorso parte da Untitled (1950), un piccolo collage che rappresenta l’avvio dello stile maturo dell’artista:
“La pratica del collage rappresentava per Vicente un mezzo per cercare l’essenza della pittura.” (A. Doldán de Cáceres)
La prima fase mostra:
- pittura gestuale
- forme accostate simili a quelle di De Kooning, ma più liriche
- cromie ocra fluide e intrecciate
A metà anni Cinquanta compaiono:
- masse rettangolari ordinate
- tridimensionalità
- composizioni centrali in movimento push and pull reminiscenti di Hoffmann
Vicente negli Stati Uniti
Unico artista spagnolo nella prima generazione di espressionisti astratti, Vicente:
- si trasferisce in USA tre anni prima della Seconda Guerra Mondiale
- difende il governo repubblicano spagnolo
- ottiene un incarico consolare a Filadelfia
- nel 1939 si stabilisce a New York
- frequenta la Cedar Tavern, luogo centrale per gli artisti della New York School
Per cinque decenni esplora:
- colore
- forma
- luce
- collage
Nella seconda metà degli anni Sessanta intraprende la fase dei campi di colore, sostituendo il pennello con l’aerografo, che gli consente:
- saturazioni più intense
- migliore cattura della luce
- forme sfumate e quasi architettoniche
Vicente sosteneva:
“Il colore è la luce.”
Nel saggio La pittura dovrebbe essere povera (1964), afferma:
“Raggiungere la luminosità attraverso il colore opaco. […] Nessun dipinto è completamente separato dagli altri.”
Gli anni Ottanta e Novanta
Negli anni Ottanta torna alla natura come principale fonte di ispirazione:
- forme organiche e libere
- maggiore varietà cromatica
Negli anni Novanta combina:
- aerografo
- stencil
- gesti di pennello
I colori diventano più intensi e emanano una luce ardente.
Dal 1996:
- abbandona l’aerografo
- ritorna gradualmente alla figurazione
- il pigmento diventa più trasparente
Il percorso della mostra si conclude con:
- disegni basati su linee e texture
- un “bosco” di sculture di piccolo formato (toys) realizzate con materiali riciclati tra il 1968 e il 1997
Note biografiche
Insegna in istituzioni prestigiose:
- Black Mountain School (con Cunningham e Cage)
- New York Studio School, di cui è membro fondatore
Le sue opere sono conservate in:
- Metropolitan Museum of Art
- MoMA
- Whitney Museum
- Guggenheim
- Tate Gallery
- Museum of Fine Arts Boston
Muore nel 2001 a Bridgehampton (Long Island). Le sue ceneri riposano nel giardino del suo Museo a Segovia.
Museo d'Arte Contemporanea Esteban Vicente
- conservazione e divulgazione dell’opera di Vicente
- studio della Generazione del ’27
- studio dell’Espressionismo Astratto Americano
- promozione dell’arte contemporanea dei secoli XX e XXI
Il Museo offre programmi educativi per scuole e pubblico generico ed è stato insignito della Medaglia al Merito nelle Belle Arti (2001).
INFORMAZIONI MOSTRA
- mar–ven 14.00–20.00
- sab 12.00–20.00
- dom e lun chiusoIngresso: liberoInfo: +39 06 6861871
