
Illustrazioni Scuola Romana dei Fumetti
Questa mattina si sono accese le luci dell'installazione di Angelo Bonello, alla presenza dell'artista stesso, del fotografo Guido Gazzilli, di Massimo Rotunno della Scuola Romana di Fumetto, dell' Assessore alla cultura del Municipio IV Maurizio Rossi e dei responsabili delle associazioni coinvolte nel progetto: Antonio Ambrosino consigliere cda Arca di Noè, Laura Santarelli Direttrice AES (Accademia Europea Sordi), Silvia Cifani docente e coordinatrice dell'Istituto Rossellini, Marco Maria Mazio fondatore Palingen Social Organization.
Cos’è che non potrai mai dimenticare? Da questa domanda prende avvio il lavoro sulla memoria che ha coinvolto un gruppo di detenuti dell’Istituto Penitenziario Rebibbia di Roma ed ex detenute, in un laboratorio creativo e partecipativo guidato dall’artista visivo Angelo Bonello e dal fotografo Guido Gazzilli.
"Le cose che non possiamo dimenticare", prodotto da Artificio Italiano Srl, è un progetto che restituisce voce e umanità a chi vive in carcere e che, dal 12 al 14 dicembre, trasformerà l’ingresso della Metro Rebibbia in un punto di contatto tra città e carcere, attraverso incontri, reading musicali, mostre e installazioni audiovisive. Il progetto, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, è vincitore dell'Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum - 2025, finanziato dall'Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 - Investimento 4.3 - Caput Mundi - ed è realizzato in collaborazione con SIAE.
Cuore del progetto è l’opera audiovisiva monumentale di arte sociale di Angelo Bonello, tra i pionieri internazionali della Light Art Urbana: una grande croce LED alta sei metri che si accende all’ingresso della Metro Rebibbia come un’apparizione inattesa. Non è un simbolo religioso, ma una presenza viva nello spazio pubblico, capace di mettere in relazione il carcere e la città. L’opera nasce da un lavoro corale in cui l’artista e il team hanno scelto di immergersi con empatia nella realtà di Rebibbia, lasciandosi attraversare dalle storie dei detenuti. Le loro voci diventano immagini e parole che abitano la superficie della croce: volti, frammenti di memoria, mancanze e speranze restituiti alla comunità. Ogni testimonianza si fa domanda aperta per chi passa: che cosa non potremo mai dimenticare della nostra vita? E che cosa non dovremmo mai dimenticare, come società? L’installazione trasforma così uno snodo urbano in un luogo di ascolto e confronto intimo, dove chi guarda entra in dialogo con chi vive “oltre le mura”.
L’artista e direttore artistico Angelo Bonello aggiunge: “Questa croce non è un monumento alla fede, ma un varco aperto nello spazio urbano che mette in comunicazione il dentro e il fuori del carcere di Rebibbia. Sulle sue superfici scorrono volti e parole che non chiedono indulgenza, ma solo ascolto, un taglio stretto nell’oscurità, attraverso cui i detenuti osservano il mondo e attraverso cui il mondo osserva loro. È uno scambio simmetrico in cui chi guarda è guardato, un invito a capire che una società si rivela da come osserva chi ha sbagliato e che a volte basta uno sguardo per ritrovare l’umano.”
Il fotografo Guido Gazzilli, a partire dalle memorie di luoghi, odori, volti, oggetti e sensazioni, ha selezionato alcune immagini dal proprio archivio fotografico trasformandole, attraverso i disegni e i testi dei detenuti, in un corpus di opere corali, intime e potenti. I lavori, che saranno esposti in formato poster alla Metro Rebibbia, restituiscono alla città uno sguardo dalla soglia del carcere, mettendo in luce il talento e la sensibilità dei detenuti coinvolti nel progetto. Il percorso è stato possibile grazie al coordinamento di Guido Pietro Airoldi, il supporto della psicologa a psicoterapeuta Maria Daria Giri e dell’educatrice penitenziaria Giuseppina Boi oltre alla partecipazione delle assistenti creative Vittoria Cattozzi e Petra Bonello.
La tre giorni si apre il 12 dicembre, dalle 10:30 alle 13 all’ingresso della Metro Rebibbia, con un fitto programma: l’inaugurazione dell’installazione audiovisiva di Angelo Bonello, la presentazione del libro “Everyday Shoes” di Guido Gazzilli, che raccoglie le opere del fotografo e di oltre 50 artisti da tutto il mondo, realizzate insieme ai detenuti di alcuni istituti penitenziari italiani, e prosegue con la raccolta delle testimonianze di chi vive fuori dal carcere, oltre agli interventi di esperti su giustizia, arte e inclusione. Durante la mattina sarà inaugurata anche la mostra “Storie del quartiere Rebibbia attraverso il fumetto”, a cura di Carlo Labieni, Scuola Romana dei Fumetti dove gli studenti raccontano il quartiere attraverso tavole originali, installazioni luminose e videoracconti, mostrando come la vita quotidiana fuori dal carcere conviva con questa presenza. Si chiude il 14 dicembre, in occasione del Giubileo dei Detenuti, l’ultimo evento dell’anno giubilare che è stato inaugurato lo scorso anno dall’apertura straordinaria della quinta Porta Santa proprio all’interno del carcere di Rebibbia. In questa giornata, dedicata non solo ai carcerati ma anche ai familiari, al personale del carcere e ai volontari che lavorano all’interno del sistema penitenziario, Amir Issaa, rapper, scrittore e divulgatore di cultura Hip Hop, porta in piazza il suo reading musicale con showcase “Vivo per questo”: una performance di circa un’ora tra parole, musica e proiezioni, che intreccia autobiografia, rapporto con la detenzione e possibilità di riscatto.
“Le cose che non possiamo dimenticare' dimostra come l'arte possa essere un catalizzatore sociale potentissimo. Questo percorso di ascolto, cura e coraggio non solo offrirà spazi di espressione e riconoscimento a persone spesso invisibili, ma permetterà anche di creare un dialogo reale tra l'istituzione carceraria e il territorio, lasciando una traccia duratura nella comunità locale” afferma Francesco Conticello, CEO di Casta Diva Art & Show, di cui fa parte Artificio Italiano Srl.
Il progetto è stato realizzato grazie a una rete di partner culturali e sociali che hanno contribuito attivamente al percorso: Cooperativa Sociale Arca di Noè, Palingen Social Organization, Scuola Romana dei Fumetti, Istituto Cine-TV Roberto Rossellini, Accademia Europea Sordi (AES).
Programma pubblico
Venerdì 12 dicembre | (10:30–13:00)
Cerimonia inaugurale e apertura mostre
Con Angelo Bonello, Guido Gazzilli, Carlo Labieni (Scuola Romana dei Fumetti), Guido Pietro Airoldi (coordinamento e project management), rappresentanti istituzionali e ospiti dal mondo culturale e sociale.
Sabato 13 dicembre | (10:00–24:00)
Seconda giornata dedicata alla visita libera delle opere e delle mostre già inaugurate
Domenica 14 dicembre | (17:00–18:00)
Reading musicale con showcase “Vivo per questo” di Amir Issaa
Accesso al pubblico
Ingresso libero, senza necessità di registrazione o prenotazione.
Mobilità sostenibile
L’evento è raggiungibile con i mezzi pubblici. La location si trova presso la fermata Metro Rebibbia (Linea B). In superficie, arrivano le linee autobus 311, 341, 350, A70 e A07.
Informazioni
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