Intervista a Mirco Viviani, un autore accorto e sensibile

 


di Laura Gorini

Ho cercato di essere me stesso, di raccontare la storia in maniera semplice, ma che allo stesso tempo arrivasse al cuore persone

Un autore accorto e sensibile che non ama, quando scrive, utilizzare orpelli. La sua scrittura è nitidi a pulita ma quel che racconta arriva immediatamente al cuore. Mirco Viviani con Diversi e Speciali, il suo primo romanzo, disponibile sia in formato cartaceo che digitale su Amazon, sta conquistando sempre più l'animo dei lettori.

Mirco, da appassionato lettore a scrittore. Due passioni, quelle per la letteratura e la scrittura, come hai dichiarato durante alcune presentazioni del tuo primo romanzo Diversi e Speciali, che possiedi fin da ragazzo. Come si sono evolute nel corso del tempo?

La passione per la lettura è nata parecchio tardi, poco prima dei trent'anni. Ma fin dai tempi della scuola ero attratto dalle storie. Ricordo bene quanto mi piacevano le ore di Antologia, e quanto ero appassionato alle storie raccontate nell'Iliade e l'Odissea. La scrittura, invece, è iniziata intorno ai vent'anni, scrivendo racconti di una paginetta sul mio eroe preferito, Batman, e altri personaggi inventati da me. Dire che la scrittura fosse blanda, sarebbe farmi un complimento, ma in quel momento ho compreso che mi piaceva raccontare storie, ma al tempo, mai avrei pensato di pubblicare un romanzo.

A proposito del tempo, ti spaventa il suo trascorrere?
Sinceramente, non saprei come rispondere a questa domanda. L'unica cosa che posso dire, e che il tempo ci dà la possibilità di cambiare e crescere, e con questo raggiungere nuovi risultati. Io sono più felice oggi, di vent'anni fa. Quindi penso che bisogni semplicemente adattarsi allo scorrere del tempo e vivere a pieno i momenti, anche se a volte la vita ti mette a dura prova.

Si dice che il denaro sia prezioso e il regalo più bello che possiamo fare agli altri. Sono frasi fatte, o che hanno un fondamento di verità?
Il denaro sicuramente è una parte importante della vita, ad esempio nel mio romanzo il centro non potrebbe esistere ed aiutare i ragazzi, senza il denaro. Ma senza dubbio ci sono cose più importanti come la salute, la famiglia e il star bene con sé stessi.


Giosuè, uno dei protagonisti della tua opera prima, ha deciso di dedicare il suo tempo agli altri. Possiamo dunque definirlo un uomo altruista? Quali altri aggettivi useresti per presentarlo a chi ancora non ha letto il tuo libro?
L'altruismo è senza alcun dubbio la sua dote migliore, ma ha anche altri pregi. È un uomo che sa ascoltare gli altri ed è una persona buona e disponibile. È anche ligio al dovere ed introverso, motivo per cui comprende bene le difficoltà dei ragazzi, in particolare di Yuri.

Dicevamo che è una storia corale. Come sono nati i vari personaggi? Hai utilizzato uno schema ben preciso?
Fin da subito ho deciso che avrei dedicato ogni capitolo ad un personaggio con tematica annessa. Poi con Monica, la ragazza che inizialmente scriveva con me, abbiamo deciso di dividerci i personaggi per crearne il background.

Tutti quanti, sia adulti che minorenni, hanno storie ben precise, in alcuni casi anche molto dolorose. Come sei riuscito a raccontarle in maniera così reale e viva senza utilizzare orpelli?
Prima di tutto ho cercato di essere me stesso, di raccontare la storia in maniera semplice, ma che allo stesso tempo arrivasse al cuore persone. Senza dubbio, poi, una grande mano mi è stata data dallo psicoterapeuta Alessandro Gilli, con cui ho fatto dieci incontri, per approfondire le tematiche del romanzo.

Il tuo stile narrativo è fresco, semplice e pulito. Merito di un grande lavoro di editing?
Ricollegandomi alla domanda di prima, posso affermare che l'editing fatto da Lara Aversano è stato essenziale, anche per le tematiche affrontate, ma è stato più che altro un gran lavoro di squadra.

L'autore con l'addetto stampa Laura Gorini

Oggi, rileggendo la tua opera pubblicata, c’è qualcosa che aggiungeresti o che pensi meriti qualche spiegazione in più, magari nel tuo prossimo romanzo?
Più che cambiare qualcosa nel romanzo, cambierei il mio approccio alla scrittura. Questo romanzo l'ho scritto di getto, senza fare studi o preparare una scaletta, problemi che mi hanno portato a cambiare quasi completamente la mia seconda stesura ed al lavoro di un editing minuzioso. Motivi principali per cui ho pubblicato quattro anni dopo aver scritto le prime righe.


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