Il duo siciliano SpinRockets presenta il singolo "Taboo". L'intervista di Fattitaliani

 


di Giovanni Zambito - “Taboo” è il nuovo singolo del duo siciliano SpinRockets, in uscita insieme al videoclip ufficiale. Il brano esplora la fuga emotiva che segue la fine di una relazione complessa, raccontando quel tempo sospeso in cui si cerca di ritrovare un equilibrio mentre tutto intorno sembra ancora fragile e instabile. Fattitaliani li ha intervistati.


Nel brano "Taboo" parlate di una “normalità nuova, più onesta, senza non detti”: come si traduce questa idea nella vostra vita quotidiana e nel vostro modo di fare musica?

Per noi “Taboo” è il riflesso dei giorni che siamo costretti a vivere negli ultimi anni; spesso, sia per orgoglio, sia per paura, nelle relazioni teniamo a lasciare porte aperte e situazioni scomode, tendendo poche volte alla piena sincerità ma a volte ci si chiede se questi giorni instabili ti permettano davvero di poter avere il tempo giusto per chiudere i non detti. Anche noi lo viviamo personalmente: non tendiamo più a tenere tutto dentro e cerchiamo di essere più chiari e immediati possibili sia nella vita che nella musica

“Taboo” è descritto come un racconto simbolico e delicato, tra desideri e metafore: c’è un’immagine o una metafora del testo a cui siete particolarmente legati?

Assolutamente. Probabilmente l’ossimoro “Un’altra fredda estate” è la figura retorica che più ha un significato. L’instabilità che comunica un ossimoro, a nostro parere, è il modo migliore per esprimere un turbinio emotivo e la frase sopracitata ne incarna in pieno il significato: una fredda estate perché piena di stranezze, di cambiamenti, un’estate che piuttosto che essere a colori è monocromatica.

Dal punto di vista creativo, Gabriel firma testo e musica e suona pianoforte e chitarre, mentre Samuele è al basso: come avviene lo scambio tra di voi in studio e che tipo di equilibrio avete trovato nei ruoli?

Ogni brano di nostra produzione porta la firma di Gabriel sia al testo che alla musica data l’istintività e la velocità della nascita dei brani in media; Taboo, per esempio, è nata in circa dieci minuti ed è rimasta nel cassetto per un bel po’ fino ad adesso. Samuele, solitamente, o esegue una linea di basso già inventata in una demo precedentemente registrata da Gabriel o estemporaneamente crea la linea di basso.

Il brano è prodotto da Marco Arrisicato presso Studio Borealis, con un videoclip diretto da Francesco Incandela e fotografato da Angelo Andrea Lima: in che modo produzione audio e parte visiva hanno contribuito a definire l’identità di “Taboo”?

Sicuramente il lavoro in studio è stato determinante; la scelta degli strumenti, i cambi di dinamica. L’identità del brano, è stata sicuramente tracciata strada facendo. Con Angelo e Francesco è stato invece chiaro fin da subito quale fosse la direzione da prendere con il videoclip da parte di Francesco e con Angelo per quanto riguarda gli shooting successivi.

Siete nati nel 2020 e in pochi anni avete collezionato premi, passando per Area Sanremo, X Factor e aperture importanti: qual è stato il momento di svolta che vi ha fatto capire che il progetto SpinRockets stava davvero decollando? 

Non c’è mai un momento solo, è un susseguirsi di situazioni, di esperienze e di anni di gavetta che ti portano a vivere del tuo sogno e farne anche il tuo lavoro. Siamo sicuramente grati a tutto ciò che è successo negli ultimi anni ma siamo certi che questo sia solo un punto di partenza.

Avete collaborato e condiviso il palco con vari artisti: cosa avete imparato da queste esperienze e cosa avete portato dentro il vostro modo di scrivere e stare sul palco?

Collaborare e conoscere professionisti di fama internazionale sicuramente è stato uno sprono per cercare di essere la migliore versione possibile di noi stessi. Tra tutto, abbiamo a cuore l’umiltà di artisti che, nonostante abbiano scalato l’Olimpo della musica italiana, hanno sempre la voglia di spendere il proprio tempo per altri artisti che vorrebbero vivere il loro sogno.

Cosa sperate che “Taboo” aggiunga al vostro percorso?

Speriamo che “Taboo” possa arrivare a più ascoltatori possibili per il messaggio che porta. Nell’ultimo anno abbiamo sperimentato con vari generi musicali ma con “Taboo” vogliamo delineare una retta verso quella che sarà la prossima fase del nostro progetto.

Oggi la musica italiana dovrebbe liberarsi da qualche tabù? 

Chi può dirlo. Un consiglio che dalla nostra esperienza possiamo dare è quello di non aver paura di sperimentare, di abbracciare davvero quello che un brano comunica non curandosi di classifiche e stream ma di quello che realmente vuoi far arrivare alla gente.

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Fattitaliani

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