A 25 anni di distanza I nostri anni, lungometraggio d’esordio di Daniele Gaglianone, che nel 2000 fu presentato al Torino Film Festival e nel 2001 alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes e vinse la Sacher d’Oro come miglior opera, sarà presentato IN ANTEPRIMA nella versione restaurata domani al Sottodiciotto Film Festival.
Il film, un inno alla Resistenza e un’analisi profonda sul tema della violenza e della guerra, prodotto da Gianluca Arcopinto, è stato restaurato in 4K dal Museo Nazionale del Cinema grazie al progetto europeo A Season of Classic Films, iniziativa dell’ACE (Association des Cinémathèques Européennes), sostenuta dal programma MEDIA EU Creative Europe.
Domani 12 dicembre I NOSTRI ANNI versione restaurata in 4K sarà presentato in anteprima al Sottodiciotto Film Festival alle ore 21.00 al CINEMA MASSIMO alla presenza del regista DANIELE GAGLIANONE e dello sceneggiatore GIAIME ALONGE in dialogo con CARLO CHATRIAN, direttore del Museo Nazionale del Cinema, MARIAPAOLA PIERINI ed ENRICO MANERA.
I NOSTRI ANNI sarà proposto al pubblico all’inizio del 2026 con un tour di presentazioni, grazie alla collaborazione di Fice, Anec, Agis, Piemonte Movie, Aiace e sarà disponibile per le scuole da gennaio. Sarà poi distribuito da KIO Film, con una regolare programmazione, nella Settimana della Resistenza, dal 20 al 26 aprile.
Alberto e Natalino, ex partigiani legati da un’amicizia profonda, vivono da anziani due vite opposte: uno isolato in montagna, l’altro in un pensionato. L’intervista di un ricercatore riporta Natalino ai ricordi della Resistenza, mentre Alberto stringe un legame con Umberto, un vecchio paralizzato, ignaro che sia il responsabile della morte dei loro compagni. Il passato riaffiora con violenza, riaprendo ferite mai rimarginate. Quando scopre la verità, Alberto vuole vendicarsi, ma Natalino lo accompagna in un viaggio sospeso tra memoria e realtà. Insieme, ritrovano nei ricordi un modo per riscrivere il dolore del passato.
Sull’importanza di questo restauro nell’attuale contesto storico, il regista Daniele Gaglianone dichiara: «Confrontarsi dopo tutto questo tempo con un film la cui ideazione mi ha accompagnato per tutti gli anni della giovinezza significa anche ripensare a quanto questo film abbia ancora molte cose da dire in questi nostri di anni. Gli anni dei miei protagonisti, nonostante sembrino persi e sospesi in una dimensione spazio-temporale rarefatta, dimenticata in qualche angolo della storia, gridano ancora in questo nostro periodo storico, in questi nostri giorni atroci e, fino a un po’ di tempo fa, impensabili. Il film restaurato prende vita nuova, le immagini sono più vivide che mai e questo rende ancora più urgente e necessario uno dei nodi centrali di questo film, di questa storia: se sia possibile avere un rapporto etico con la violenza, se sia possibile mantenere come essere umano quella dignità che per preservare bisogna essere anche pronti a combattere, ribadendo fino alla fine che gli esseri umani, se sono tutti uguali nelle premesse, non lo possono essere rispetto alle azioni che si compiono e le idee che si abbracciano. “C’era la guerra, eravamo tutti soldati”. Così, cercando una giustificazione morale che appiattisca le responsabilità, sostiene quel vecchio che una volta da giovane era stato orgogliosamente ferocemente fascista; e a queste parole, con fermezza e serenità, uno dei due vecchi partigiani risponde: “io non sono mai stato un soldato”».
«Siamo felici di poter presentare uno degli esordi italiani più originali – afferma Carlo Chatrian, Direttore del Museo Nazionale del Cinema – in una veste rinnovata. Uscito nel 2000, I nostri anni di Daniele Gaglianone è un film tanto diretto nel suo progetto quanto complesso nella sua struttura narrativa ed estetica... è un film che fa del tempo, del suo scorrere e del suo “resistere”, il suo soggetto. Soggetto quanto mai attuale, perché viviamo tempi di guerra, ma anche perché la nostra memoria collettiva si sta accorciando paurosamente».
I nostri anni, presentato al TFF - Torino Film Festival nel 2000, in concorso per il Premio CinemAvvenire come Miglior Opera Prima, è stato selezionato a La Quinzaine des Réalisateurs a Cannes nel 2001, anno in cui ha vinto anche la Sacher d'Oro come miglior opera prima. Ha vinto il premio per i migliori attori protagonisti al Festival di Valencia, il Premio “Lo Straniero” della rivista Lo Straniero; il premio come miglior attore per Virgilio Biei al Festival del Cinema Italiano di Gaglio 2001 e per Virgilio Biei e Piero Franzo al Festival del Cinema del Mediterraneo di Valencia. Ha inoltre vinto il Premio della Giuria al Festival du Film Italien de Villerupt nel 2001, il premio “I film delle giurie” al Locarno Film Festival 2013 e il “Prix Sergio Leone alla carriera” all’Annecy Cinema Italien nel 2011. |


